L’uso di ChatGPT per informarsi sul tumore al seno è ancora sorprendentemente limitato, come mostrano i dati emersi all’apertura di IEO CON LE DONNE 2026, l’appuntamento che ha riunito al Teatro Manzoni oltre 1.600 donne operate al seno. Una platea che, ogni anno, diventa un osservatorio privilegiato su come le pazienti vivono la malattia, la cura e la tecnologia che le accompagna.
Il rapporto tra le pazienti con tumore al seno e strumenti come ChatGPT rimane ancora distante: il 43% non ricorre mai alle chatbot per orientarsi sulla propria salute. Il 40% le utilizza solo raramente e appena il 15% lo fa con una certa regolarità. Tra chi le usa, quasi la metà cerca di interpretare un referto, mentre una quota minore tenta di comprendere il proprio stato clinico o di prendere decisioni. È un dato che non sorprende gli esperti: studi pubblicati su JAMA Oncology e Nature Medicine mostrano come l’interesse verso l’AI sia reale, ma ancora frenato dal bisogno di un confronto umano, soprattutto nei momenti emotivamente più delicati.
L’uso di ChatGPT da parte delle pazienti con tumore al seno
Sul palco, Paolo Veronesi — Direttore del Programma di Senologia IEO — ha ricordato che le chatbot rappresentano “l’interfaccia più accessibile dell’intelligenza artificiale”, ma richiedono consapevolezza e guida. Le pazienti le percepiscono come strumenti utili per orientarsi, ma non come sostituti del medico. Una posizione perfettamente in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invita a utilizzare l’AI come supporto e non come fonte decisionale autonoma.
Parallelamente, l’intelligenza artificiale sta già trasformando la pratica clinica. Allo IEO, ad esempio, un sistema avanzato di analisi delle immagini consente di migliorare la qualità della RM Diffusion Whole Body e di dimezzare i tempi dell’esame, riducendo il disagio e aumentando la capacità diagnostica. Risultati coerenti con le evidenze dell’European Society for Medical Oncology (ESMO), secondo cui l’AI applicata all’imaging oncologico migliora sensibilità e specificità, soprattutto nei tumori della mammella. È un cambiamento silenzioso ma profondo, che avvicina la medicina a un modello sempre più personalizzato.
La sfida, sottolineano gli specialisti, è colmare il divario tra il potenziale dell’AI e la percezione delle pazienti. Perché se l’uso di ChatGPT da parte delle pazienti con tumore al seno rimane marginale, l’intelligenza artificiale è già un pilastro della ricerca oncologica. Analizza big data genomici, accelera la scoperta di nuovi farmaci e contribuisce a definire percorsi terapeutici su misura. Ma nessun algoritmo può sostituire il rapporto umano, che resta il punto fermo della cura.

A rendere ancora più intensa la mattinata, co-condotta da Myrta Merlino, è stata la presenza di Malika Ayane. L’amata cantante ha regalato alle oltre 1.600 pazienti un momento musicale esclusivo, trasformando l’incontro in un abbraccio collettivo fatto di voce, emozione e riconoscenza. Un gesto che ha ricordato come, anche nell’era dell’AI, la cura passi ancora attraverso la relazione, la vicinanza, la presenza.
Uno sguardo finale
IEO CON LE DONNE 2026 mostra con chiarezza che l’intelligenza artificiale può affiancare la cura senza sostituirne la dimensione umana. È in questo equilibrio che si definirà anche il futuro dell’uso di ChatGPT da parte delle pazienti con tumore al seno.











