Scilipoti Isgrò contro il suicidio assistito: “Il centrodestra ha rinnegato Dio”
Il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò, Presidente di Unione Cristiana, ha lanciato una durissima critica al centrodestra in merito al nuovo Disegno di Legge sul suicidio assistito. Secondo il senatore, quello presentato dal centrodestra non è altro che un tentativo maldestro di raccogliere consenso politico a scapito dei principi fondamentali della vita e della fede cristiana.
Una legge che mina i valori cristiani
Il provvedimento in discussione, sostiene il senatore, delega a un giudice la decisione finale sulla possibilità che una persona ponga fine alla propria esistenza. Un passo che, a suo avviso, segna un’inaccettabile deriva etica. “In questo modo – spiega Scilipoti Isgrò – si affida a un essere umano, per quanto preparato, il compito di stabilire chi può vivere e chi no. Questo non è accettabile per chi si ispira realmente ai valori cristiani.”
La vita non è proprietà dell’uomo
Nel comunicato, il senatore ribadisce con forza la sua posizione: “La vita non è nostra proprietà, ma di Dio”. Secondo l’ex parlamentare, solo Dio ha il potere di stabilire l’inizio e la fine dell’esistenza umana. Qualsiasi altro intervento, soprattutto se sancito per legge, rappresenta un’invasione indebita nel dominio sacro della vita. “La politica sta tentando sempre più di sostituirsi a Dio – aggiunge – con una visione pagana, crudele, che non tiene conto della sacralità dell’essere umano.”
Una deriva pericolosa
Il senatore denuncia quella che considera una pericolosa deriva ideologica che rischia di minare le basi della società stessa. A suo parere, la politica odierna appare sempre più incapace di proteggere i più deboli e vulnerabili, preferendo scorciatoie legislative che eliminano il problema anziché affrontarlo con umanità e compassione. “Non è degna di una società civile – continua – una politica che anziché aiutare chi soffre, propone l’eutanasia come soluzione. Una vera civiltà si prende cura delle persone, soprattutto nel momento del dolore, e non le abbandona alla disperazione.”
Il ruolo dello Stato e della medicina
Scilipoti Isgrò non si limita alla critica religiosa, ma affronta anche il tema dal punto di vista medico. “Sono anche un medico – ricorda – e per questo sono perfettamente consapevole della differenza tra accanimento terapeutico e suicidio assistito.” Secondo il senatore, è doveroso contrastare l’accanimento terapeutico, ma è ben diverso proporre o legalizzare un percorso che conduca alla morte. “Un conto è limitare trattamenti inutili e invasivi, un altro è autorizzare qualcuno a porre fine legalmente alla vita di un’altra persona.”
Il giudice non può sostituirsi a Dio
Nel DDL presentato dal centrodestra, è prevista una figura centrale: il giudice, che dovrebbe valutare i casi e autorizzare o meno il suicidio assistito. Questa figura, secondo Scilipoti Isgrò, non può e non deve essere chiamata a compiti tanto estremi. “Affidare la decisione sulla morte a un giudice – spiega – significa accettare che un uomo, con le sue fragilità e i suoi limiti, possa decidere sul valore della vita di un altro essere umano. È un errore gravissimo e profondamente immorale.”
Una politica autenticamente cristiana accompagna e sostiene
Per il senatore, una vera politica ispirata ai valori cristiani non ha il compito di decidere chi debba vivere o morire, ma di accompagnare con dignità e compassione chi soffre. “Una politica saggia – afferma – non uccide, ma consiglia, ascolta, sostiene e rafforza le reti di supporto psicologico e spirituale.” Scilipoti Isgrò propone una visione alternativa, fondata su un approccio empatico e umano alla malattia e alla sofferenza. “È necessario investire su psicologi del dolore, su medici palliativisti, su sostegni concreti per le famiglie che assistono malati terminali. Solo così si può parlare davvero di una società civile e umana.”
L’appello ai politici di fede cristiana
Infine, il presidente di Unione Cristiana lancia un appello ai parlamentari che si dichiarano cristiani: “Chi crede veramente in Dio non può accettare una legge che nega la sacralità della vita. Chi siede in Parlamento non deve tradire i principi fondanti della propria fede per inseguire il consenso.” Conclude il suo intervento con parole nette e definitive: “Il centrodestra ha rinnegato Dio. E lo ha fatto nel peggiore dei modi, trasformando la sofferenza in materia di calcolo politico.”
La presa di posizione del Senatore Domenico Scilipoti Isgrò contro il suicidio assistito rappresenta una voce controcorrente all’interno dello scenario politico italiano. Una voce che richiama alle radici etiche e religiose della politica, ponendo al centro del dibattito non solo il diritto, ma anche il senso profondo della vita e della dignità umana. Un invito forte a non perdere l’orientamento spirituale in un’epoca di scelte complesse e spesso ambigue.











