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Israele rispetti civili e religiosi: l’appello del senatore

Domenico Scillipoti Isgrò«Israele rispetti civili e religiosi. È inaccettabile quanto accaduto a Gaza». Con queste parole, il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò, Presidente di Unione Cristiana e Responsabile del Dipartimento Sanità Nazionale della Democrazia Cristiana, ha commentato duramente un recente episodio bellico che ha visto coinvolta la Chiesa cattolica della Sacra Famiglia nella Striscia di Gaza. Durante un bombardamento, secondo quanto riportato da fonti locali e internazionali, le forze israeliane avrebbero colpito anche un luogo di culto cristiano, provocando vittime civili e ferendo il parroco don Romanelli, di nazionalità italiana. Un attacco che ha suscitato profondo sgomento e condanna da parte di molti rappresentanti della società civile, politica e religiosa.

Attacco alla Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza

Il fatto che ha innescato la reazione del senatore è il bombardamento che ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia, un presidio di pace e preghiera nel cuore di Gaza. Questo edificio religioso, da sempre aperto a tutta la popolazione, anche non cattolica, rappresenta un simbolo di convivenza e speranza in un territorio martoriato dal conflitto.  L’attacco ha causato nuove vittime civili, rendendo ancora più drammatica la situazione umanitaria in corso nella Striscia. Tra i feriti si segnala don Gabriel Romanelli, il parroco della comunità, molto stimato non solo per il suo impegno religioso, ma anche per la sua instancabile attività a favore della popolazione locale.

Scilipoti Isgrò: «Un atto insensato e inaccettabile»

«Bombardare sedi frequentate da civili e luoghi religiosi è insensato ed inaccettabile» – ha dichiarato Scilipoti Isgrò. Il senatore non ha usato mezzi termini per definire l’attacco come un atto bellico non giustificabile, che mette a repentaglio vite innocenti e viola apertamente le convenzioni internazionali sui conflitti armati.  Ha inoltre richiesto con fermezza che il governo italiano convochi l’ambasciatore di Israele per chiedere chiarimenti e scuse ufficiali, in considerazione anche del fatto che uno dei feriti è un cittadino italiano. Questo passaggio istituzionale, secondo il senatore, è necessario per ribadire la centralità dei diritti umani e il principio di non aggredibilità dei luoghi religiosi, protetti dal diritto internazionale umanitario.

Il diritto internazionale e la protezione dei civili

L’appello del Senatore si fonda su un principio chiave: la tutela dei civili nei conflitti armati. Le convenzioni di Ginevra, così come altri strumenti normativi internazionali, stabiliscono che gli Stati coinvolti in operazioni belliche debbano evitare di colpire strutture civili e, a maggior ragione, luoghi religiosi, ospedali e scuole. L’attacco alla chiesa rappresenta, secondo Scilipoti Isgrò, un grave episodio che richiede una risposta diplomatica forte, ma anche un rilancio del dialogo internazionale per il rispetto delle regole minime di convivenza, anche nei momenti di tensione più alta.

Solidarietà al parroco ferito e alla comunità cristiana

Nel suo comunicato, il Senatore ha rivolto un pensiero particolare a don Romanelli, augurandogli una pronta guarigione. La sua figura, nota anche in Italia per la testimonianza di fede e resistenza, è diventata in questi mesi simbolo della parte più fragile ma determinata della popolazione di Gaza: quella che non imbraccia le armi, ma offre rifugio e sostegno a chi soffre. «Al parroco ferito va ogni augurio di pronta guarigione – ha dichiarato il senatore – e alla comunità cristiana di Gaza la mia piena solidarietà e vicinanza».

Israele e l’obbligo del rispetto dei diritti umani

Il Senatore ha infine ribadito un principio non negoziabile: nessuno Stato può sottrarsi al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Neppure Israele, che pure si trova in una situazione di conflitto prolungato, può permettersi di agire al di fuori delle regole comuni, colpendo obiettivi civili o religiosi. «Israele non è esentato per nessuna ragione dall’osservanza dei diritti umani e del diritto internazionale» – ha concluso Scilipoti Isgrò. Un monito forte, che intende sollecitare anche l’Unione Europea, la Santa Sede e la comunità diplomatica internazionale a farsi garanti della protezione delle minoranze e del rispetto delle convenzioni umanitarie.

Un messaggio che richiama alla responsabilità

Il messaggio del Senatore non è solo una denuncia, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva. In un mondo dove i conflitti si moltiplicano e il rischio di escalation è sempre dietro l’angolo, è indispensabile tornare ai fondamenti del diritto, della morale e della dignità umana.  Israele, come qualunque altro Stato democratico, deve rispondere alle proprie azioni e garantire che le proprie operazioni militari non colpiscano obiettivi civili, né tantomeno i luoghi sacri, che dovrebbero rappresentare rifugi inviolabili anche nei momenti più drammatici.

Civiltà e diritto devono prevalere

In un contesto complesso e delicato come quello mediorientale, la voce di leader politici come Domenico Scilipoti Isgrò rappresenta un baluardo di coscienza e di equilibrio. L’appello “Israele rispetti civili e religiosi” non è uno slogan, ma una richiesta concreta di ritorno alla legalità internazionale e al rispetto della vita umana in ogni sua forma.

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