Fabrizio Pregliasco virologo

Fabrizio Pregliasco: ritratto di un virologo italiano tra ricerca, emergenze e impegno civile

Quando nel 2020 il suo volto è diventato familiare a milioni di italiani, Fabrizio Pregliasco era già da decenni una figura centrale della sanità pubblica lombarda. La pandemia lo ha portato sotto i riflettori, ma la sua storia professionale affonda le radici molto prima, tra ricerca universitaria, direzione sanitaria e un impegno costante nel volontariato organizzato.

Nato a Milano l’11 novembre 1959, Pregliasco cresce in un ambiente che lo spinge presto verso lo studio e la medicina. Nel 1986 si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, per poi specializzarsi in Igiene e Medicina Preventiva (1990) e in Tossicologia (1994) . È una scelta che segna la sua carriera: non la clinica tradizionale, ma la prevenzione, la sanità pubblica, la gestione del rischio.

Dalla ricerca universitaria alla direzione sanitaria

Nel 1991 diventa ricercatore universitario presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano, dove negli anni ricoprirà anche ruoli di docente e professore aggregato nel settore dell’Igiene Generale e Applicata .

Parallelamente, nel 1987 inizia la collaborazione con la Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus di Cesano Boscone, una delle realtà sociosanitarie più importanti della Lombardia. Qui percorre un’intera carriera interna: da assistente medico igienista a Direttore Sanitario, contribuendo alla crescita della struttura e alla riorganizzazione dei servizi assistenziali .

Dal 2015 assume anche la direzione sanitaria dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ruolo confermato nel 2022 con la nascita del nuovo polo Galeazzi–Sant’Ambrogio, uno dei centri ospedalieri più avanzati del Paese .

Fabrizio Pregiasco: il volto pubblico della prevenzione

Durante la pandemia da Covid-19, Pregliasco diventa uno dei principali punti di riferimento mediatici per l’informazione scientifica. Interviene in radio, televisione e stampa, spiegando l’evoluzione del contagio, l’importanza dei vaccini e le misure di prevenzione. Il suo ruolo non è improvvisato: da anni è impegnato nella divulgazione scientifica, tanto da ricevere nel 2016 il Premio UNAMSI per l’informazione medico-scientifica .

Un impegno storico nel volontariato organizzato

Accanto alla carriera accademica e sanitaria, Pregliasco porta avanti un percorso parallelo nel mondo del volontariato. Dal 1978 è attivo in Rho Soccorso, associazione aderente ad ANPAS, di cui diventa prima Direttore Sanitario e poi Presidente. Nel 2013 viene eletto Presidente Nazionale di ANPAS, la rete che coordina oltre 100.000 volontari e 950 pubbliche assistenze in tutta Italia .

È un ruolo che lo porta a occuparsi di protezione civile, emergenze, formazione e coordinamento dei soccorsi, contribuendo a costruire una cultura della prevenzione e della risposta rapida alle crisi.

Vita privata

Molto riservato, Pregliasco condivide poco della sua vita personale. È noto che nel 2024 ha sposato la compagna storica Carolina Pellegrini, con cui era legato da oltre vent’anni .

Un professionista tra scienza, istituzioni e società

La biografia di Fabrizio Pregliasco racconta un medico che ha scelto la prevenzione come missione, la ricerca come metodo e il volontariato come impegno civile. La sua figura, spesso associata alle emergenze sanitarie, è in realtà il risultato di un percorso lungo e stratificato: università, direzione sanitaria, associazionismo, divulgazione.

 

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