L’eredità culturale di Arnoldo Mondadori
Arnoldo Mondadori nasce a Poggio Rusco nel 1889, in una famiglia umile della Bassa padana. Figlio di un calzolaio ambulante, cresce in un ambiente povero ma vivace, dove sviluppa presto un talento naturale per la comunicazione. Da ragazzo lavora come garzone in una drogheria, distinguendosi per un’abilità affabulatoria tale da meritarsi il soprannome dialettale “incantabiss”, l’incantatore di serpenti.
Quella capacità di parlare alle persone — prima ancora che ai lettori — sarà la cifra distintiva del suo futuro di editore.
Nel 1907, appena diciottenne, entra come apprendista in una piccola tipografia di Ostiglia. È un incontro decisivo: la stampa diventa il suo mondo. L’anno successivo rileva la tipografia e fonda la sua prima impresa editoriale, “La Sociale”, con cui pubblica il periodico Luce! e i primi testi scolastici. È l’inizio di una storia destinata a cambiare il panorama culturale italiano.
L’incontro che cambia tutto: Tomaso Monicelli
Nel 1911 Mondadori conosce Tomaso Monicelli, scrittore e intellettuale ostigliese. È un sodalizio umano e professionale che segnerà profondamente la sua vita. Monicelli pubblica con Mondadori Aia Madama (1912), considerato il primo vero libro della futura casa editrice.
L’amicizia si trasforma in legame familiare quando Arnoldo sposa Andreina Monicelli nel 1913. Da quel momento, la famiglia e il lavoro diventano un tutt’uno, secondo un modello imprenditoriale che caratterizzerà l’intera storia Mondadori.
La nascita dell’editore moderno
Nel 1913 Mondadori lancia la collana La Lampada, dedicata ai ragazzi, con autori come Beltramelli, Vamba e Guido Gozzano. È un successo.
Nel 1919 trasferisce la sede a Milano, dove l’azienda assume una dimensione industriale. Qui nascono alcune delle collane più iconiche del Novecento:
- I Gialli Mondadori (1929) — introducono in Italia il poliziesco moderno
- La Medusa (1933) — porta nel Paese la grande narrativa straniera contemporanea
- Urania (1952) — prima collana italiana dedicata alla fantascienza
- I Meridiani (1969) — l’edizione critica dei classici, oggi considerata la “Pléiade italiana”
- Gli Oscar (dal 1965) — i tascabili che democratizzano la lettura
Parallelamente, Mondadori rivoluziona il mondo dei periodici: Grazia, Epoca, Panorama, Topolino, Tempo diventano parte dell’immaginario collettivo italiano.
Un gruppo che cresce con l’Italia
Mondadori pubblica autori come Pirandello, D’Annunzio, Deledda, Bacchelli, Vittorini, Pavese, e introduce in Italia scrittori come Hemingway, Faulkner, Huxley, Mann, Woolf.
Negli anni Trenta realizza l’edizione monumentale delle Opere di Gabriele D’Annunzio, stampata dall’Officina Bodoni: un capolavoro tipografico.
Dopo la morte di Arnoldo nel 1971, la guida passa al figlio Giorgio, poi a Mario Formenton e infine a Marina Berlusconi. Il gruppo cresce inglobando marchi storici come:
- Einaudi
- Piemme
- Sperling & Kupfer
- Electa
Oggi Mondadori è il primo gruppo editoriale italiano, con quasi 4.000 dipendenti e oltre 50 società collegate.
La sede di Segrate: un’icona dell’architettura moderna
Nel 1975 viene inaugurata la nuova sede di Segrate, progettata da Oscar Niemeyer: un edificio sospeso sull’acqua, simbolo dell’editoria italiana e della visione internazionale del gruppo.
Un secolo raccontato per immagini
Per celebrare i primi cento anni, Mondadori ha pubblicato un album con oltre 4.000 fotografie e contributi di Ferruccio de Bortoli, Paolo Mieli, Ezio Mauro e altre firme autorevoli. Un’opera che non racconta solo la storia di un editore, ma la storia culturale dell’Italia del Novecento.
Dalla piccola tipografia di Ostiglia alla sede avveniristica di Segrate, la storia di Arnoldo Mondadori è la storia di un uomo che ha trasformato un sogno in un impero culturale. Un secolo dopo, il suo nome continua a rappresentare visione, coraggio editoriale e la capacità di parlare a generazioni diverse di lettori.











