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cane amicoIL MIGLIORE AMICO DELL’UOMO

Il cane è da sempre per antonomasia il migliore amico dell’uomo: anche se il suo scettro è sempre più insidiato dal gatto e da animaletti come uccelli, conigli, tartarughe e pesci, l’affetto e lealtà che un cane dà al proprio padrone non ha paragoni. I gatti sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni ed hanno superato numericamente il cane come animale più frequente in casa. Sarà per la sua indipendenza, sarà perché è più facile da gestire, sarà perché è meno impegnativo di altri animali, ma ormai è veramente raro non possederne o non conoscere amici che ne abbiano uno.

“CANE E GATTO” – AMICI O NEMICI?

gatto e caneDa sempre si considera il gatto come l’acerrimo rivale del cane. Sono però loro stessi, gatto e cane, a smentire queste dicerie. Proprio così, perché spesso i due vivono insieme, si vogliono bene, diventano amici per la pelle. E allora? Si odiano o no? E da cosa deriva questa presunta inimicizia? Alla base di ciò c’è semplicemente che essi “parlano” lingue diverse, non solo abbaiando o miagolando, ma soprattutto attraverso il linguaggio del corpo, il modo di guardare o di fissarci, le posizioni della coda, delle zampe e delle orecchie. E purtroppo il loro modo di comunicare spesso non solo è diverso ma addirittura in contrasto. Ad esempio un gatto con buone intenzioni, che si avvicina ad un cane per fare amicizia, tiene la coda bene eretta, in verticale: è il suo modo per dire “ciao“. Fa lo stesso prima di strusciarsi sulle gambe del padrone, facendo le fusa. Ma per il cane, il tenere la coda in quella posizione ha un altro significato: è un atteggiamento di sfida e significa “qui comando io”, opposto alle buone intenzioni del gatto. Quando invece il cane vuole esprimere eccitazione e gioia, si mette a scodinzolare. Ma sono i gatti nervosi e irritati ad agitare la coda e a sferzarsi i fianchi con essa, e così capita che un cane si avvicini scodinzolando al micio, ottenendo invece il chiaro messaggio: “Stammi alla larga!” Il risultato è la lite. Nonostante tutto, i due animali, possono diventare grandi amici. La loro intelligenza, spesso sottovalutata, può rimediare alle incomprensioni e i due possono imparare a vivere insieme, specialmente crescendo insieme. Insomma “cane e gatto” è un modo di dire che va smentito, almeno per loro!

Una Famiglia allargata

Il crescente interesse verso gli animali da compagnia trova un ulteriore motivazione nella fisionomia dell’attuale organizzazione sociale, caratterizzata da nuclei familiari sempre più ridotti, col conseguente aumento delle persone sole e quindi bisognose di affetto e compagnia. Il mondo occidentale è sempre più popolato di animali e le cifre lo dimostrano ampiamente; negli Stati Uniti d’America vivono presso le famiglie 63 milioni di gatti e 54 milioni di cani e vengono spesi, per il loro mantenimento, 17 miliardi di dollari l’anno (cifre relative al 1995). Anche gli italiani, per avere modificato i loro rapporti sociali, hanno manifestato una crescente interesse per gli animali da compagnia adottandone un congruo numero. Da un’indagine Doxa del 1996 risulta che in una famiglia su tre sono presenti animali da compagnia, di cui: 8 milioni di gatti, 6,8 milioni di cani, 12 milioni di uccelli, 6 milioni di pesci d’acquario, di tartarughe, di animali esotici, circa 33 milioni complessivamente con una spesa che dovrebbe aggirarsi intorno ai 4 miliardi di euro all’anno. Queste specie animali fanno parte della cosiddetta famiglia allargata nella quale, oltre ad essersi guadagnate, con l’affetto o con la semplice presenza, un posto di membro effettivo, ricoprono, sempre più spesso, un ruolo nuovo e coinvolgente, a volte positivo per la salute umana.

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