Ruby Loftus screwing a Breech ring (1943) (Art. IWM LD 2850

Cosa comprende, chi la effettua e quando

La sorveglianza sanitaria obbligatoria è uno strumento di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.  Per questo, la sorveglianza sanitaria comprende un’attività di valutazione dei rischi legati al luogo di lavoro e alle mansioni svolte, valutazione psico-fisico dell’idoneità del lavoratore in relazione al lavoro svolto, e tutela della sua salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

La sorveglianza sanitaria non è obbligatoria per tutte le tipologie di lavoro, ma è importante conoscere quelle aree per cui l’obbligatorietà è invece esplicitata dalla legge (D.Lgs. 81/08) per non incorrere in illeciti e eventuali sanzioni.

Scopriamo allora quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, chi ne è responsabile, e cosa comprende questo strumento di tutela.

Al lavoro in sicurezza

Sorveglianza Sanitaria: quando è obbligatoria

Il D.Lgs. 81/80, anche conosciuto come Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, stabilisce che la sorveglianza sanitaria è obbligatoria nei seguenti casi:

  • turni notturni;
  • lavoro su impianti ad alta tensione, in ambienti ad alta quota o confinati;
  • rischi chimici, biologici, di agenti cancerogeni e mutageni;
  • rischio rumore e vibrazioni;
  • movimentazione manuale dei carichi;
  • videoterminalisti (che trascorrono più di 20 ore a settimana al computer).

Quando il datore di lavoro non rispetta gli obblighi di sorveglianza incorre in sanzioni che possono prevedere multe fino a 5000 euro e arresto fino ai 4 mesi.

Sorveglianza Sanitaria: cosa comprende

Il primo obiettivo della Sorveglianza Sanitaria è quello della valutazione dei rischi legati all’ambiente di lavoro e alla tipologia di mansione svolte. Il Documento di Valutazione Rischi che viene redatto, quindi, individua per ogni tipologia di mansione quali sono i rischi per la salute ad essa relativi.

Quella che possiamo definire come la seconda fase dell’iter di sorveglianza, è l’elaborazione del protocollo sanitario. In questo documento, sono indicati tutti gli esami e visite ai quali sottoporre il lavoratore per assicurare l’idoneità del suo stato fisico e psicologico alla mansione svolta, e monitorarla nel tempo.

Questa fase comprende quindi anche l’elaborazione di un piano di sorveglianza, ovvero, del piano nel quale si stabilisce la periodicità delle visite mediche per garantire l’idoneità del lavoratore.

Oltre all’accertamento dell’idoneità e il relativo monitoraggio nel tempo, la sorveglianza sanitaria prevede anche interventi “su richiesta”. Qualora un lavoratore cambi mansione, oppure sopraggiunga un dubbio che egli non è più idoneo alla sua mansione, si può richiedere una visita per accertare le condizioni.

Sorveglianza Obbligatoria: chi la effettua?

La sorveglianza sanitaria è responsabilità del medico competente che si occupa dell’elaborazione dei protocolli, dei piani sanitari, ed effettua le visite mediche o prescrive le analisi cliniche. Anche l’obbligatorietà della nomina del medico competente da parte del datore di lavoro è regolata dalla normativa (D.Lgs. 81/80): in sostanza, nei casi in cui la sorveglianza sanitaria è obbligatoria, è obbligatoria anche la nomina del medico competente che ne è responsabile.

Per concludere, da parte sua il lavoratore ha l’obbligo di sottoporsi alle visite mediche disposte dal medico competente. Il lavoratore stesso ha la responsabilità di prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone sul luogo di lavoro.

 

 

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