L’uomo trascorre quasi un terzo della vita dormendo, tuttavia “Il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare”, come scriveva nel 1845 Alexandre Dumas nel romanzo Vent’anni dopo. Dormire bene per molte persone è un grosso problema, per chi lotta costantemente contro il dolore a volte sembra un’impresa impossibile. Il sonno è un fenomeno complesso, indispensabile per il benessere, durante il quale si verificano complessi fenomeni in alcune aree cerebrali.
È regolato dal nostro orologio biologico, che gestisce diverse funzioni dell’organismo. La privazione cronica di sonno non ha effetti negativi solamente sull’efficienza fisica, ma anche sull’umore, sul pensiero creativo, sulla capacità di risolvere i problemi, sull’efficienza del sistema immunitario. I tempi di reazione sono rallentati, si compie un numero maggiore di errori e si ha difficoltà a focalizzare l’attenzione. Il riposo notturno, soprattutto in soggetti sottoposti a forti stress psico-fisici, è un fenomeno necessario per recuperare e per bilanciare l’energia spesa durante il giorno.
Anche gli astronauti nello spazio hanno bisogno di riposare per un adeguato numero di ore e per non rischiare di essere traditi dall’assenza di gravità attendono di addormentarsi con il cuscino legato alle mani. Affaticamento e sonnolenza aumentano proporzionalmente all’esaurimento delle energie e diminuisce prepotentemente la capacità di tollerare il dolore.
Recenti evidenze scientifiche confermano che migliorando la qualità del sonno si incrementa l’efficacia delle terapie antidolore e aumenta anche del 25% la resistenza dei pazienti che soffrono di dolore cronico. Dati da considerare attentamente quando si intraprende un percorso di cura o si deve affrontare un intervento chirurgico. Un corretto ritmo sonno-veglia è dunque la condizione necessaria per evitare di entrare in un pericoloso circolo vizioso in cui la mancanza di riposo sfocia in diminuzione della soglia algica, provocando un meccanismo circolare di cronicità da cui è difficile uscire se non si corre immediatamente ai ripari. Sono sufficienti alcune semplici norme comportamentali per spezzare la catena, come coricarsi ed alzarsi ad orari regolari, evitare l’esercizio fisico nelle ore serali, astenersi da nicotina, caffeina e bevande alcoliche, seguire una dieta adeguata ed evitare di mangiare prima di andare a dormire. Piccolo accorgimento che avrebbe forse evitato a Scrooge, il protagonista del racconto A Christmas Carol di Charles Dickens del 1843, noto anche come Canto di Natale, le sue spaventose visioni notturne.
![]()
Dr. Paolo Mariconti
Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com











