Epigenetica tumorale: una nuova frontiera nella cura del cancro
Un team di ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), guidato da Tiziana Bonaldi, ha ottenuto per la prima volta il profilo completo di epigenetica tumorale nel tumore al seno.Questo risultato, pubblicato su Nature Communications, rappresenta una svolta per le forme tumorali più difficili da trattare, come il triplo negativo, che oggi non dispongono di terapie innovative.
L’epigenetica studia le modifiche reversibili dell’attività del DNA, influenzate da fattori ambientali come dieta e stile di vita. A differenza del profilo mutazionale, che analizza alterazioni permanenti nel DNA, il profilo epigenetico è dinamico e modulabile, rendendolo un bersaglio ideale per farmaci epigenetici.
Una piattaforma per generare il profilo epigenetico dai campioni clinici
Grazie a una nuova piattaforma tecnologica sviluppata allo IEO, è ora possibile ottenere il profilo epigenetico direttamente da campioni clinici. Il team ha analizzato 200 campioni di tumore mammario, identificando una firma epigenetica specifica per il tumore triplo negativo. Questa firma include marcatori che influenzano la risposta alla chemioterapia.
Uno di questi marcatori è regolato da un enzima noto, e il gruppo ha testato un farmaco epigenetico già in uso capace di inibirlo. I risultati:
- In vitro: le cellule tumorali trattate crescono meno e diventano sensibili alla chemioterapia
- In vivo: conferma dell’efficacia del trattamento
Tumore triplo negativo: una sfida oncologica
Il tumore al seno triplo negativo rappresenta il 15–20% dei casi e si distingue per:
- Mancanza di recettori ormonali e HER2
- Elevata eterogeneità biologica
- Assenza di target molecolari specifici
Queste caratteristiche lo rendono resistente alle terapie convenzionali. L’approccio epigenetico consente di cogliere la plasticità del tumore, utile per contrastare la resistenza ai farmaci e la formazione di metastasi.
Verso una medicina personalizzata e applicabile ad altri tumori
Il progetto ha coinvolto anche Roberta Noberini, Giulia Robusti e Alessandro Vai, che hanno integrato il profilo epigenetico con altre analisi molecolari per identificare i meccanismi d’azione. L’obiettivo è riutilizzare farmaci già disponibili, accelerando l’applicazione clinica.
Il metodo è estendibile ad altri tumori, come quello dell’ovaio, noto per la sua resilienza. I ricercatori stanno ora esplorando la possibilità di rilevare la firma epigenetica anche nel sangue, aprendo la strada a diagnosi non invasive.
Epigenetica tumorale: impatto clinico e prospettive future
Questa scoperta segna un cambiamento di paradigma nella cura dei tumori orfani di terapia. L’epigenetica diventa così uno strumento concreto per:
- Identificare nuovi target terapeutici
- Personalizzare le cure
- Migliorare la risposta ai trattamenti
Il lavoro dello IEO dimostra come la sinergia tra ricerca di base, clinica e biobanca possa generare innovazione utile e immediatamente applicabile.
Fonte scientifica
Link al paper:
Noberini R, Robusti G, Vai A et al.
A histone-centric multi-omics study shows that increased H3K4 methylation sustains triple-negative breast cancer phenotypes.
Nature Communications, 2025, 6, Article number: 8716.
DOI: https://doi.org/10.1038/s41467-025-63745-z











