La SIMVIM presenta le nuove linee guida sul vaccino contro il virus Chikungunya. vaccino coronavirus

La posizione della SIMVIM sul vaccino contro il virus Chikungunya

La Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) presenta le nuove linee guida dedicate al vaccino contro il virus Chikungunya, fortemente raccomandato per chi si reca nelle aree del mondo dove è in corso un’epidemia. Secondo la SIMVIM, la vaccinazione dovrebbe essere inserita tra gli adempimenti essenziali prima di partire verso destinazioni come Cuba, Brasile e altri Paesi dell’America Latina. Lo stesso vale per alcune zone dell’Asia, tra cui l’India e specifiche aree della Cina.

La Società ha pubblicato le indicazioni ufficiali per la prevenzione dal virus Chikungunya. Le linee guida sono state illustrate oggi, 6 febbraio, durante il webinar tecnico‑scientifico “Chikungunya, dalla patologia alla prevenzione”. L’evento è stato promosso con il contributo non condizionante di Bavarian Nordic ed era rivolto a medici e specialisti.

Il documento nasce dalla collaborazione tra SIMVIM e SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica). Le due società chiariscono che il vaccino contro il virus Chikungunya è fortemente raccomandato non solo per chi visita zone con epidemie in corso. È consigliato anche per chi soggiorna in aree dove, negli ultimi cinque anni, è stata documentata una trasmissione del virus. La raccomandazione è particolarmente importante per i soggetti con più di 65 anni o con comorbidità.

Raccomandazioni, aree a rischio, criteri clinici e testimonianze

Nuovi elementi chiave delle Raccomandazioni SIMVIM

“È grande la soddisfazione per aver diffuso le definitive indicazioni SIMVIM per l’utilizzo del vaccino contro il virus Chikungunya”, afferma il dottor Andrea Rossanese, Presidente SIMVIM e Responsabile della Travel Clinic del Centro di Malattie Tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella.

Secondo Rossanese, le nuove Raccomandazioni si distinguono da quelle di altri Paesi. Infatti, non prevedono una durata minima del soggiorno per consigliare la profilassi. La puntura di zanzara può verificarsi in qualsiasi momento, indipendentemente dal tempo trascorso nella zona a rischio.

“Nelle Raccomandazioni – aggiunge – emerge l’importanza di considerare il rischio legato ai soggiorni in zone endemiche come un fattore cumulativo prospettico. Ciò significa che la profilassi deve essere valutata attentamente non solo per i viaggi lunghi. È rilevante anche per chi si reca frequentemente nelle stesse aree, perché nel tempo aumenta la probabilità di esposizione”.

L’adozione di queste indicazioni trasforma la prevenzione della Chikungunya. Da gestione emergenziale diventa una strategia strutturata, capace di rispondere alle esigenze dei viaggiatori internazionali e di proteggere la collettività dai possibili focolai autoctoni. Inoltre, conferma l’impegno dell’Italia nel contrasto alle minacce virali che, oggi, non possono più essere considerate lontane.

Le Raccomandazioni definiscono con precisione i protocolli d’impiego del vaccino contro il virus Chikungunya. Stabiliscono criteri chiari per la profilassi e garantiscono coerenza con i quadri normativi pubblicati da organismi internazionali come il CDC negli Stati Uniti, il JCVI nel Regno Unito, la STIKO in Germania e le società AEV e SEMEVI in Spagna.

Indicazioni operative per i viaggiatori

“Chiunque oggi sia in procinto di partire verso un Paese a rischio Chikungunya – ad esempio Cuba, Brasile, Messico o le province meridionali della Cina – dovrebbe recarsi almeno 15 giorni prima in un ambulatorio di medicina dei viaggiatori del proprio territorio”, ricorda Rossanese. In Italia sono disponibili oltre 200 punti d’accoglienza all’interno della rete del Servizio Sanitario Nazionale.

“Il termine Chikungunya significa letteralmente ‘colui che cammina storto’, un’immagine che descrive perfettamente i dolori articolari invalidanti causati dalla malattia”, aggiunge il professor Alberto Tomasi, già Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest e Past President SIMVIM.

Tomasi sottolinea che i cambiamenti climatici aumentano il rischio di focolai autoctoni anche in Europa. Fortunatamente, oggi medici e viaggiatori possono contare su un nuovo vaccino contro il virus Chikungunya, monodose e ben tollerato. Si tratta di uno strumento fondamentale per tutelare la salute pubblica e garantire un ritorno sicuro da ogni viaggio.

La testimonianza di un paziente di ritorno da Cuba

“Tutto è iniziato con una febbre devastante e uno stato di confusione tale da non farmi ricordare nulla del volo di ritorno. Una volta a Bari, sono finito in ospedale: essendo diabetico e cardiopatico, la situazione era critica e i medici hanno dovuto sospendere le mie cure abituali per il rischio di emorragie”, racconta Francesco C., 62 anni, che ha contratto il virus a Cuba lo scorso ottobre.

“Per tre settimane sono rimasto paralizzato da dolori atroci, simili a coltellate, che il paracetamolo non riusciva a calmare. Solo un antinfiammatorio specifico mi ha permesso di tornare a camminare, ma la guarigione è lentissima. Ancora oggi convivo con piedi gonfi e una debolezza alle mani che mi impedisce persino di svitare un tappo. Questa esperienza mi ha insegnato che, quando si viaggia in certe zone, la prevenzione e i vaccini sono fondamentali”.

Per informazioni aggiornate sulle epidemie in corso a Cuba – in particolare Dengue, Chikungunya e Oropouche – è possibile consultare il Ministero della Salute e la sezione “Situazione sanitaria” della scheda Paese su Viaggiare Sicuri.

Per approfondire le aree a rischio Chikungunya, sono disponibili le risorse del CDC americano, dell’ECDC europeo e la mappa aggiornata della Fondazione IO (ChikVisualAtlas).

Informazioni sul virus Chikungunya

La Chikungunya è una malattia trasmessa dalle zanzare ed è causata dal virus Chikungunya (CHIKV). Negli ultimi vent’anni il virus è emerso in molte regioni dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe, provocando focolai estesi e spesso imprevedibili, anche in aree turistiche molto frequentate [1] .

Dalla sua scoperta, il CHIKV è stato identificato in oltre 110 Paesi. Negli ultimi cinque anni è stata confermata una trasmissione attiva in più di 50 nazioni. La malattia si manifesta con sintomi acuti come febbre, eruzione cutanea, affaticamento, mal di testa e dolori articolari intensi, spesso debilitanti [2].

La maggior parte dei pazienti guarisce entro una o due settimane. Tuttavia, tra il 30% e il 40% può sviluppare un’artrite cronica che può durare mesi o, in alcuni casi, anni. Nel 2024 sono stati segnalati 620.000 casi e oltre 200 decessi a livello globale [3].

Dati recenti indicano che la malattia è spesso sottostimata. In molti casi viene diagnosticata erroneamente come dengue, a causa della forte somiglianza dei sintomi [4].

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[1] Centers for Disease Control and Prevention. Areas at Risk for Chikungunya. https://www.cdc.gov/chikungunya/data-maps/index.html

[2] European Centre for Disease Prevention and Control. Chikungunya virus disease. https://www.ecdc.europa.eu/en/chikungunya-virus-disease

[3] European Centre for Disease Prevention and Control. Chikungunya virus disease case notification rate per 100 000 population, January 2024-December 2024. https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/chikungunya-virus-disease-case-notification-rate-100-000-population-january-2024

[4] Ribas Freitas AR, Pinheiro Chagas AA, Siqueira AM, Pamplona de Góes Cavalcanti L. How much of the current serious arbovirus epidemic in Brazil is dengue and how much is chikungunya? Lancet Reg Health Am. 2024 Apr 30;34:100753. doi: 10.1016/j.lana.2024.100753. PMID: 38711542; PMCID: PMC11070701

 

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