test del DNA fetale t
Test Del Dna Fetale T

A cura della Redazione

In una donna alla prima gravidanza nascono moltissimi dubbi e moltissime domande. Esistono vari accorgimenti da poter adottare durante i nove mesi per tutelare la salute della mamma e del bambino, come seguire uno stile di vita sano ed effettuare tutti i test di screening prenatale, come il test del DNA fetale, che vengono consigliati dal ginecologo.

Uno dei fattori più importanti a cui fare attenzione durante la gravidanza è l’alimentazione. Seguire una dieta sana ed equilibrata permette di assimilare i giusti nutrienti per la crescita del feto e di fornire il giusto apporto di energia al fisico della mamma, che subisce grandi cambiamenti per tutti i nove mesi. Non bisogna, però, eccedere con le quantità di cibo e calorie in quanto un aumento eccessivo di peso può favorire l’insorgere di patologie che possono mettere a rischio la salute della gestante o del bambino, come ad esempio il diabete.

Da evitare totalmente durante la gravidanza e l’allattamento sono l’alcol e il fumo. Ciò che viene assimilato dall’organismo della mamma, infatti, viene trasferito al bambino e proprio per questo i ginecologi raccomandano di smettere di fumare e bere bevande alcoliche, per evitare serie complicanze come malformazioni o problemi legati all’apparato respiratorio. Le bevande alcoliche, infatti, se assunte in eccesso possono portare allo sviluppo della sindrome fetale alcolica, disturbo che può portare a seri problemi fisici e mentali. Il fumo porta una minore circolazione del sangue verso il feto e può favorire il parto prematuro.

Quando si scopre di essere incinte è opportuno effettuare gli esami del sangue per verificare se sono presenti infezioni e malattie virali, stabilendo inoltre se la gestante è immune alla toxoplasmosi e alla rosolia, malattie che se contratte in gravidanza possono essere pericolose per il feto. Questi esami del sangue sono svolti nell’ambito del percorso di screening prenatale consigliato dal ginecologo.

Assumere farmaci durante la gravidanza è possibile, ma è assolutamente vietato il fai da te. È, infatti, importante consultare il proprio ginecologo per accertarsi sui farmaci giusti da assumere per contrastare alcuni disturbi senza effetti collaterali sulla salute del feto. Se la gestante soffre di patologie che la costringono ad assumere farmaci quotidianamente, è opportuno consultare uno specialista per adeguare la terapia e tutelare la salute della mamma e del bambino.

Possono influenzare la salute del nascituro anche l’età della gestante e la sua familiarità con determinate patologie. Ad esempio, un’età materna superiore ai 35 anni1 o familiarità con anomalie cromosomiche o genetiche possono aumentare il rischio che il bambino sia affetto da difetti cromosomici. Il consulto con il ginecologo o con uno specialista in genetica è essenziale per capire quali sono gli esami di screening prenatale con cui si può verificare lo stato di salute del piccolo.

Effettuare gli esami di screening o diagnosi prenatale è una tappa importante nella gravidanza. Grazie agli esami di diagnosi prenatale invasivi, come l’amniocentesi o la villocentesi, è possibile avere un risultato diagnostico affidabile al 100% sulla presenza di anomalie nel feto, ma possono comportare un rischio di aborto dell’1%.

Tra gli esami di screening prenatale con un’elevata affidabilità nella rilevazione della Sindrome di Down, che non sono invasivi e non presentano rischi di aborto, troviamo il test del DNA fetale. Con l’analisi dei frammenti di DNA del feto presenti nel sangue materno è possibile scoprire se sono presenti anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 e la Sindrome di Edwards, con un’affidabilità del 99,9%2.

Per maggiori informazioni sul test del DNA fetale: www.testprenataleaurora.it

Fonti:

1. “Medicina dell’età prenatale: Prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche”, ­ di Antonio L. Borrelli, Domenico Arduini, Antonio Cardone, Valerio Ventrut

2. Poster Illumina ISPD_2014 Rev A