Un Paese che si impegna nella prevenzione
La prevenzione tumori in Italia è oggi una delle priorità della sanità pubblica. I dati diffusi in occasione del XXI Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), apertosi a Roma, mostrano un quadro incoraggiante: i nuovi casi di tumore sono in lieve calo, ma resta ancora molto da fare per migliorare la diagnosi precoce e l’accesso alle cure innovative. Gli oncologi sottolineano l’urgenza di rafforzare la prevenzione primaria e secondaria, sensibilizzando i cittadini sull’importanza di adottare stili di vita sani e di partecipare regolarmente agli screening oncologici gratuiti.
Screening oncologici: partecipazione ancora troppo bassa
Secondo i dati AIOM, solo il 55% delle donne italiane esegue regolarmente la mammografia per individuare precocemente il carcinoma della mammella, che resta la neoplasia più diffusa nel Paese (oltre 53.000 nuovi casi stimati nel 2019).
Ancora più bassa l’adesione allo screening del cancro del colon-retto: soltanto il 41% dei cittadini si sottopone al test per la ricerca del sangue occulto fecale, utile per diagnosticare la malattia nelle fasi iniziali. Si tratta di un dato preoccupante, se si considera che il tumore del colon-retto è il secondo per incidenza in Italia, con 49.000 nuovi casi l’anno. La disparità geografica è netta: la partecipazione al programma di screening raggiunge il 52% nel Nord Italia, mentre scende al 24% nel Sud. Tuttavia, dove gli screening sono attivi e ben organizzati, i risultati sono significativi. Nel 2017, questa attività ha permesso di diagnosticare oltre 3.000 carcinomi e più di 17.000 adenomi avanzati.
I nuovi dati AIOM: meno casi, più persone che vivono dopo la diagnosi
Secondo la Presidente AIOM Stefania Gori, “i nuovi casi di tumore in Italia tendono a diminuire”. Nel 2019 si stimano 371.000 nuove diagnosi, contro le 373.000 dell’anno precedente. Parallelamente, crescono le persone che convivono con una diagnosi oncologica: oggi sono quasi 3 milioni e mezzo, un dato in costante aumento rispetto ai 2,2 milioni del 2006. Il calo complessivo delle diagnosi – spiegano gli esperti – è in gran parte dovuto all’efficacia dei programmi di screening, che consentono di intercettare la malattia in fase iniziale, quando è più curabile e meno costosa per il sistema sanitario.
Farmaci innovativi e sostenibilità: l’appello degli oncologi
Per garantire a tutti i pazienti l’accesso alle terapie più efficaci, AIOM lancia un appello alle Istituzioni: confermare e potenziare il Fondo per i farmaci oncologici innovativi, istituito con la Legge di Bilancio del 2017. “È urgente la conferma di questa fonte di risorse dedicate – ha dichiarato la Presidente Gori –. Nel 2018 la spesa ha superato il limite di 500 milioni, raggiungendo i 657 milioni. Chiediamo non solo la conferma, ma anche un incremento del fondo”. Nel 2018, la spesa totale per i farmaci anticancro in Italia ha toccato 5,6 miliardi di euro. In questo contesto, i farmaci biosimilari rappresentano un’importante opportunità di risparmio, con una riduzione dei costi fino al 20%. “Le risorse liberate – spiega Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM – possono essere reinvestite per garantire a più pazienti l’accesso a cure innovative”.
Il dibattito sui biosimilari e la libertà prescrittiva dei medici
AIOM esprime tuttavia preoccupazione per la proposta di AIFA di introdurre la sostituibilità automatica dei farmaci biologici con i biosimilari di riferimento, temendo che una scelta dettata da criteri economici possa compromettere la continuità terapeutica. “La decisione deve restare nelle mani del medico prescrittore – ribadisce Beretta – soprattutto per i pazienti già in trattamento, nei quali il passaggio da una terapia all’altra deve rispondere a criteri clinici, non economici”.
Obiettivi futuri: aumentare del 10% l’adesione agli screening
AIOM ha già avviato campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare agli anziani, fascia di popolazione che partecipa meno ai programmi di prevenzione. L’obiettivo è chiaro: aumentare del 10% l’adesione agli screening entro 5 anni. “Più prevenzione significa più vite salvate e minori costi per il sistema sanitario”, afferma Stefania Gori. Un traguardo possibile solo grazie alla collaborazione tra istituzioni, medici e cittadini.
L’importanza dell’aderenza terapeutica
Un altro punto cruciale è rappresentato dall’aderenza alle cure. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo il 50% delle persone affette da malattie croniche segue correttamente le terapie. Una maggiore aderenza, spiegano gli oncologi, comporta minori rischi di ospedalizzazione, meno complicanze, maggiore efficacia dei trattamenti e risparmi economici. Per affrontare questa sfida, AIOM e Fondazione AIOM hanno aderito al Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (CIAT) e a quello europeo, che riuniscono società scientifiche, medici, farmacisti, infermieri e associazioni di pazienti. Per la prima volta, una sessione del Congresso Nazionale AIOM è stata dedicata interamente a questo tema.
Un futuro di prevenzione e innovazione
La prevenzione tumori in Italia si conferma una priorità assoluta per la salute pubblica. I progressi degli ultimi anni dimostrano che investire in screening, ricerca e farmaci innovativi produce risultati concreti. Ridurre il numero di nuovi casi, migliorare l’aderenza alle cure e garantire parità di accesso alle terapie sono le sfide che il sistema sanitario deve affrontare nei prossimi anni. Solo unendo prevenzione, innovazione e solidarietà, l’Italia potrà continuare a ridurre l’impatto dei tumori e migliorare la qualità di vita dei pazienti.











