PROSTATA
Prostata

PREVENIRE IL CANCRO ALLA PROSTATA 

Milano salute grandi novità nella lotta contro il cancro.  Dall’ospedale San Raffaele, prevenire per Individuare il tumore nelle sue fasi iniziali aumenta le probabilità di successo. Il cancro alla prostata  ad esempio attraverso la ricerca della Tenascina-C, una proteina prodotta dalle cellule cancerose. Ad affermarlo è uno studio dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Un risultato incorqggiante che potrebbe aprire nuove frontiere e nuovi approcci diagnostici e terapeutici del tumore alla prostata nelle sue fasi iniziali. La ricerca, DEL SISTEMA IMMUNITARIO  a cui è dedicata la cover  dei mesi scorsi  della prestigiosa rivista scientifica Cancer Research, è stata condotta su campioni umani e modelli murini, e ha dimostrato il ruolo della proteina Tenascina-C, maggiormente espressa dal tumore nelle fasi precoci di malattia. Tenascina-C viene prodotta dalle cellule staminali del carcinoma prostatico – le cellule tumorali che contribuiscono alla crescita, alla diffusione e rigenerazione del tumore – e viene utilizzata da queste ultime come un’arma per sfuggire alla risposta del sistema immunitario. Secondo gli scienziati, le cellule staminali tumorali permettono al tumore di rigenerarsi e dare origine a metastasi, migrando precocemente ai linfonodi connessi alla prostata. L’identificazione tempestiva di queste cellule nella prostata e nei linfonodi pelvici, così come la loro eliminazione attraverso terapie specifiche, potrebbe perciò prevenire la progressione della malattia.  Analizzando le  sezioni anatomiche di prostata umana e murina, gli studiosi hanno notato che la Tenascina-C è espressa maggiormente nelle prime fasi del tumore alla prostata e nelle metastasi, dove inibisce la funzione di difesa dei linfociti T, rendendoli incapaci di distruggere le cellule staminali tumorali che sopravvivono nei tessuti contaminati. Terapie mirate a contrastare l’attività immunosoppressiva della Tenascina-C potrebbero perciò favorire l’eliminazione delle cellule tumorali che la esprimono, riducendo le possibilità che il tumore si espanda e si ripresenti.  TENASCINA -C SEMPRE PIU’ MIRATE E PRECISE LE DIAGNOSI «Questo studio identifica la Tenascina-C come molecola bersaglio di potenziali approcci terapeutici mirati a facilitare il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule staminali tumorali da parte del sistema immunitario» spiega il dottor Bellone, capo dell’Unità Immunologia cellulare dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. «Sebbene questa ipotesi debba ancora essere verificata appieno sull’uomo, questa ricerca potrebbe modificare l’approccio ai pazienti con tumore in fase iniziale, che al momento vengono soltanto tenuti sotto osservazione nel tempo» conclude l’esperto.

 

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