Donazioni sangue
Al via la nuova campagna di sensibilizzazione
Una lettera promuove la nuova campagna per la donazione di sangue rivolta ai 10mila ragazzi che nel 2010 hanno compiuto diciotto anni
Milano, 30 marzo 2011 – L’assessorato alla Salute del Comune di Milano prosegue la sua opera di prevenzione con una nuova campagna per la donazione di sangue rivolta soprattutto ai giovani. In particolare, ai 10mila ragazzi che nel 2010 hanno compiuto diciotto anni, età in cui si può iniziare a donare sangue, sensibilizzati con una lettera inviata a domicilio. Ed è destinato a loro, ma non solo, l’opuscolo “La donazione di sangue fa bene anche a te”. Due iniziative realizzate dal pool composto da esperti interni ed esterni all’Assessorato.
“A Milano i donatori di sangue sono 50mila – spiega l’assessore alla Salute Giampaolo Landi – e il rapporto tra il numero di donatori e il numero di abitanti è alto: 6,2%, a fronte di una media nazionale che non supera il 4%. Eppure a Milano manca sangue. Soltanto due grandi ospedali, l’Istituto Nazionale dei Tumori e il Policlinico, sono autosufficienti. Nelle strutture sanitarie milanesi vengono trasfusi ogni anno circa 120mila concentrati eritrocitari, di cui 45mila prelevati fuori Milano. Per raggiungere l’autosufficienza, Milano avrebbe bisogno, ogni giorno, di 150 donazioni in più. Da questi dati è partita la riflessione dell’Assessorato alla Salute, tesa non solo a dare una risposta teorica, ma anche a stimolare l’adozione di soluzioni pratiche e condivise tra tutti gli attori coinvolti. Il Comune di Milano è direttamente coinvolto nel problema sangue come antenna della salute, che coglie i bisogni della cittadinanza”.
“L’area milanese, in quanto metropoli – sottolinea l’assessore – presenta una criticità particolare a causa di diversi fattori: i nostri ospedali di eccellenza hanno specialità oncologiche, chirurgiche e cardio-chirurgiche, che per definizione richiedono una disponibilità di emo componenti molto elevata, in conseguenza dei progressi della moderna chirurgia e al crescente ricorso a terapie mediche per il trattamento di malattie ematologiche; la vita media è in costante e continuo aumento; a Milano si concentra un numero di ospedali di grande rilievo, che raccolgono non solo la popolazione cittadina e dell’interland, ma anche quella proveniente da tutta l’Italia”.
“Un importante fattore emerso da una indagine demografica realizzata con AVIS – prosegue Landi- è che il bacino di cittadini in età donazionale si sta depauperando a causa della continua diminuzione dei residenti dai 20 ai 60 anni e della contrazione nel numero delle nuove leve, ossia individui maggiorenni maschi e femmine disponibili a diventare donatori. Queste previsioni trovano conferma nell’indagine: nel 1981 i diciottenni erano quasi 23mila a Milano, tanti quanti i sessantenni. Oggi, invece, i diciottenni sono 10mila e i sessantenni 15mila. Milano invecchia e considerato che le sei decadi di età sono il limite massimo entro cui è consigliato e consentito donare, ci troviamo di fronte a una contrazione dell’offerta in presenza di una domanda sempre più ingente. La popolazione dei donatori abituali sta proporzionalmente invecchiando, man mano che si assottiglia la percentuale di giovani donatori. Va poi tenuto presente che il 20% della popolazione diciottenne di Milano è di origine extracomunitaria, condizione che richiede un’attenzione diversa dal punto di vista profilattico. Anche i controlli di idoneità sono diventati sempre più restrittivi con l’esclusione di giovani i cui stili di vita presentano criticità. Per queste ragioni abbiamo istituto come Assessorato alla Salute un gruppo di lavoro con il Direttore del Dipartimento di Patologia Diagnostica e dei Laboratori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Prof. Fernando Ravagnani, il Direttore del Centro Trasfusionale e di Immunoematologia – Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, Prof. Maurizio Marconi, e il Presidente Onorario dell’AVIS Milano, Dott. Sergio Casartelli”.
Questi gli obiettivi del team di lavoro: sviluppare la cultura della donazione del sangue; connettere e mettere in rete le attività delle varie associazioni impiegate nel campo; stimolare la collaborazione nei casi di emergenze cittadine per prevenire fasi cicliche critiche per la disponibilità di emocomponenti; coinvolgere i Consigli di Zona per proporre una periodica sensibilizzazione e donazione “sul posto”, con l’ausilio di unità mobili di prelievo; sensibilizzare gli studenti; istituire un’intesa tra il Comune di Milano, Direzione Generale Sanità delle Forze Armate e il Centro Nazionale Trapianti per valorizzare la figura del Donatore Volontario Militare”.
“Sono obiettivi – continua l’assessore – a cui abbiamo pensato di dare una prima sistematizzazione con la pubblicazione che presentiamo oggi. La pubblicazione del Quaderno della Salute – Sangue va dunque











