epilessia

Al via dal 30 settembre al 2 ottobre 2020 il

43° Congresso Nazionale della Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE)

Un congresso su realtà virtuale con varie Sessioni in cui sarà possibile il confronto diretto con i partecipanti, oltre all’accesso a spazi espositivi dove gli utenti potranno dialogare. All’incontro, completamente gratuito, si accede attraverso la piattaforma lice2020.livebit.it/.

Tra gli argomenti principali oggetto del 43° Congresso di LICE l’impiego del cannabidiolo puro nella terapia di alcune forme di epilessia farmacoresistente: i risultati preliminari derivanti dall’uso del farmaco Epidyolex nella Sindrome di Dravet e di Lennox-Gastaut in circa 100 pazienti italiani saranno presentati in un workshop il giorno di apertura del congresso.
Altro argomento di estremo interesse la presentazione del position paper, realizzato da LICE insieme alla Fondazione ISTUD, sul rapporto tra epilessia e occupazione lavorativa, che sarà al centro di una tavola rotonda a chiusura dell’evento scientifico e cercherà di mettere in evidenza le difficoltà attuali e le possibili soluzioni.
Il tema scientifico principale del Congresso sarà costituito dagli Stati Epilettici refrattari de novo, una patologia rara ma estremamente grave, che le strutture assistenziali debbono saper diagnosticare e trattare nella maniera adeguata. Inoltre, un ruolo centrale sarà riservato alla presentazione da parte dei giovani specialisti di 36 comunicazioni e 120 poster: LICE da sempre investe sulla formazione dei futuri epilettologi, e il gran numero di lavori pervenuti anche quest’anno documenta la vivacità della Società.L’epilessia è una patologia neurologica cronica che colpisce oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo, di cui 6 milioni in Europa e circa 500.000 in Italia. Si tratta di una condizione patologica che interessa tutte le età, con due picchi di maggior incidenza, uno in età infantile e l’altro in età anziana. I nuovi casi di Epilessia in Italia per 100.000 abitanti sono stimati ogni anno rispettivamente in circa 86 nel 1° anno di vita, 23-31 in età giovane-adulta e 180 dopo i 75 anni. Nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, questi numeri sono enormemente superiori, con scarsa possibilità di accesso alla diagnosi ed alla cura. Vista l’importante prevalenza l’epilessia è stata dichiarata dall’OMS già negli anni sessanta del secolo scorso una malattia sociale e sul suo impatto globale influiscono, oltre alla frequenza delle crisi e alle comorbidità spesso associate, i pregiudizi e lo stigma conseguente, che peggiorano gravemente la qualità di vita delle persone che ne soffrono.La maggior parte delle persone con epilessia, infatti, continua a subire le conseguenze psico-sociali della malattia, arrivando a nascondere la propria condizione per timore di essere discriminato o emarginato in vari ambiti della vita sociale.