Massimo Spigaroli Una mia idea di cucina gastro fluviale

Massimo Spigaroli, il re dei culatelli, molto emozionato,  ha presentato all’Accademia Gualtiero Marchesi,  il suo libro, scritto da Luigi Franchi,  “Una mia idea di cucina gastrofluviale” con una  prefazione d’ eccellenza quella di  Alain Ducasse. Un volume con racconti, aneddoti, ricette ed immagini suggestive.

Tra i presenti: Enrico Dandolo, direttore dell’Accademia Gualtiero Marchesi, Licia Granello, esperta gastronoma, Mario Cucci, editore.

Massimo Spigaroli, in cucina fin dai primi anni della scuola alberghiera, dimostra la straordinaria passione per questa professione. Si è sempre interessato a quello che il suo territorio – la Bassa parmense – gli offriva, a cominciare dal Culatello che lo chef ha contribuito, nel 1996, insieme ad altri undici produttori, a salvare dall’estinzione. Nel 2011 la Stella Michelin,  ora la sua cucina si definisce “gastrofluviale” per il legame che c’è tra terra e fiume, il Grande Po.

“ I piatti sono quello che esce dal cuore – dice Massimo Spigaroli – il cuoco fa crescere il suo territorio riuscendo a trasmetterne il sapore”.

Massimo Spigaroli e la cantina dei culatelli

 Una storia iniziata più di cento anni fa, quattro generazioni che si sono susseguite, il recupero di un vecchio castello e tante ricette tramandate che raccontano la storia di un territorio. Il ristorante omonimo Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli che ha ideato la cucina gastro-fluviale, utilizza nei suoi piatti il 95% di materie prime coltivate e prodotte nell’orto- giardino e nei frutteti della corte, il restante 5% proviene da piccole realtà locali.

Lo scritto è diviso in due parti. La prima racconta a storia della famiglia Spigaroli, del bisnonno di Massimo, Carlo, di papà Piren e mamma Enrica, del fratello Luciano e della zia Emilia che ha tramandato a Massimo tecniche e ricette di cucina. Racconta della nascita dell’Antica Corte Pallavicina, dei prodotti che crescono nel territorio della Bassa parmense, di come, assieme ad altri Massimo sia riuscito a creare il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello DOP, della Stella Michelin, degli allievi che si sono formati nella sua cucina. La seconda parte svela le ricette che hanno  portato Massimo Spigaroli a diventare uno chef stellato. Le prime risalgono al periodo della tradizione, a quello degli insegnamenti ricevuti da ragazzo, quando tornato a casa da scuola aiutava la zia Emilia in cucina. Più si progredisce con le ricette, più si percepisce una crescita, un’innovazione raccontando la passione del cuoco per il suo territorio e l’esperienza proveniente dai numerosi viaggi per l’Europa, nelle cucine dei migliori chef. Massimo Spigaroli è riuscito ad inserire in ogni pagina qualche curiosità riferita ad ogni singolo piatto

La realizzazione del volume, il coordinamento editoriale e l’attività di redazione a cura di  Multiverso Edizioni, specializzata in libri e guide nell’ambito food.

Raffaella Parisi

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