L’intelligenza artificiale (AI) è un tema molto caldo ultimamente. Questa tecnologia sta entrando in molti campi, dalla giustizia all’arte e persino i prossimi roomba ne saranno dotati. Sul sistema Chatgpt3 ormai i video e gli articoli si sprecano. In questo contesto si fa notare il romanzo di Ettore Panella: “La mente frugata”. Il romanzo mostra in maniera molto semplice quali saranno i punti critici di questa tecnologia seguendo le orme della buona divulgazione ovvero insegnare divertendo. In questa breve intervista all’autore cerchiamo di capire qualcosa di più di questo romanzo.
Può indicare brevemente ai nostri lettori la trama del suo romanzo? Ovviamente senza rivelare troppo, non vogliamo certo togliere il piacere della lettura.
Uno scrittore a corto di idee decide di utilizzare un nuovo prodotto costituito da un normale scanner cerebrale collegato ad una intelligenza artificiale. Questo strumento legge nella sua mente, e utilizza quello che trova per scrivere un romanzo che narra le avventure di un cavaliere innamorato della figlia del re e delle prove che dovrà superare per conquistarla e salvare il regno dall’aggressione di nemici feroci. Nel romanzo ci sono due storie diverse che però non si sviluppano in parallelo, ma sono intrecciate. La macchina prende elementi che trova in quello che chiamiamo inconscio dell’autore e li trasferisce nel romanzo modificandone la narrazione, ma una volta rilevati nel romanzo lo scrittore ne prende coscienza e questo cambia la sua vita. In pratica si crea un circolo vizioso dove la macchina cambia il romanzo e il romanzo cambia la vita dello scrittore. All’inizio le cose sono blande e superficiali, ma alla fine il circolo vizioso diventa incontrollabile trascinando lo scrittore verso l’abisso. All’indirizzo www.loquendum.it potrete leggere l’incipit e un estratto.
Uno scenario futuribile?
Mica tanto, Gpt-3 (chatgpt3 è semplicemente lo strumento con cui gli umani interagiscono con Gpt-3) già adesso è in grado di scrivere testi anche se non può ancora scrivere buoni romanzi. Dobbiamo però considerare che c’è una accelerazione pazzesca in questo settore e gli scenari cambiano velocemente come velocemente migliora l’intelligenza artificiale. Oggi le richieste a chatgpt3, o a un qualsiasi altro sistema AI, vanno fatte da tastiera, io mi sono limitato a immaginare nel mio romanzo che il sistema di intelligenza artificiale vada a prendersi ciò che gli serve direttamente nel cervello dell’autore. Anche questo scenario non è campato in aria, già oggi due malati di SLA sono riusciti a comunicare con l’esterno grazie a BrainControl, uno scanner cerebrale collegato al loro cervello che passa i dati sulle aree cerebrali attivate ad una AI che trasforma questi dati in parole. Ci avviciniamo sempre più alla lettura della mente.
Quindi attualità e non fantascienza?
Non esageriamo, ci sono tutti i presupporti affinché lo strumento immaginato nel mio romanzo possa essere realizzato e neppure in tempi lunghi, ma qualche anno ancora occorre. In realtà io mi occupo solo di tecnologie di prossimo arrivo, già prototipate o in fase avanzata di studio. Non supero mai un orizzonte temporale di trent’anni, non parlo di pianeti lontani e tecnologie ipotetiche. I miei romanzi vogliono essere uno stimolo a utilizzare con attenzione le tecnologie di prossimo arrivo, perché il loro lato oscuro può fare molti danni.
Blocco dello scrittore? C’è qualcosa di autobiografico in questo romanzo?
No! Il blocco dello scrittore è un problema che riguarda solo i professionisti, loro devono per forza pubblicare qualcosa visto che è il loro lavoro. Io scrivo un romanzo solo se ho qualcosa da dire e vedo un problema all’orizzonte oppure vorrei che la prossima sfida tecnologica la vincano i buoni e non i cattivi. Se non ho idee per un romanzo semplicemente faccio altro. In questo romanzo non ci sono elementi autobiografici, ma solo la mia passione di lunga data per la psicologia evoluzionista. Al contrario di Loquendum, amore sangue e socialnetwork. Quel romanzo nasceva proprio dalla mia delusione, credo condivisa con chi come me ha lavorato con Internet sin dal 1995, nel vedere totalmente disattesi gli ideali che ci hanno guidato e nel vedere i nostri peggiori incubi realizzati o ad un passo dal realizzarsi.
Leggendo il romanzo mi è venuto in mente un parallelo con Faust, quanto è appropriato?
Confesso che tra i tanti titoli immaginati per questo romanzo c’era anche il patto. Avevo pensato anche io ad un parallelo con l’opera di Goethe, ma in tutta onestà c’entra poco. Sicuramente lo scrittore decide di varcare una soglia che non avrebbe dovuto varcare, ma il sistema non è una entità demoniaca, non è cattivo, fa semplicemente quello per cui è stato programmato, trova elementi utili nel cervello dello scrittore e li usa per il romanzo indipendentemente dal fatto che questo porterà gravi conseguenze.
Ho letto questo romanzo e mi ha colpito il fatto che spieghi in maniera semplice una tecnologia con cui sempre più dovremo fare i conti soprattutto per quanto riguarda il settore artistico. Mi ha colpito il modo semplice in cui vengono fatti capire i problemi che terranno banco in futuro, ad esempio la necessità di ridefinire il diritto d’autore.
La ringrazio, lo scopo dei miei romanzi è spiegare in maniera semplice e facendo emozionare le tecnologie che stanno cambiando o cambieranno la nostra vita. Soprattutto io desidero far capire i rischi.
“La mente frugata” è un romanzo piacevole che affronta un tema di grande attualità , l’Intelligenza Artificiale, che presenta ancora tanti misteri. Da non perdere.











