Dr. Egidio Archero
Dr. Egidio Archero

Egidio Archero

Presidente FAND (Associazione Italiana Diabetici) 

Com’è cambiata negli anni la qualità di vita per persone con diabete?

Il diabete è una patologia cronica progressiva che ha un notevole impatto sulla qualità e sull’aspettativa di vita di chi ne soffre. È una delle patologie non infettive più diffuse al mondo e rappresenta uno dei più seri problemi di salute del ventunesimo secolo. La qualità di vita dei pazienti è sicuramente migliorata a livello assistenziale, ma molti sono i passi ancora da compiere per un corretto approccio alla gestione della malattia: soprattutto è importante l’utilizzo degli strumenti di autocontrollo della glicemia. Tale monitoraggio dovrebbe essere strutturato ed accurato, ed essere parte integrante della gestione del management del diabete. Infine è importante implementare attività formative volte a promuovere uno stile di vita corretto, come la dieta, ad esempio. 

Quali sono i bisogni ancora insoddisfatti di tali pazienti?

Purtroppo il paziente diabetico ha sempre troppo poco tempo per parlare con i medici e ricevere la dovuta attenzione nei confronti di dubbi o incertezze con i quali deve convivere quotidianamente. Tale carenza, ovviamente, non è imputabile agli operatori sanitari, ma ad una situazione di sotto organico perenne che non permette al personale di svolgere tutto il lavoro che richiede un paziente diabetico. Non dimentichiamo che siamo di fronte ad un paziente complesso. Per questo motivo è importante la costruzione di percorsi terapeutici assistenziali (PDTA) che poggino su team multi-professionali, che consentono un miglioramento esponenziale della qualità di vita del paziente e, allo stesso tempo, una diminuzione dell’insorgenza di complicanze (retinopatia, piede diabetico, etc.). 

Quali sono gli aspetti che possono essere ancora migliorati in termini di gestione della patologia?

È necessario un coinvolgimento sempre maggiore della persona con diabete per motivarlo ad essere aderente alla terapia. Inoltre, i messaggi del diabetologo sull’importanza della dieta e dell’attività fisica devono essere comunicazioni attive e motivanti che mirano a costruire un percorso condiviso tra medico e paziente. Il paziente deve sapere perché deve assoggettarsi a tutte le limitazioni e a tutti i cambiamenti che gli vengono proposti. È solo conoscendone le finalità che sarà disposto ad accettarli e a collaborare positivamente con il suo medico. 

Qual è il ruolo di FAND nel migliorare la condizione di coloro che ne sono affetti?

Noi, come associazione FAND, cerchiamo di incrementare l’informazione attraverso una serie di strumenti e attività quali la nostra rassegna stampa che inviamo a tutti gli associati, le nostre conferenze informative con i medici e diabetologi su territorio nazionale. Inoltre alcuni di noi hanno avviato percorsi per poter diventare care giver o diabetici guida per affiancare le persone che hanno difficoltà a gestire la malattia.Inoltre, poiché le associazioni sono inserite all’interno di un percorso decisionale sanitario, abbiamo avviato dei corsi di formazione per permettere di conoscere il quadro legislativo ed essere quindi in grado rapportarsi con le autorità che decidono a livello politico-sanitario. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di passare dalla protesta alla realizzazione di proposte concrete al fine di migliorare l’assistenza alle persone con diabete.

ABBOTT LOGOUff.Sstampa Noesis

 

 

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