Wit in scena al Teatro Due

“Arguzia”: uno spettacolo intenso al Teatro Due di Parma

“Arguzia” è uno spettacolo teatrale di grande intensità che abbiamo visto al Teatro Due di Parma. Racconta una storia che ci riguarda tutti: la vita e la morte, legate da una sottile linea come una virgola. La protagonista, Vivian Bearing, è una docente di letteratura inglese ricoverata in ospedale a New York per curare un cancro alle ovaie in uno stadio avanzato. Lo spettacolo, diretto da Paola Donati, segue il suo rapporto con il team medico e soprattutto con l’infermiera Susie (interpretata da Laura Cleri). In ospedale, spesso i pazienti diventano solo numeri, statistiche. Le domande sono sempre le stesse: “Come si sente oggi? Come va la sua salute?”.

Vivian, però, non vuole essere solo un numero. Ricorda le parole di John Donne, poeta del XVII secolo, che diceva: “E dopo un breve sonno, desti saremo in eterno e Morte più non sarà, Morte tu morrai”.

Wit

La chemioterapia procede, ma è dura e fredda. I dati medici si accumulano, diventando solo numeri da registrare. L’infermiera Susie, invece, è vicina a Vivian e sostiene la sua decisione di non sottoporsi più a cure invasive come la respirazione forzata o il ricovero in rianimazione.

Vivian dice con forza:
“Non è un codice blu! Non resusciterò! Il dolore è essere vivi!”

La storia mostra anche Hvelyn Ashford (Cristina Cattellani), la sua ex docente e guida, che le ricorda come abbia studiato John Donne senza però viverne il senso pieno. In un sogno, Hvelyn la esorta a godersi la vita:
“Goditi la tua intelligenza. Non tornare in biblioteca. Esci. Divertiti con gli amici.”

È un invito a vivere davvero, un messaggio forte che unisce conoscenza e piacere. Vivian è determinata e spiazza il sistema ospedaliero. Anche se scoprono che era stata insegnante di uno dei medici, lei resta lucida e indipendente. Il suo dolore diventa ironia e forza:
“Morte, non essere superba, pur se t’hanno chiamata possente e terribile, perché tu non lo sei, perché quelli che tu credi di travolgere non muoiono, povera morte, né tu puoi uccidere me.”

Questo testo è tratto dall’opera di Margaret Edson, Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1999. La regista Paola Donati spiega che è un promemoria per medici e pazienti, che mette in luce il difficile equilibrio tra scienza e umanità, tra rigore medico e calore empatico.  Il cast è eccezionale, con Laura Cleri, Cristina Cattellani, Davide Gagliardini, Salvo Pappalardo e Massimiliano Sbarsi, attori storici della Compagnia del Collettivo di Parma.

La produzione è a cura della Fondazione Teatro Due, una realtà importante delle stagioni teatrali di Parma.  Paola Donati racconta che aveva letto questo testo molti anni fa, pensando che potesse non piacere al pubblico italiano. Invece, l’esperienza di Margaret Edson e della protagonista Vivian Bearing ci invita a condividere, con onestà e forza, il dolore e la ricerca di consapevolezza.  Vivian usa il teatro come un gioco serio e potente, per raccontare la sua vita in modo intenso e breve, trasformandola in un messaggio per tutti noi.

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