libro Willy Pasini - utero in affitto
Libro Willy Pasini Utero In Affitto

di Willy Pasini…

Tratto dal libro “Nuove armi per superare l’infertilità”,

di Willy Pasini e Giuseppe Mori

In gran parte dei Paesi europei, tra cui l’Italia, è vietata la pratica dell’«utero in affitto», legalizzata solo in Grecia, nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna e in Romania. Eppure sempre più donne occidentali, quando non riescono a portare avanti una gravidanza, esaurito ogni altro tentativo, cercano un utero in affitto all’estero per superare questo limite. Questa procedura pone più problemi giuridici che medici e la legislazione varia a seconda dei Paesi: in America, ad esempio ogni Stato legifera singolarmente proibendo o permettendo questa pratica. Ciò nonostante la domanda di “utero in affitto” è in aumento anche negli Stati Uniti. Ho visto tre casi molto diversi tra loro. Il primo era quello di una coppia di industriali italiani in cui la moglie era stata operata di un cancro all’utero. Un ovulo di lei, prelevato prima dell’intervento per il cancro e conservato in un centro per la procreazione medicalmente assistita, è stato fertilizzato con lo sperma del marito e poi innestato in un utero in affitto con le garanzie psicologiche e giuridiche di una clinica californiana. I coniugi hanno pagato la prestazione e sono rientrati con il figlio che da cinque anni è in buona salute. Non pensano di dirgli quello che è successo all’inizio della sua vita poiché il patrimonio genetico è di suo padre e di sua madre. Invece, ho assistito a un altro caso in cui la proprietaria dell’utero in affitto era circondata di ogni attenzione durante la gravidanza, oltre a essere pagata. La donna si è ritrovata sola dopo il parto ed era intenzionata a tenere il figlio, pur avendo in precedenza espressamente rinunciato a ogni diritto, di fronte a un avvocato. L’ovulo era suo e rivendicava i suoi diritti. In questo caso però il giudice, pensando all’interesse del figlio, lo affidò al padre. Secondo uno studio della Stanford University molte donne danno l’utero in affitto perché sono povere ed è per loro una maniera di sopravvivere. Il terzo caso è quello di una donna sposata e che sta facendo carriera. D’accordo con il marito ha fecondato un suo ovocita con lo sperma del marito; poi l’uovo fecondato è stato messo nell’utero in affitto perché questa moglie dava la priorità alla sua vita professionale. Tutto è andato come previsto e il neonato è stato affidato in parte a una nutrice che abitava in casa. Questi due sposi pensano che nella vita moderna bisogna approfittare delle scoperte della scienza. Credo che la nascita di un figlio attraverso l’utero “surrogato” possa portare una grande gioia ma anche molte complicazioni non valutate prima di procedere.

Tratto da Il sessuologo “Milano 24orenews” – giugno 2015

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