Scilipoti Isgrò

«L’Europa sembra fare di tutto, anche senza volerlo, per far saltare i negoziati di pace con la Russia». Con queste parole il presidente di Unione Cristiana, senatore Domenico Scilipoti Isgrò, interviene sul dibattito europeo relativo all’ipotesi di congelamento e confisca dei beni russi e dei cittadini russi presenti nell’Unione Europea.

Secondo Scilipoti Isgrò, si tratta di una scelta politicamente miope e giuridicamente controversa. Una decisione che rischia di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati di stabilità e sicurezza internazionale.  «Il congelamento dei beni – afferma – è un provvedimento facilmente impugnabile e con un profilo di legalità quantomeno dubbio. Inasprirebbe ulteriormente rapporti già molto tesi con il presidente Vladimir Putin, rendendo ancora più difficile qualsiasi percorso negoziale».

Per il presidente di Unione Cristiana, l’Europa dovrebbe muoversi con maggiore cautela in una fase geopolitica così delicata. Invece di favorire il dialogo, scelte di questo tipo rischiano di irrigidire le posizioni e alimentare nuove tensioni.  «Misure di questo genere – sottolinea – non aiutano la pace. Al contrario, contribuiscono ad alzare il livello dello scontro politico ed economico, con conseguenze potenzialmente gravi e durature». Un passaggio centrale della nota riguarda il ruolo dell’Italia. Scilipoti Isgrò richiama le recenti dichiarazioni del ministro degli Affari Esteri e auspica che il nostro Paese non dia esecuzione concreta a questi provvedimenti.

Appello Per La Solidarieta  Europea

«Ci auguriamo – prosegue – che il Governo italiano mantenga una linea equilibrata e responsabile. È necessario tenere conto non solo degli equilibri internazionali, ma anche degli interessi strategici e produttivi del nostro Paese».  Il senatore avverte inoltre dei possibili effetti economici negativi. Una ritorsione da parte della Federazione Russa, infatti, sarebbe altamente probabile.

«Le aziende italiane che operano in Russia – spiega – rischierebbero conseguenze pesanti. I danni potrebbero essere rilevanti, con ricadute su investimenti, occupazione e sull’intero sistema produttivo nazionale».  Da qui l’invito a una riflessione più ampia sulle politiche europee in materia di sanzioni e relazioni internazionali.

Domenico Isgro Scillipoti«L’Unione Europea – conclude Scilipoti Isgrò – dovrebbe interrogarsi seriamente sull’efficacia di misure che, invece di favorire la de-escalation, sembrano irrigidire ulteriormente il confronto. La pace non si costruisce con atti punitivi, ma attraverso il dialogo, il rispetto del diritto internazionale e una diplomazia autentica e lungimirante».

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