L’usanza di accendere grandi fuochi nel giorno di Sant’Antonio – viene dalla tradizione del Santo guaritore dell’omonima malattia cutanea caratterizzata da bruciore e arrossamento nota con il nome di “Fuoco di Sant’Antonio”, che in passato veniva curata con il grasso del maiale, animale spesso rappresentato accanto al Santo. In provincia di Cremona, la tradizione del falò è legata ai “giorni della merla”, i tre più freddi dell’anno che secondo la tradizione si collocano tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Anche in questo caso diverse aziende agricole (tra cui alcune fattorie didattiche, ma anche l’agri-nido di Cremona) rinnoveranno anche quest’anno l’usanza dei canti intorno al fuoco. In Lombardia – i fuochi all’aperto sono permessi se fanno parte di tradizioni popolari e religiose, solo dopo autorizzazione del Sindaco e sempre assicurando la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente.