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MODA

 SASSI (AD VALENTINO)

 COUTURE È RICCHEZZA NAZIONALE

L’alta moda non è nè un vecchio vuoto a perdere nè una voce negativa nel bilancio, anzi è «una ricchezza nazionale da difendere» dice l’amministratore delegato della Valentino, Stefano Sassi. «Nel primo semestre 2011, la Valentino ha visto crescere del 25% il suo fatturato complessivo, con buoni risultati su tutti i mercati e in tutti i settori, particolarmente nelle calzature (+50-60%) che erano le meno sviluppate». In questo contesto, la haute couture non ha il segno meno e «aggiunge grandissimo valore al marchio e all’intero made in Italy » dice Sassi. «L’alta moda, che è una grande palestra di stile e creatività, di lavorazioni e di spunti, è anche – dice l’ad – una missione. È una ricchezza nazionale. Non basta mettere insieme un gruppo di brave sarte per avere un atelier: quello di Valentino è unico in Italia, un centro di competenza ed eccellenza costruito in 50 anni di lavoro. Un patrimonio italiano innegabile, che oggi lavora a pieno regime, abbiamo anche rinunciato a degli ordini». A seconda dei momenti «produciamo dai 100 ai 200 abiti couture a stagione» e la sfilata della volta scorsa, quella di gennaio «ci ha dato risultati sorprendenti, al di sopra delle nostre aspettative». In genere si dice che, nella strategia dei marchi produttori sia di pret-a-porter sia di alta moda, quest’ultima abbia l’obiettivo almeno di non essere in perdita: da Valentino invece «oltre a essere strumento di comunicazione – dice Sassi – la haute couture è strumento di redditività e ci sono stati anni in cui è stata anche in grande utile».

 

 

Gianfranco Suma

 

 

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