Il semplice atto di sostituire la carne con qualcosa di più sano, come le proteine della soia o il seitan, può fare la differenza per la vostra salute. Facendolo questo in maniera regolare, una o più volte alla settimana, si può apportare un enorme vantaggio a lungo termine per la vostra salute. La carne è ricca di grassi saturi e colesterolo LDL, nutrienti che è meglio ridurre al minimo. VEGETARIANO o no ma quando si riduce drasticamente il consumo di carne (massimo una o due volte al mese) tutti i valori ematologici ed ematochimici andranno a migliorare.. Il consiglio, è quello di iniziare con qualche piatto semplice per sostituire poco alla volta la carne; a questo punto provate questa ricetta, sperando di “indurvi a tentazione”…
E’ una ricetta molto semplice ed è uno dei piatti più apprezzati delle feste.
Pomodori alla pugliese
Pomodori maturi: 4 grossi e sodi
6 foglie di basilico
2 cucchiai di erba cipollina tritata
2 cucchiai prezzemolo tritato
Mollica di pane
6 foglie di menta
3 cucchiai olio d’oliva
sale e pepe
Lavate ed asciugate i pomodori, tagliateli orizzontalmente, privateli dei semi, spruzzateli di sale, capovolgeteli e lasciateli riposare per 15 minuti perchè perdano l’acqua di vegetazione. Asciugateli con carta assorbente da cucina e disponeteli nella pirofila, unta con metà dell’olio. Lavate e tritate le foglie di basilico e di menta e mettetele nella terrina con il prezzemolo, l’erba cipollina, il pane. Distribuite il composto nei pomodori, irrorateli con l’olio rimasto e metteteli in forno già caldo per circa 20 minuti.
MENU’ VEGETARIANI NEI LOCALI?
Non esistono o quasi locali in cui fare dei pasti veloci che prevedano menu appositi per i vegetariani. I più colpiti in assoluto sono i vegani, che non mangiano alcun alimento di derivazione animale, come latte, formaggi e uova, oltre che pesce e carne. Per loro, mangiare fuori casa è un’impresa. Il panino sì, ma solo con le verdure grigliate, togliendo gli affettati e il formaggio, come per la piadina, badando che non ci sia lo strutto. La pasta anche, ma stando attenti che il condimento non preveda carne o pesce. Quindi le insalatone, ma dopo essersi assicurati che non ci sia, ad esempio, l’uovo sodo. E se poi per qualche motivo il cameriere sbaglia? Sono queste alcune delle ansie in cui incorrono i quasi sei milioni di vegetariani in Italia (tra gli integralisti e quelli che lo sono meno), che quando pranzano fuori casa sono costretti a uno “slalom” continuo tra i cibi proposti nel menu di bar o tavole calde e continue rinunce. Non esistono o quasi locali in cui fare dei pasti veloci che prevedano menu appositi per i vegetariani. I più colpiti in assoluto sono i “vegan”, gli integralisti della cultura vegetariana, che non mangiano alcun alimento di derivazione animale, escludendo dalla loro alimentazione anche latte, formaggi e uova, oltre che pesce e carne. Per loro, mangiare fuori casa é davvero un’impresa.
Che fare, allora? Occorre fare sistema e sensibilizzare verso questo problema, come spiega Roberta Bartocci della Lav, la Lega Antivisisezione, che ha sostenuto questa causa con numerose raccolte di firme. «Bisogna farlo tanto più ora che anche l’Ue promuove con una direttiva gli acquisti verdi e in questo provvedimento é stato anche inserita una parte relativa all’alimentazione e al controllo sull’utilizzo della carne nelle mense pubbliche».
La battaglia è approdata già qualche tempo fa in Parlamento, dove il deputato Andrea Sarubbi del Partito Democratico, vegano, ha presentato una proposta di legge per l’introduzione di menu vegetariani nei locali pubblici, ma fino adesso nulla é stato fatto nonostante il consenso bipartisan all’iniziativa. Prima firmataria insieme a Sarubbi é infatti Gabriella Giammanco (Pdl). Il deputato Pd, tuttavia, promette battaglia in autunno per questa sua proposta di legge che definisce “un gesto di civiltà” e spiega: «Noi vegetariani ci sentiamo poco considerati, anche come consumatori. Possibile che nessuno pensi alle possibilità di guadagno quando questa scelta coinvolge un numero sempre più ampio di persone?».
Il discorso vale anche se si devono acquistare soia, tofu e altri cibi da consumare a casa, che sono invece disponili quasi soltanto nei supermercati biologici e in banchetti appositi, per lo più quelli del commercio equo e solidale. Che dire, infine, degli ordini effettuati nei supermercati online? Nei piccoli centri della nostra penisola spesso sono l’unico modo per procurarsi alimenti vegetariani, visto che le grandi catene bio si trovano soprattutto nelle città come Roma e Milano. Ordinando via internet, però, c’é il rischio di sbagliare le quantità o di scegliere un prodotto per un altro. Il consiglio per chi naviga in rete é quello di fare prima un giro sui blog dedicati ai vegetariani: dalle esperienze degli altri si possono ricavare consigli preziosi su quali siano i siti più affidabili e quali i prodotti migliori nel rapporto qualità-prezzo.









