Le modalità di attacco degli hacker si differenziano in base allo scopo che hanno, ma anche in base al dispositivo preso in oggetto: non solo i computer, ma anche gli smartphone di ultima generazione.
Gli attacchi principali avvengono tramite i malware, software malevoli con la precisa funzione di modificare, distruggere o rubare informazioni. Si tratta della causa principale dei disfunzionamenti dei nostri dispositivi. Per intenderci sono quelli che generalmente vengono chiamati virus e che al loro interno comprendono i trojan, virus informatici, ransomware, spyware e altri. I malware riescono a entrare all’interno dei dispositivi per un’azione che l’utente è stato portato a compiere in maniera inconscia.
Altri tipi di attacchi invece avvengono quando i nostri dati vengono intercettati attraverso una rete non protetta. Ad esempio quelle negli aeroporti, nei locali, negli hotel, nelle librerie. Questa tecnica, tra l’altro molto diffusa, viene chiamata Man in the Middle. Il malintenzionato accede a tutte le informazioni che utilizziamo durante la nostra sessione rubandole, facendoci comparire i siti in maniera diversa e addirittura installando programmi malevoli sul nostro dispositivo.
Le connessioni pubbliche sono sicuramente molto comode, ci permettono di connetterci liberamente per scaricare file o app pesanti senza gravare sui nostri GB mensili, o in caso di esaurimento credito. Ma permettono anche agli hacker di stabilire facilmente una connessione diretta con quello che facciamo.
Un’altra tecnica di hacking molto utilizzata è quella nominata phishing, in cui il truffatore crea un’identità falsa ingannando la vittima per indurla a fornirgli dei dati sensibili, come ad esempio le proprie credenziali di accesso al sito della banca o al proprio account aziendale.
Gli attacchi si possono servire di più tecniche combinate fra loro. Ad ogni modo la maggior parte degli hacker è alla ricerca di obiettivi semplici e se vi sarete cautelati non dovrete neanche farci caso.
Ecco tre buone usanze da mettere in pratica per difendervi.
- Non aprire mai i link che arrivano da una fonte di cui non ci fidiamo al 100%.
E questo vale per tutti i file allegati nelle email di mittenti sospetti o per siti ingannevoli, oppure ancora per programmi e app che non hanno una buona reputazione.
È comunque invece sempre buon uso aggiornare le app che usiamo frequentemente e cancellare quelle vecchie che non apriamo più. - Utilizzare dei VPN (Virtual Private Network).
Molte persone non sanno che cos’è una VPN. Si tratta di una modalità di connessione che vi rende anonimi agli occhi della rete (anche a quelli degli hacker) e rende le vostre informazioni crittografate. Questo significa che il malintenzionato, anche riuscendo a intercettare la nostra connessione e capendo chi siamo, avrebbe parecchie difficoltà a rubare i nostri dati. - Non tenere sempre accesi le connessioni wireless e il localizzatore GPS, in quanto gli hacker potrebbero usarli per carpire informazioni a loro utili anche quando abbiamo banalmente il telefono in tasca.
Questi sono alcuni dei metodi più facili ed efficaci per difendervi dalla maggior parte degli attacchi che potete ricevere navigando online.
Tutto questo non è fantascienza, ma la nuda realtà, che oggi è più sottovalutata rispetto al passato. Ma come è possibile?
Le persone non hanno abbassato la loro soglia di attenzione, il fatto è che il numero di attacchi informatici sta esponenzialmente crescendo.
Durante il primo lockdown la popolazione, per la prima volta nella storia dall’avvento di internet, è stata costretta a rimanere quasi sempre a casa e la maggior parte delle attività consentite venivano svolte online.
Questo ha causato un drastico incremento dell’utilizzo del web e, di conseguenza sono aumentate anche le informazioni a disposizione degli hacker.
Non possiamo prevedere come gli attacchi continueranno ad evolversi in futuro e a quale velocità. Tuttavia possiamo agire sul presente e tutelarci attuando in noi un cambiamento di atteggiamento nei confronti del mondo online che nel tempo diverrà sempre più naturale.











