Quando il bimbo è molto piccolo, naturalmente sono i genitori a scegliere per lui i vestiti. Quando cresce però, tra le prime cose che ama fare c’è la scelta del suo abbigliamento. Quando dovrebbe avvenire questo passaggio, e come comportarsi per aiutarlo ad acquistare la sua autonomia in tutta sicurezza? Vediamo in questa semplice guida quali sono le tappe evolutive più importanti e come affrontarle, sapendo cosa fare e soprattutto cosa non fare.
A che età il bambino sceglie i propri vestiti da solo?
Generalmente, il momento in cui il bimbo manifesta i primi istinti autonomi si aggira intorno all’anno di vita. A questa età infatti il piccino, soprattutto per quanto riguarda il pigiama bambino, inizia a chiedere di poter indossare quello che desidera. o meglio lo fa capire. Naturalmente non è sempre possibile accontentarlo in questo. Basti pensare al caso in cui volesse indossare il pigiama per uscire o in cui volesse evitare di mettersi il cappottino d’inverno. Ci sono però dei piccoli accorgimenti da seguire per farlo sentire indipendente e nello stesso tempo continuare a vestirlo nel modo adeguato.
Tra i primi segnali ad esempio, tramite i quali il bimbo comunica le sue scelte, c’è quello di allungare le manine verso abiti particolari. In questo caso si potrebbe quindi inserire nel suo guardaroba solo i vestiti che, pur scelti da lui, sono stati preventivamente approvati dai genitori. In questo modo qualunque abito il bimbo sceglierà, sarà adeguato alla stagione.
Come aiutare il bambino a vestirsi da solo
Vi sono casi in cui il bimbo deve indossare indumenti specifici, come è il caso del pigiama bambino. In inverno questo dovrà essere caldo e di lana, mentre in estate si dovrà optare per tessuti freschi e naturali come il cotone. Per gli altri casi si può lasciargli più margine di autonomia tra colori e forme. Ci sono però delle piccole regole da rispettare per aiutarlo in questo passaggio di indipendenza. Ad esempio non si dovrà mettergli fretta. Mentre per gli adulti vestirsi è un gesto quasi automatico, per lui ancora non lo è.
Si può anche aiutare il bambino a riporre i propri vestitini e a mettere in ordine la cameretta, in modo da fargli acquisire i gesti della routine quotidiana legata all’ordine.
Intorno ai due anni il bambino dovrebbe aver imparato a spogliarsi da solo, ma questo resta comunque un momento delicato. Non si deve forzare il bambino né in un senso né nell’altro. Infine, se un bambino manifesta una palese avversione per un vestitino o una maglietta o una tutina, si dovrebbe indagare meglio. Intanto non andrebbe forzato a indossarlo: forse il vestito gli va stretto o lo irrita, o semplicemente non è di suo gusto.
Verso i tre anni infine i bambini non sono solo capaci di scegliere in autonomia e vestirsi, ma sono anche in grado di comunicare i propri gusti verbalmente.
A questa età quindi si può chiedere direttamente al bambino cosa voglia indossare anziché farselo indicare a gesti. La scelta dei tessuti poi è importante, come accennato. Tutti i vestiti tra i quali il bimbo potrebbe scegliere devono essere rigorosamente anallergici e atossici, realizzati preferibilmente in tessuti naturali come lino, cotone e lana.
Cosa non fare con i bambini che vogliono vestirsi da soli
Oltre a evitare che il bimbo scelga, come detto, indumenti non appropriati, ci sono dei gesti e delle frasi da evitare in generale. Non si deve mettere fretta al bambino, ma allo stesso tempo gli si deve anche insegnare a non sprecare troppo tempo per vestirsi.
Il momento della vestizione rappresenta, al pari dell’addormentamento, un momento critico. Il bambino potrebbe infatti non capire che si ha fretta di uscire. In questo caso allora per lui il momento della vestizione sarebbe un gioco, e potrebbe perdere molto tempo. Pressarlo non è mai una buona soluzione, perché si rischierebbe si ottenere l’effetto opposto mandandolo in confusione. Una soluzione è fargli vedere come ci si veste, magari facendolo insieme, in modo che questo diventi uno spazio di condivisione con il genitore.
Allo stesso tempo però sarebbe bene non far capire al bambino che si desidera che si vesta in un certo modo. Il bambino si trova nel momento in cui vuole sperimentare le regole e il gusto di dire di no. Ama mettere alla prova il genitore per capire fin dove può spingersi. Se dovesse sentirsi forzato in qualche modo a scegliere determinati abiti, potrebbe per capriccio rifiutarli a prescindere.
Vi è poi il caso del pigiama, che non dovrà mai essere comunque troppo caldo, nemmeno in inverno. Il motivo è che il bambino, soprattutto nei primi due-tre anni di vita, suda molto di notte. Se fosse eccessivamente coperto potrebbe prendere freddo.
Quindi, se il piccino chiedesse di indossare un pigiama troppo pesante, la risposta dovrebbe essere ferma e dolce, no.











