Toyota Mirai

A cura di Luca Medici
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Luca Medici

Non è certo una novità, ma la perseveranza prima o poi premierà gli sforzi. Siamo alla seconda generazione del modello a idrogeno della casa nipponica, nuova piattaforma, fuel cell, efficienza migliorata, circa 550 km di autonomia e un costo stimato di circa euro 14,00 per percorrere 100 km. Il futuro a idrogeno è sempre più vicino, o almeno così pare, perché di strada da fare, metaforicamente parlando, ne abbiamo ancora tanta. Pensate che in Italia, ad oggi, c’è un solo distributore di idrogeno e si trova a Bolzano, ma dovrebbero a breve inaugurare anche Mestre e San donato Milanese (in Germania se ne contano 90, così per dire). L’idrogeno è il futuro? A quanto pare si visto che il numero uno di Toyota ha spesso manifestato il suo scetticismo sull’elettrico, scetticismo dovuto a molti fattori legati non solo alla produzione (pulita) e alla distribuzione dell’elettricità, ma soprattutto sullo smaltimento delle batterie e non è il solo. Altri ceo hanno espresso dubbi sull’elettrico al 100% ed è per questo che esistono automobili elettriche, su carta, ma che non si devono collegare ad una spina perché l’energia se la producono da sole grazie alla cella a combustione. In cinque minuti è possibile effettuare un pieno di idrogeno e percorrere circa 550 km, niente male! La Toyota Mirai di seconda generazione si presenta filante, il suo design è molto curato ed il prezzo di euro 77.650 la pone al vertice della produzione Toyota. Come ammiraglia non si fa mancare nulla, unico optional è la vernice metallizzata premium al costo di euro 1.300, per il resto c’è tutto di serie. Troviamo il baule ad azionamento elettrico, i cerchi in lega da 20”, il climatizzatore trizona, accesso senza chiave, Android Auto e Apple CarPlay, head-up-display, fari full Led adattivi, navigatore, un sofisticato impianto hi-fi Jbl, rivestimenti in pelle, assistenze varie, sensori, telecamera a 360° e tetto panoramico. Per qualità costruttiva siamo più vicini ad un prodotto Lexus, la piattaforma GA-L è infatti la stessa della Lexus LS e le finiture sono degne di un prodotto premium. Il layout interno è moderno e tutto è a portata di mano. Lo spazio non manca, con quasi cinque metri di lunghezza c’è spazio per i passeggeri e i loro bagagli, quello che manca è la potenza, con 182 CV e una massa a pieno carico che supera i 2.400 kg la Mirai non può fare miracoli in termini di prestazioni. Si guida come un’auto elettrica, comoda e silenziosa, la differenza è che sotto il piano di calpestio troviamo ben tre serbatoi di idrogeno per un totale di 5,6 kg. Entro il 2026 dovrebbero entrare in servizio quaranta distributori di idrogeno che dovrebbero coprire buona parte delle più importanti direttrici commerciali italiane. La speranza è quella di poter garantire una copertura ottimale così da incentivare l’acquisto di auto come la Mirai e spingere le case a mettere in commercio più modelli così da coprire diverse nicchie di mercato e garantire uno sviluppo di questa tecnologia. L’idrogeno è una soluzione sicura, ma che deve essere ancora promossa e sviluppata, il petrolio non è infinito mentre l’idrogeno è inesauribile poiché si ottiene attraverso l’elettrolisi dell’acqua, bisogna puntare su fonti rinnovabili, il futuro non è mai stato così vicino.

Tratto da
24oreNews.it Magazine Settembre

COVER 24orenews.it Magazine Settembre 2022

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