Una piccola grande sfida che si rinnova anno dopo anno: torna domenica 8 ottobre la Caccia ai Tesori Arancioni, l’iniziativa del Touring Club Italiano che invita a scoprire le piccole eccellenze dell’entroterra attraverso dei percorsi unici che si snodano nel cuore dei borghi certificati con la Bandiera Arancione. Indizio dopo indizio, i partecipanti – più di 15mila ogni anno – sono accompagnati in un suggestivo viaggio sulle tracce di storie, persone, monumenti e piccole curiosità custodite nei luoghi meno noti del nostro Paese.
Giunta alla quarta edizione, la grande caccia al tesoro, aperta a tutti, coinvolgerà contemporaneamente 100 borghi Bandiera Arancione, pronti a proporre un percorso in 6 tappe, in grado di svelare la più profonda e autentica identità del territorio e delle sue comunità ed eccellenze. Non solo luoghi, i tesori da scovare sono personaggi del passato, mestieri antichi, attività storiche, tradizioni senza tempo e sapori delle tipicità enogastronomiche, in un viaggio ispirato dai valori che da sempre contraddistinguono il TCI: riscoprire e valorizzare un’Italia nascosta e intrisa di un patrimonio inestimabile da tutelare, promuovere e del quale prendersi cura.
Quest’anno, per festeggiare i 25 anni dell’iniziativa Bandiere Arancioni Touring, il programma sarà ancor più ricco: tappe animate da personaggi in abiti tradizionali, accompagnamento musicale e degustazioni di prodotti tipici.
Le bandiere arancioni
Sono 279 (su oltre 3.300 candidate) le piccole località dell’entroterra che, ad oggi, hanno ricevuto il riconoscimento di Bandiera Arancione del TCI: marchio di qualità turistico-ambientale assegnato ai borghi eccellenti dell’entroterra con meno di 15 mila abitanti, che soddisfano più di 250 rigorosi criteri di valutazione. Sono luoghi autentici dove arte, natura, buona cucina, sostenibilità e accoglienza sono espressione della cultura del territorio. La Bandiera Arancione porta benefici reali e tangibili (+45% arrivi e +83% di strutture ricettive in media dall’anno di assegnazione) e supporta un vero e proprio “circolo virtuoso”: i dati raccolti restituiscono un quadro estremamente positivo, in molti casi in controtendenza rispetto al resto delle aree interne del Paese. La valorizzazione è il miglior modo di tutelare un luogo quando porta beneficio sia ai cittadini sia ai visitatori: permette lo sviluppo di un’economia locale, rappresenta un’opportunità di presidio territoriale, funziona come contrasto al dissesto e all’abbandono, e favorisce l’occupazione e la rivitalizzazione di questi borghi.











