39 scalini Spazio Diamante 20 dicembre 12 gennaio 2025

Dal 20 dicembre al 12 gennaio 2025 allo Spazio Diamante di Roma tornano in scena “Cattive Compagnie” con la loro irresistibile versione di “39 scalini”. Un avvincente giallo tratto dall’omonimo romanzo di John Buchan da cui è tratto il film “Il club dei trentanove” di Alfred Hitchcock.

39 scalini” diretto da Leonardo Buttaroni e arricchito dalle scenografie di Paolo Carbone, riprende l’opera scritta da Patrick Barlow nel 2005. Un’opera pensata per un cast di quattro attori, qui interpretati dalla consolidata, affiatata squadra formata da

  • Alessandro Di Somma,
  • Diego Migeni,
  • Yaser Mohamed,
  • Marco Zodan,

chiamati a recitare, anche contemporaneamente, una moltitudine di personaggi dalle caratteristiche più diverse: buoni, cattivi, uomini, donne e anche oggetti inanimati.

Un giallo sottile ed esilarante tutto giocato sulle gag e travestimenti. Esso omaggia un grande e indiscusso maestro del cinema come Alfred Hitchcock e strizza l’occhio alla commedia inglese contemporanea.
Cattive Compagnie  porta in scena la sua personalissima cifra teatrale che danza tra commedia e tragedia, cinema e teatro, conquistando con la sua forte vocazione pop di alta qualità un pubblico sempre più numeroso ed appassionato.

In “39 scalini” Marco Zordan è Richard Hannay

Il personaggio perno dell’opera è Richard Hannay, un uomo d’affari intrappolato in un giallo apparentemente senza uscita. Hannay è interpretato – come da copione – da un solo attore, Marco Zordan. Invece attorno a tre interpreti (Alessandro Di SommaDiego MigeniYaser Mohamed) ruota vorticosamente l’interpretazione degli altri 38 personaggi. In un susseguirsi di gag esilaranti, intrighi, colpi di scena e citazioni cinematografiche lo spettacolo è irresistibilmente suggestivo e coinvolgente.

La messa in scena gioca interamente sulla dichiarata illusione scenica, svela fin da subito ogni “magia” o convenzione teatrale, mettendo in campo una straordinaria abilità evocativa attraverso l’uso di soluzioni teatrali semplici ma di forte impatto emotivo.
“Siamo volutamente ben lontani dalle misteriose magie dei prestigiatori – spiega Leonardo Buttaroni – l’intento è quello di permettere al pubblico di divertirsi insieme agli attori, godendo dei travestimenti a vista, attraverso l’illusione dichiarata di bauli che diventano treni, corde che formano fiumi o scale che si trasformano in ponti”.

Una corsa vertiginosa fino all’ultimo travestimento dai ritmi narrativi serrati e incalzanti che conserva la ricchezza dei dettagli psicologici della versione cinematografica girata da Hitchcock nel 1935, da cui riprende l’umorismo graffiante e acuto, l’alta tensione e la suspense.

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