ARITMIAS
Quasi come un’ossessione la città è il tema che da sempre permea il lavoro di Antonio Salviani. Il senso di sopravvivenza, la decadenza ma anche la bellezza e la continua trasformazione della metropoli sono i soggetti delle opere in mostra allo Spazio Sirin, come i quadri I love you-I love city, metafora della ricerca d’amore, o Radiografie stampe che, partendo da una reale radiografia del cranio e del torace dell’artista, rappresentano la perforazione dell’ambiente metropolitano nel corpo umano. Osservazioni rappresentate anche dai video Da 32 mq, che racconta l’evoluzione di una via di Milano, e Contatto, indagine sul rapporto comunicativo tra uomo e donna nel contesto metropolitano.
L’uso dei materiali di recupero è l’altra peculiarità del lavoro di Antonio Salviani, nata dalla necessità di trovare supporti che abbiano un passato da reinventare, un’anima a cui ridare nuova linfa. Tele, legni, cartoni, lampade e oggetti svuotati della loro funzione originaria a cui offrire un valore altro, di opere che conquistano una fruizione inesauribile nel tempo.
“La città agisce sull’armonia della natura trasfigurando l’euritmia tra corpo e mente, l’equilibrio dei rapporti umani.
La vita, allora, diventa A-Rythmòs movimento irregolare che ci permea e ci trasforma”.
Antonio Salviani, nato a Termoli, vive e lavora a Milano. Dopo il diploma in pittura all’Accademia di belle Arti di Urbino, nel 2007 consegue un diploma di Laurea Accademica di II° livello, al dipartimento di progettazione delle arti applicate-Scuola di nuove tecnologie dell’arte, con indirizzo in Arti Multimediali Interattive e Performative, presso l’Accademia di belle arti di Brera.











