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MUSEO-FONDO REGIONALE

D’ARTE CONTEMPORANEA

GUIDO BIASI Opere 1953-1980

Frac, Galleria dei Frati- BARONISSI

19 dicembre 2010 – 27 febbraio 2011

 

BARONISSI. Le Opere 1953-1980″, di Guido Biasi, curata da Massimo Bignardie Claudia Gennari. Realizzata in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Storici Artistici dell’Università di Siena, la mostra è la prima significativa retrospettiva promossa in Campania dedicata ad un artista che ha segnato una delle pagine più alte nel dibattito degli anni Cinquanta. Un artista difficile che manca da Napoli dal lontano 1964, dalla personale allestita alla Galleria il Centro. In mostra nella Galleria dei Frati del Museo-Frac, fino al 27 febbraio 2011, circa cinquanta opere che documentano l’ampio orizzonte della ricerca pittorica di Biasi; dalle opere nucleari, eseguite a metà del decennio Cinquanta a fianco di Mario Colucci, Mario Persico, Tony Stefanucci, Franco Palumbo – momento documentato da una specifica sezione – a quelle degli anni Sessanta, realizzate dopo il trasferimento a Parigi, dove la sua arte, pittorica e letteraria, si nutre di nuova linfa. Percorso che prosegue con le Mnémothèques , le Muséologies , le Mémoires e i Palimpsest , eseguiti nel corso dei decenni Sessanta, Settanta fino alla morte avvenuta a parigi all’alba degli Ottanta, nel 1982. Sono opere che mostrano l’importanza della memoria patrimonio da comprendere e tramandare, accumulazione di pensieri, museo mentale.

 

  “La mostra – rilevano Giovanni Moscatiello sindaco di Baronissi e Nicola Lombardi assessore alla cultura – segna una pagina importante per il Museo-Frac: essa dà la giusta misura della capacità di ricerca sul piano storico-critico e, al tempo stesso, di una efficiente organizzazione che fa della nostra struttura un chiaro punto di riferimento per l’intera area regionale. Con questo importante evento si chiude un anno di un’intensa attività espositiva, reale specchio del lavoro di tanti che, con passione, hanno affiancato e affiancano un progetto nato per consegnare al futuro i segni di una storia, spesso dimenticata”.

Guido Biasi, precisa Enrico Crispolti nell’introduzione al volume che accompagna la mostra edito da Plectica, ” è stato certo un protagonista di una Scuola napoletana che, con una propria corale identità, ha tenuto banco nel dibattito artistico, non soltanto nazionale, all’inizio della seconda metà del XX secolo. Amico di oltre mezzo secolo, la cui vicenda pittorica opportunamente, in un recupero di memoria, doveroso, ma da pochi esercitato, Massimo Bignardi ha ora iscritto nella prospettiva programmatica del Museo-FRAC di Baronissi (con la collaborazione d’una specialista, Claudia Gennari, allieva della Scuola senese). Prospettiva (è noto) in particolare di una valorizzazione dell’esistente (e molto anzi dell’esistito) in territorio campano, in supplenza rispetto ad altre e maggiori istituzioni (pressoché del tutto assenti), a difesa e tramando conoscitivo d’un patrimonio da troppo tempo disconosciuto anche nel capoluogo campano”.

 Per Bignardi le novità che sono emerse dalla lunga ricerca di documenti, materiali ed opere, durata oltre due anni, aprono nuovi orizzonti per comprendere la portata di una stagione artistica nella Napoli del secondo dopoguerra: “Tornare a parlare oggi di Giudo Biasi – lo è particolarmente in ambito napoletano e con i pochi amici che lo ricordano -, è come rianimare il profilo di una ‘figura

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