100 SOGNI - ph Nick Zonna
100 Sogni Ph Nick Zonna

Cento tute da operaio, cento abiti da lavoro “fantasma”, cento manichini senza testa avanzano dal Museo del Novecento verso il Duomo, nel cuore di Milano. L’installazione, realizzata da Gianfranco Angelico Benvenuto, non ha bisogno di molte spiegazioni, e lascia i passanti incuriositi e silenziosi. Le cento tuteverdi, blu, grigie, bianche senza corpo raccontano di vite infrante in una giornata che doveva essere uguale alle altre, sottolineando l’orrenda discrepanza tra la normalità (che dovrebbe essere) e il più eccezionale dei fatti umani: la morte. L’installazione inaugurata il 23 aprile, sarà in via Marconi a domani 2 maggio e, prossimamente, verrà localizzata in altri luoghi della città.

L’artista, un nome noto nel mondo dell’advertising anche per le sue campagne di tipo sociale, spiega: «Gli abiti da lavoro riempiti solo di vento, simulano una marcia collettiva, un cammino però privo dei colori della speranza del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, ma così imperativo da urlare la loro presenza. Il ricordo di chi sul lavoro ha perso la vita, ma anche di chi è morto perché il lavoro non ce l’ha più o non l’ha trovato. Un ricordo che queste tute-fantasma traducono in affermazione, perché il lavoro è motore d’identità, di civiltà, il lavoro è necessario per esserci».

«Questa installazione – ha spiegato all’inaugurazione l’assessore comunale alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca Cristina Tajani – si inserisce in una campagna di sensibilizzazione promossa dal Comune di Milano contro gli infortuni e le morti sul lavoro. Purtroppo, nonostante i passi avanti fatti dalla legislazione e dalle parti sociali, i dati sulle morti bianche sono ancora preoccupanti e a questi vanno aggiunti quelli, tristemente legati alla crisi, dei suicidi causati dalla perdita del lavoro o dal fallimento della propria impresa».

Oltre al gesto simbolico, l’impegno del Comune di Milano di contrastare morti e infortuni sul lavoro, soprattutto in concomitanza con i cantieri per l’Expò 2015.   «Come istituzione – ha continuato l’assessore – siamo fortemente impegnati per contrastare il fenomeno: vanno in questa direzione i diversi protocolli sottoscritti con sindacati e imprese per regolamentare il lavoro dei cantieri di Expo. L’obiettivo è rendere Expo un evento ‘a impatto zero’ dal punto di vista infortunistico, ma anche lasciare un presidio permanente di medicina del lavoro per il dopo Expo. Nella stessa direzione va il protocollo sugli appalti interni del Comune cui stiamo lavorando con Cgil, Cisl e Uil. La campagna non si ferma qui: insieme alla federazione provinciale dei Maestri del Lavoro inaugureremo il prossimo autunno un giardino permanente dedicato ai caduti sul lavoro. Cogliamo l’occasione – ha concluso Cristina Tajani – per ringraziare la Cassa Edile di Udine, che ha voluto temporaneamente affidare la mostra al Comune di Milano senza alcun onere per l’Amministrazione».

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