TUTTE LE STORIE DI “SCAPPO DALLA CITTÀ”

  1. EPISODIO 1 LA VITA, L’AMORE, I BACHI
    Miriam ha origini calabresi ma la sua famiglia è emigrata a Gallarate (Va) quando era piccola. Si diploma al nord e lavora tra Malpensa e Berlino come hostess e responsabile commerciale. È una vita frenetica e precaria che non ama. Il cuore la riporta sempre alla Calabria, alla bellezza del paesaggio e al clima italiano. Assieme a due amici di infanzia, uno dei quali diventerà anche suo marito, decide di riportare in vita l’antica tradizione dell’allevamento dei bachi che tra 1300 e 1700 aveva fatto di Catanzaro la capitale europea della seta. Ottengono in gestione 5 ettari di proprietà del Comune di San Floro (CZ), 3mila gelsi e un museo abbandonato. Nel 2013 fondano la cooperativa Nido di Seta che da allora porta economia e turismo nel cuore della Calabria.
  2. EPISODIO 2 UN BORGO TUTTO MIO
    Emanuele ha vissuto a Genova fino ai 19 anni. Ha iniziato a frequentare l’appennino e le campagne della Valbravenna da bambino, e già allora diceva a tutti che da grande si sarebbe trasferito lì per fare il pastore. A Genova ha studiato agraria. Conduceva una normale vita cittadina ma ogni volta che poteva prendeva il motorino e scappava in campagna. Appena terminati gli studi si è trasferito a Crosi, un borgo disabitato da oltre 40 anni, e ha iniziato a prendersene cura da solo. Oggi vive lì da 20 anni, è ancora l’unico abitante del borgo e la sua incessante opera di recupero non è che allo stadio iniziale. Si è inventato carpentiere, falegname, geometra, idraulico, elettricista, tutto da autodidatta. “Io faccio di tutto dalle piastrelle al tetto. Ma tutto storto.”, ama ripetere.
  3. EPISODIO 3 VITA DA CANI
    Il sogno di diventare una professoressa di lingue; gli anni passati tra Madrid e Verona, studiando e mantenendosi con mille lavoretti. Tornata in Italia, Silvia cerca di guadagnare qualche soldo facendo la dog-sitter e scopre così, per caso, la sua vera passione: quella per i cani e per gli animali. È una presa di coscienza che le cambia la vita. Silvia investe tutti i suoi risparmi per acquistare una casa tra le montagne della Lessinia, nel veronese. La ristruttura e la trasforma in un allevamento che prende il nome di “Stato Brado”. Oggi Silvia alleva cani da pastore e pecore da compagnia. Al momento si occupa di circa 80 animali.
  4. EPISODIO 4 DIVENTO ARTICOLTORE
    Gaetano ha studiato giurisprudenza a Roma. Durante gli anni dell’università e del praticantato ha sviluppato una grande passione per l’arte contemporanea che non lo ha più abbandonato. La vita da avvocato a Roma gli sta stretta e nel 2000 decide di tornare in Abruzzo, a Loreto Aprutino, per occuparsi dell’azienda che appartiene alla sua famiglia da oltre un secolo. Qui Gaetano dà vita a una vera e propria rivoluzione. L’azienda cambia nome e viene ribattezzata Pollinaria, viene convertita al biologico e trasformata in una residenza per artisti internazionali. A Pollinaria si coltivano ortaggi e idee. Gaetano non si limita a gestire l’attività agricola ma diventa anche curatore artistico invitando artisti internazionali da tutto il mondo a lavorare in azienda. Nei suoi progetti confluiscono arte, scienza e pratiche agricole a sostegno della biodiversità.
  5. EPISODIO 5 IL NOSTRO SOGNO DI PAGLIA
    Alain e Vivian, dopo gli anni universitari hanno intrapreso due carriere di successo nelle rispettive multinazionali. Una vita piena di soddisfazioni professionali che non li fa sentire pienamente realizzati. La coppia, infatti, prova in tutti i modi ad avere dei figli ma senza riuscirci. Così adottano… un orto. Iniziano a lavorare un piccolo appezzamento di terra nella periferia milanese e scoprono la passione per la natura e la coltivazione. Nel 2006 decidono di comprare 4 ettari di terreno nell’Oltrepò Pavese e di lasciare il lavoro. Danno il via a un folle progetto di bioedilizia che ancora non è terminato, costruendo con le loro mani una casa di paglia e legno e trasformandola in un agriturismo. La loro vita cambia radicalmente e, miracolosamente, in campagna, arrivano anche due figli.
  6. EPISODIO 6 IN SELLA AL FUTURO
    Diandra è una ragazza di Milano. Dopo il diploma, per qualche anno, ha lavorato in un supermercato. Ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato ma quella vita le andava stretta. Il richiamo della campagna e il desiderio per una vita diversa erano troppo forti, così, un giorno, si è licenziata in tronco. Nonostante le resistenze iniziali della famiglia è partita per la Maremma e si è iscritta a un corso promosso dalla regione Toscana per imparare l’antico mestiere dei butteri. Si è diplomata tra i primi del suo corso e oggi riesce a vivere praticando questo mestiere tradizionalmente maschile.
  7. EPISODIO 7 DALL’UFFICIO ALLA RISAIA
    Dopo la scuola internazionale, Alice, ha studiato Economia Aziendale a Torino. Un anno a Bruxelles e lo stage a New York le sono valse l’assunzione in Ferrero con un ruolo manageriale. In quegli anni Alice ha cominciato a trascorrere i week end a Cascina Oschiena, la cascina di famiglia, che si trova in località Crova, nel vercellese. Qui ha scoperto la passione per la campagna e per il riso. Nel 2008 ha deciso di licenziarsi e di dedicarsi al 100% alla campagna. Assieme al marito ha ristrutturato la cascina di famiglia e si è iscritta a un corso serale per diventare risicoltrice. Ha preso in gestione la cascina e l’ha proiettata nel futuro trasformandola in un’azienda biologica, coltivando risi antichi e convertendo parte dei terreni in oasi naturale per preservare la biodiversità. Oggi Alice è un punto di riferimento per il settore del riso in tutto il territorio.
  8. EPISODIO 8 RICOMINCIO DAL BIO
    Cinzia e Diego, lei architetta e lui ingegnere informatico. Una coppia di città che ama passare i weekend in campagna. Nel 2005 si imbattono in una vecchia azienda agricola abbandonata sulle pendici dell’Etna su terrazzamenti lavici abbandonati da più di 30 anni. Se ne innamorano follemente. Decidono recuperarla e passano i successivi 10 anni a ristrutturarla, con pazienza, pezzo per pezzo, operando scelte volte a ridurre l’impatto sull’ambiente e a valorizzare le specie autoctone. La loro azienda agricola prende il nome di Bagol’Area, per via del Bagolaro che campeggia di fronte all’edificio principale. Oggi è un’azienda agribiologica che offre esperienze di ospitalità rurale, produce frutta e ortaggi biologici e produce vino naturale.