X Factor 2020

Naip, cantante in gara nella squadra Over Uomini di Mika porta la disperazione in prima serata, con il brano “Partecipo”.

La disperazione altro non è che una delle più comuni emozioni umane, così difficile da accettare nella propria vita, figuriamoci in prima serata su una rete televisiva generalista.

A tratti l’esibizione è quasi fastidiosa, quel fastidio che però ti fa venire voglia di approfondire, di continuare a guardare e chiederti dove vuole arrivare e se ce la farà ad arrivarci. A un certo punto non capisci più se fa sul serio.

Seguo X Factor da anni e non ho mai visto nulla del genere, se non nelle produzioni di David Lynch, ma quelle me le vado a vedere io, non me le propone Sky in prima serata.

“I vostri momenti vuoti e magici, il vostro sorriso forzato, la vostra gioia appuntita” con queste parole Naip sembra rivolgersi al pubblico che lo guarda e prendersene intelligentemente gioco.

In realtà continuando ad ascoltarlo e osservandolo si prova una grande empatia. Chi non si è mai sentito disperato? Chi non avrebbe avuto voglia di urlare di disperazione come ha fatto lui su un palco di fronte a milioni di persone?

Naip ha tutta l’aria di essere una persona che le emozioni le vive a pieno e non solo, ha avuto la faccia di bronzo di portarle in prima serata. Ci ha servito questo piatto, anche se non avessimo voluto assaggiarlo, lui è riuscito a farci assaporare qualcosa che nuovo non è, perché queste emozioni sono antiche come l’uomo. Ma di nuovo c’è che le ha normalizzate. Supportato da un Mika, che in qualche modo grazie a lui riesce a rivelare altri aspetti di sé. Un Mika che probabilmente con un allievo come Naip è obbligato a sfidarsi e fare parecchi passi in avanti, nonostante la sua carriera internazionale.

“Se Naip vince la finale la sua impresa diventerebbe la presa della Bastiglia della musica pop”, leggo frasi di questo tipo in giro. Si può tranquillamente affermare che Naip abbia aperto un fessura più che nella musica pop, nella nostra cultura pop. Complimenti a Mika che l’ha supportato, che l’ha fatto esprimere e non l’ha limitato. Anche per questo ci vuole coraggio.

Per essere se stessi ci vuole coraggio. Che questo possa essere un incoraggiamento per dare inizio a una cultura mediatica nuova e veramente inclusiva, che mette al pari tutte le emozioni, cosi che, chissà, anche noi riusciamo ad essere più sinceri con noi stessi, ad ammettere che se siamo disperati non siamo folli, che se siamo arrabbiati non siamo pericolosi o che se siamo tristi non siamo malati.

“Tu sì che sai vivere la vita”, è così che Mika alla fine dell’esibizione si rivolge a Naip. Ed è così. Naip ha capito che ogni emozione ha un valore ed ogni emozione è fonte di ricchezza e va espressa. La sofferenza è un’emozione che non va repressa, ma va ascoltata e vissuta proprio come la gioia, altrimenti il rischio è quello di vivere a metà. E a metà ci si sente un po’ incompleti.

Vanessa Bocchi