
Un territorio chiamato Europa
tratto da Milano 24orenews dicembre 2013
Di Europa si è occupata questa 5a Conferenza Mondiale Science for Peace, organizzata e promossa dalla Fondazione Veronesi. Una due giorni di convegni e dibattiti presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano, per parlare di integrazione, di ricerca, di progresso, e del contributo che la Scienza può dare al raggiungimento e alla formazione di una cultura di pace. Confini, frontiere, linee che delimitano territori, spazi, luoghi, ma anche appartenenze, parametri, visioni, ostacoli, gabbie, utopie. Perché all’Europa delle banche, di Bruxelles e degli interessi economici si vogliono allargare i confini, per fare l’Europa delle persone, dei territori, delle contaminazioni culturali, dei diritti civili condivisi. Tanti gli studiosi, esponenti del mondo scientifico e istituzionale intervenuti, da Jody Williams, premio Nobel per la Pace nel 1997 a Giancarlo Aragona, Alberto Martinelli, Kathleen Kennedy Towsend – Vice Presidenti di Science for Peace – a John Breully, professore alla London School of London. E naturalmente Umberto Veronesi. Si è voluto dare a tutti i presenti, moltissimi come sempre i giovani, l’idea che stiamo camminando su confini tracciati da sempre, ma che nel territorio Europa si sono mischiati, confusi, unificati, purtroppo non sempre in termini etici. Nelle sei tavole rotonde molti i temi affrontati. “Europa tra Federalismo e Nazionalismi”; i tanti scontri ideologici attualmente in corso in tutta la Comunità. “Verso il Federalismo Europeo”, da tempo un auspicio molto sentito che la crisi finanziaria mondiale obbliga a prendere in seria considerazione. “Strategie e sfide per la Politica Agricola Comune”, agricoltura storicamente forte nel continente europeo alla quale conferire mezzi adeguati per il futuro. “Scienza e Fede in Europa”, indagine fra l’essere scienziato e avere una propria fede religiosa. “Difesa: mercato senza crisi”, sono ancora troppi e mal distribuiti gli stanziamenti per le armi in tutta Europa. “Sistemi giudiziari e carcerari in Europa”, l’Italia è da tempo sotto accusa, il confronto con gli altri Stati Europei è scoraggiante. L’Unione Europea, Premio Nobel per la Pace, è diventata così l’ospite assoluto di questa quinta edizione.
ART FOR PEACE AWARD
Anche quest’anno è stato assegnato un importante riconoscimento a chi promuove una cultura di pace. Ha ricevuto il premio 2013 la cantante del Mali, Fatoumata Diawara, in arte Fatou, per il forte impegno a favore dei diritti delle donne. Fatou denuncia con la sua musica le violenze e i pregiudizi culturali di cui sono vittime le donne africane, esprimendo comunque la forza di un necessario rinnovamento culturale e sociale. Nel 2009 vinse il premio il Maestro Daniel Barenboim per aver creato una orchestra che riunisce musicisti palestinesi e israeliani. Nel 2010 toccò al regista Xavier Beauvois, per il suo straordinario film “Uomini di Dio”. Nel 2011 il premio andò al fotoreporter Joao Silva per i suoi “scatti” sempre tesi a cogliere la volontà di raggiungere un cambiamento. Il 2012 fu l’anno dello scrittore e saggista David Grossman per la sua continua testimonianza a favore del dialogo contro la violenza.
L’appuntamento è per la sesta edizione, nel 2014.
Dario Bordet
Photo Gallery © Nick Zonna










