ROMA FRINGE FESTIVAL 2020
dal 6 al 17 gennaio 2020
La Pelanda, Piazza Orazio Giustiniani, 4 (Testaccio, Ex Mattatoio)
info su: www.romafringefestival.it
A QUEL PAESE
Anfiteatro Sud
proveniente da Catania
regia Francesco Civile e Daniel Dwerryhouse
drammaturgia Francesco Civile
con la collaborazione drammaturgica di Daniel Dwerryhouse
con Francesco Civile e Daniel Dwerryhouse
In una grande e caotica città vive Bruno Silenti, un uomo riservato e abitudinario. Allontanatosi dalla donna che ama, ora vorrebbe riconquistarla, ma il suo orgoglio gli impedisce di farlo. Un giorno, durante la sua classica coda settimanale all’ufficio postale, incontra un uomo, Felice Speranza. Il nome è tutto un programma: socievole, estroverso ed anche un po’ sbadato, è praticamente il suo opposto ma, proprio come Bruno, non riesce a dichiararsi alla donna di cui è innamorato da sempre. Felice ha anche un fratello gemello, Sasà, da tutti considerato il matto del villaggio. Per via di uno scambio di oggetti Bruno dovrà sconvolgere i suoi soliti programmi, raggiungere Felice nel paese in cui vive e imbattersi nella particolare figura di Sasà. Ma proprio quando le cose sembrano prendere una strana piega, ecco che l’imprevisto diventa sorpresa e ciascuno scopre di poter trovare molto di più quello che sta cercando. “A Quel Paese” è una commedia che affronta, tramite l’equivoco e l’imprevisto, la lotta alla routine e la differenza tra esistere e vivere. Attraverso un’altalena di emozioni e tramite l’incontro di personaggi eccentrici, il gioco ed il ritmo si sviluppano e diventano la base di tutto lo spettacolo. I costumi, gli oggetti ed anche gli elementi scenografici sono di natura essenziale, eliminando totalmente il superfluo e lasciando spazio totale agli attori e alle situazioni della commedia, all’interno delle quali, a tratti vengono coinvolti in modo diretto anche gli spettatori. Un gioco tra attori, personaggi e pubblico che si pone come obiettivo principale quello di far sorridere ma anche di pensare.
ANTIGONE
Collettivo Imperfetto
proveniente da Roma
regia e drammaturgia Alessandro Anil
con Sofia Taglioni, Giovanni Serratore, Francesco Lamantia, Piero Cardano, Angelica Prezioso
luci e tecnica Roberto Di Maio
Il punto di partenza di questo lavoro è stato nell’indagare il contatto fra una tragedia scritta agli albori della civiltà occidentale e il nostro presente, non solo a livello tematico, ma anche formale. In altri termini, questo ha voluto dire indagare la tipologia di teatro che è stata la tragedia ai tempi della Grecia e fare in modo che questo nucleo si possa aprire nel qui e ora. Da ciò è nata l’inevitabile esigenza di creare una micro-comunità, attraverso l’incontro fra attore e spettatore, all’interno di ciò che oggi può svolgere il ruolo più vicino a un rito sociale; e in un secondo momento calare progressivamente la tragedia all’interno di questa particolare cornice situazionale.
ASSEMBLAGGIO
Essenza Teatro proveniente da Roma
drammaturgia Leonardo De Castro
regia Paolo Perelli
con
Rita Anselmi, Livia D’Ingegno, Ludovica Resta, Alma Valenzuela
aiuto regia Federica Balducci
video maker Ivan Gasbarrini
Cinque maestre, bendate e legate assieme, danzano come ingranaggi su cinque cubi. Una di loro però non riesce ad incastrasi alle altre. Sia per il suo comportamento che, soprattutto, per la sua curiosa ricerca di un altro “cubo”. La sua inadeguatezza, i suoi dubbi e la sua curiosità la portano a cercare di levarsi la benda, ma la luce è troppo forte. Dopo aver trovato un sistema per abituarsi alla luce, vede tutto. Capisce la sua e la situazione delle colleghe, e vede il sesto cubo. Cerca di convincerle di ciò che vede, ma nessuna l’ascolta. Alla fine decide di slegarsi da sola e, nel caos che crea, leva la benda ad una sua collega.
COME STO
Batisfera proveniente da Cagliari
regia e drammaturgia Angelo Trofa
con Valentina Fadda e Angelo Trofa
scenografia Sabrina Cuccu
costumi Sabrina Cuccu e Adriana Geraldo
attrezzeria Simona Passi
foto Sabrina Murru
co-produzione Akroama – Sardegna Teatro
Quotidianamente siamo assediati dalla domanda “Come stai?”. Una gentilezza di circostanza, una domanda affettuosa o semplicemente una mera formalità che lascia aperto un problema profondo: Come sto? Sto bene, sto male, abbastanza bene, abbastanza male. La domanda è troppo banale per rispondere con tutta la complessità necessaria o è troppo complessa per rispondere con tutta la semplicità necessaria. Come sto è un dialogo sconnesso, un fiume di parole dove stati d’animo, sensazioni, eventi e accidenti concorrono a dare risposta alla domanda “Come stai?”. Mille risposte possibili, tutte insieme, mescolate, in contraddizione. Come sto è uno spettacolo teatrale divertente, che alterna con ritmo serratissimo quadri dal colore diverso. Una struttura drammaturgica apparentemente aperta che lentamente irretisce lo spettatore e i suoi protagonisti con continui rimandi interni. Come sto parla della confusione umana, del senso di disagio nel ritrovarsi e capirsi, nel fluire di eventi e sentimenti. La spinta continua al presentarsi agli altri come persone di valore e di successo diviene quasi una corazza superficiale, che nasconde frustrazioni e pulsioni sconosciute.
CORRI
LofTheatre proveniente da Roma
di Ferdinando Ceriani
dal best seller di Roberto Di Sante
con Sebastiano Gavasso
musiche composte ed eseguite dal vivo da Giovanna Famulari
“Corri” è una storia che inizia con un uomo che precipita dal quarto piano: Aldo Amedei.
“Corri” è una storia che finisce con Aldo Amedei che, conclusa la maratona di New York, già pensa a quella di Tokyo. In mezzo, il percorso faticoso, crudele, struggente del protagonista che lo porterà dal “pozzo buio” in cui era caduto (la depressione) alla scoperta che c’è nell’anima un posto dove covano sogni impossibili che non hanno il coraggio di schiudersi. Comincia così a correre, come un evaso braccato dai suoi incubi. Cade, si rialza. Cade ancora e si rimette in piedi. E ogni volta fa sempre più male. Ma non molla mai. Per amore e con l’amore di Teresa, la sua giovane compagna. Sputando l’anima lungo strade piene di fatica, angeli e avvoltoi. Tornando alla vita, alla passione, ai sogni. Una storia “anche” sulla corsa ma non solo, fatta di salite crudeli e discese dolcissime con la speranza che questo sogno realizzato da Aldo possa lanciare un filo magico a chi si è inabissato.
ENIO
Materiali per una terra perduta
Compagnia Exodos proveniente da Roma
progetto e regia Luigi Saravo
con Chiara Felici, Cristian Giammarini, Doron Kochavi, Daniele Santoro, Mariangeles Torres
Un viaggio attraverso la Turchia alla ricerca dei resti dell’antica Troia crea immagini che mescolano le antiche alle nuove guerre delle regioni del medio oriente. Se dovessimo datare questo viaggio che il narratore svolge dovremmo partire dalla fine del settembre 2019 perché al termine del suo viaggio il narratore si troverà, anche senza nominarla direttamente, in Siria durante i dieci giorni di guerra partiti il 9 ottobre 2019 quando i turchi lanciano il loro attacco al popolo curdo. Il narratore arriverà in questa guerra dopo aver attraversato tutta la costa turca dove avrà incontrato colonne di bambini in fuga e vivendo costantemente nella sua immaginazione il rapporto con le navi achee e i resti di quella guerra di tremila anni prima.
GOODBYE MR. G
Aliens With Extraordinary Abilities
proveniente da Roma/Londra
drammaturgia Erica Paterniani
regia Veronica Nolte
con Valeria Iacampo, Giulia Martinelli, Veronica Nolte e Eric Paterniani
Il pubblico viene invitato a porgere ossequio alla veglia funebre del signor G. A causa del suo stato sociale non aveva molte amicizie, ciò nonostante guidati dalla curiosità o dalla noia gli abitanti del piccolo paese decidono di presentarsi. Padre Erminio Grillo inizia la sua eulogia ed invita tutti i partecipanti a condividere un breve racconto sul defunto. Veniamo così catapultati nell’immaginario del Signor G tra un racconto e l’altro: il prete è visto come un insetto schiacciato dalla propria figlia ribelle che veste i panni di un burattino testardo, due commessi viaggiatori come un gatto ed una volpe crudeli che la faranno cadere in tentazione delle droghe per poi abbandonarla impiccandola ad un albero, un’infermiera che si prende cura di lei ad un centro di riabilitazione come un fata turchina. I ricordi del signor G sono spesso mescolati a questa fantasia e spesso contraddetti dai presenti al funerale. Sarà il monologo finale della figlia stessa a far luce sui veri sacrifici che il padre ha fatto. L’attore che interpreta il Signor G, presenza costante per tutto lo spettacolo, osserva ed interagisce con gli altri tre attori in scena che si interscambiano rapidamente i vari ruoli.
I PERDENTI DI ACAPULCO
Lahire Tortora proveniente da Padova
studio su “Acapulco” di Steven Berkoff
regia e drammaturgia Lahire Tortora
aiuto regia e assistenza tecnica Alessandro Romano
con Lahire Tortora
In una squallida saletta del bar dell’Acapulco Plaza Hotel, facciamo la conoscenza di quattro attori piuttosto particolari, impegnati nelle riprese di “Rambo First Blood Part 2”, a noi universalmente noto come “Rambo 2”: il tormentato e ombroso Steve, che narra la vicenda a una invisibile ‘Milady’ capitata chissà come in quel posto, proprio come loro, il pignolo e vanitoso John, lo sboccato Will e il titanico Voyo. Sono quattro attori, di quelli che non finiscono mai sui giornali: lavorano come figuranti e comparse. Ci si potrebbe illudere di trovare in loro quell’umiltà che tradizionalmente non viene associata ai divi… ma ci rendiamo ben presto conto che la spacconeria e il narcisismo non risparmiano nemmeno i meno appariscenti di quest’ambiente.
Possibile che un drammaturgo potente e profondo come Steven Berkoff abbia scritto una pièce sul ruolo dell’artista all’interno della società utilizzando come spunto creativo il sequel di “Rambo”?
IL FILO SPEZZATO
Compagnia Arte&Mani – Deaf Italy Onlus
proveniente da Roma
regia e drammaturgia Dario Pasquarella
curatrice del testo in italiano e drammaturgia Maria Sara Mirti
con Dario Pasquarella, Davide Baia, Andrea Alberto
scenografia e costumi Dario Pasquarella
luci e audio Laura Rubin
In un appartamento qualsiasi, nascosto in una selva di palazzi malconci e anonimi, come tanti ve ne sono a Roma, due coinquilini, Dario e Davide, affiancati occasionalmente dal fidanzato di uno dei due, Andrea, che amano il teatro e che di teatro vorrebbero vivere, tentano almeno di sopravvivere: ci sono le bollette da pagare, la spesa da fare, c’è il nuovo spettacolo da scrivere. La storia comincia da qui. Quando Dario, regista e attore sordo, si sveglia, trova Davide, interprete di Lingua dei Segni Italiana oltre che Assistente alla comunicazione e anche lui attore, molto preoccupato: il mese volge al termine, i soldi sono finiti e se non metteranno in scena un bello spettacolo in fretta, non potranno nemmeno fare la spesa.
IL FUNAMBOLO
Compagnia di Teatro per il Ticino e il resto del mondo
proveniente da Svizzera
di e con Ava Loiacono
consulenza registica Diego Willi Corna
Lo spettacolo nasce da un progetto della compagnia Il Funambolo: “Se la gente non va a teatro, allora il teatro va alla gente”. Filumena – emigrata napoletana in Svizzera e amata interprete di “Voci d’Altre Terre”, “I viaggi di Gwendolyn” e “C’era una volta Broadway” – dopo una vita di sacrifici per la famiglia “a fare la serva di casa, per tutta la famiglia, nipoti compresi, come una vaiassa” riprende in mano la sua passione per la musica e il “cabbaretto”. Decide di dedicarli a chi non può andare a teatro. Iniziano così le sue visite nelle comunità, negli ospedali, nei centri per anziani e dai malati di Alzheimer.
IL SOGNO DI GAGARIN
Appunti per uno spettacolo su ciò che sarebbe potuto essere e non è stato
Compagnia Malalingua proveniente da Roma
scritto da Valeriano Solfiti e Anna Maria Piccoli
di e con Valeriano Solfiti
aiuto regia e disegno luci Valerio Bucci
Importa davvero che Armstrong e Aldrin abbiano messo piede sulla luna? Che loro l’abbiano fatto o no, non è davvero così importante; ciò che conta è che nell’immaginario collettivo noi vediamo Armstrong piantare la bandiera a stelle e strisce. E tanto basta. Un’immagine che ha direzionato la Storia. Un’immagine ben impressa negli occhi e nella mente di intere generazioni. Non importa a questo punto se davvero ci siano andati. Loro ce l’hanno mostrato. E Alzando gli occhi al cielo per osservare la Luna, sappiamo che lì sopra c’è la bandiera statunitense.
IN DIFESA DEL FRATELLO CAINO
Compagnia Corni e Bisconti
proveniente da Torino
drammaturgia Alice Corni
con Simona Bisconti e Alice Corni
Il giorno del giudizio è arrivato. Nella valle di Josaphat appare il Gran Tribunale: si processa Caino. Un avvocato rampante e preparato, difende con foga lʼimputato. Sono chiamati sul banco dei testimoni i principali protagonisti e gli inediti attori della terribile vicenda di Caino e Abele. Adamo, Eva, Morte, Satana, Kundalini si alternano a raccontare la prospettiva umana e divina sulla colpa e il perdono. Il giudice supremo dal suo scranno osserva e non si esprime.
IO SONO CHI
Associazione culturale A&C con Associazione Giotto in Musica
proveniente da Roma
drammaturgia Valerio Nardoni e Alessia Arena
regia Matteo Marsan
collaborazione artistica Daniela Morozzi
con Alessia Arena
video Federica Toci Il gobbo e la giraffa
con il Patrocinio di Comune dell’Unione comunale del Chianti fiorentino
in collaborazione con RosaLibri RSA_Tavarnelle Val di Pesa e Greve in Chianti, Villa San Martino RSA e Istituto San Giuseppe RSA_San Casciano Val di Pesa
con contributo di Comune di San Casciano Val di Pesa, Comune di Greve in Chianti, Cassa di Risparmio di Firenze, Cantina Antinori Coop_San Casciano Val di Pesa, Coop_Greve in Chianti, CGIL SPI_Tavarnelle Val di Pesa, Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa, Auser e Misericordia_San Casciano Val di Pesa La scrittura scenica dello spettacolo è la fedele narrazione di quanto emerso dalla ricerca condotta dalla stessa cantattrice Alessia Arena sul tema del rapporto nella terza età tra identità e relazione con il proprio corpo nelle RSA della Val di Pesa e del Chianti. L’artista è stata spinta dalla riflessione che quando una persona entra in una casa di riposo si spoglia del proprio ambiente, rimanendo con un solo ed unico elemento identificativo: il proprio corpo.
Da qui l’affermazione: Io sono Chi, ovvero, teatro di narrazione, di storie di corpi e di mani, di uomini e di donne.
LA BESTIA
Teatro Azione proveniente da Roma
drammaturgia Simona Fossa
regia Paolo Zuccari
supervisione drammaturgica Letizia Russo
assistente alla regiaFederica Mignemi
con
Andrea Ceravolo, Lucia Fiocco, Simona Fossa, Grazia Giansante, Luca Scognamiglio
Sicilia, anni ’80. Nonostante la lotta alla malavita abbia aperto uno spiraglio di luce, Elettra e Crisotemide vivono in una terra soffocata dalla legge del più forte. La giustizia non è mai stata così vicina eppure sembra irraggiungibile. Figlie del capomafia Agamennone, ucciso a tradimento dalla moglie Clitennestra, le due ragazze crescono simbionti eppure distanti, immerse in un mondo fatto di eterne attese e odi antichi, fino a quando sono chiamate a decidere a quale sistema appartenere: lo Stato o Cosa Nostra. Lo scontro è inevitabile e sarà inasprito dalle creature che si agitano intorno alle due protagoniste, in un conflitto in cui i ruoli di vittima e carnefice si sfumano e si confondono. Elettra e Crisotemide si troveranno costrette ad affrontare una bestia che esiste e prolifera sia nella società che nei più reconditi abissi dell’animo umano, lì dove non è concessa l’esistenza nemmeno alla più flebile luce.
LA DIFFICILISSIMA STORIA DELLA VITA DI CICCIO SPERANZA
Les Moustaches proveniente da Bergamo
drammaturgia Alberto Fumagalli
regia Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli
con Giacomo Bottoni, Francesco Giordano, Antonio Orlando
costumi Giulio Morini
Ciccio Speranza è un ragazzo grasso, ma leggero, con un’anima talmente delicata, che potrebbe sembrare quella di una graziosa principessa nordeuropea. Ciccio Speranza finge una villosa eterosessualità con la propria famiglia, ma è un omosessuale fiero e incallito. Ciccio Speranza vive in una vecchia catapecchia di provincia, dove la televisione non sempre funziona e i telefoni cellulari vengono schiacciati come scarafaggi. Ciccio Speranza si sente soffocare, come una fragile libellula rosa in una teca di plexiglas opaco. Ciccio Speranza ha un sogno troppo grande per poter rimanere in un cassetto di legno marcio: vuole danzare. In una sperduta provincia di un’Italia sperduta, la sperduta famiglia Speranza vive da generazioni le stesse lunghissime giornate. Sebbastiano è il padre di Ciccio, violento e grave come un tamburo di pelle di capra in un concerto di ottavini.
L’ITALIA È UNA REPUBBLICA AFFONDATA SUL LAVORO
“3,5”
Betta Cianchini proveniente da Roma
drammaturgia Betta Cianchini
regia Gabriela Eleonori
con Marina Pennafina
assistente alla regia Alan Bianchi
Perché 3,5? Perché “in Italia è di 3,5 la media delle persone che muoiono ogni giorno sul posto di lavoro”. E sono quasi 1.300 le madri che rimangono senza figli. Una madre, come in un “flash – back a ritroso”, racconta la storia della morte – sul luogo del lavoro -del figlio. Siamo al dopo-funerale di Massimo, giovanissimo operaio morto sul posto di lavoro. È la madre che parla con i suoi amici. E racconta di lui. Ha volutamente lasciato fuori i giornalisti della televisione: “la gente importante – la gente che conta… che conta i morti… i morti ammazzati sul lavoro”.
MILLE X UNA. ORA SUGNU TALIANU
Kaos Teatri Premio Fersen 2019
Miglior Regia proveniente da Parma
drammaturgia Giuseppe Piccione
regia Veronica Boccia, Massimo Boschi
con Giuseppe Piccione
Un ragazzo siciliano di oggi, come ce ne sono tanti, italiano eppure “isolano”, italiano eppure “terrone”, italiano… Uno status comune, a cui non si dà più tanta importanza, ma che è costato caro a chi ha lattato, sperato, creduto, a chi è morto per quel riconoscimento, per quell’ideale. Come Gaetano.
Tutte le info su: www.romafringefestival.it











