lucy salamanca
Lucy Salamanca

Lucy Salamanca espone a Waterweavers di New York

Dal 11 Aprile al 10 Agosto 2014 al Bar Graduate Center – Decorative Arts, Design, History, Material, Culture 18 west 86th Street, New York la designer Lucy Salamanca è invitata alla mostra WATERWEAVERS. Il Bard Graduate Center: Decorative Arts, Design History, Material Culture, è un istituto universitario di ricerca del Bard College fondato nel 1993 a New York City. Oggi il BGC offre due corsi di studio specialistici entrambi orientati ad un approfondimenti di aspetti culturali, storici e delle arti decorative. Per l’occasione Lucy Salamanca esporrà la collezione Out of Balance frutto dell’incontro del suo design con le tecniche di lavorazione artigianali dell’agave delle comunità colombiane in Curitì. In questa collezione di sedute in agave (“fique” in Colombia) e Bamboo, Lucy Salamanca incrocia la materia e le tecniche artigianale del suo paese nativo con i suoi 30 anni di cultura e design creato in Italia. Riscopre la materia – originaria del luogo e totalmente trasformata a mano in loco – in uno dei suoi progetti con le comunità locali della Colombia già nel 2001 e con alcune cooperative che garantivano ai propri artigiani e artigiane i principi del fair trade, inizia a sviluppare una serie di applicazione innovative partendo da una particolare lavorazione ai ferri della fibra creando una collezione di tappeti modulabili per dimensione e colore. L’evoluzione più profonda dell’applicazione del fique viene qualche anno dopo con le stesse comunità di Curitì, quando Lucy Salamanca progetta come intrecciare il fique su uno scheletro in bamboo, creando la collezione di sedute Out of Balance. Con varie forme ed ergonomie questa collezione si caratterizza per la morbidezza dell’intreccio e un’organicità strutturale: come un’intelaiatura su cui viene definitivamente intrecciata la fibra. Le sedute inoltre si caratterizzano per una variegata dinamicità, tendono ad assecondare il corpo con differenti posizioni e occasioni di movimento. La seduta 001 si caratterizza per essere una seduta ad altezza minima come un cuscino che invita a una postura a gambe incrociate. La seduta 002 ha una forma che facilita un leggero dondolio dinamico e che vive di intrecci passanti areosi e trasparenti. La seduta 003 è una seduta con schienale basso che combina la flessibilità data dalla fibra con un bilanciamento naturale dato della forma.

La mostra. Partendo dal concetto immaginario del fiume che si snoda come un filo conduttore e ci guida attraverso la scoperta delle intersezioni tra arte, artigianato e design della cultura colombiana contemporanea, Waterweavers rivela la stretta relazione tra cultura e natura che connota fortemente le discipline artistiche di questo paese. La mostra curata da Jose Roca – Estrellita B. Brodsky Adjunct curator della sezione arti dell’america latina presso la Tate Modern e art director di FLORA ars+natura in Bogotà – con la collaborazione di uno scrittore freelance Alejandro Martin, mostra opere tessili, ceramiche, di graphic design, arredi, video e installazioni che rimandano al concetto fiume arricchito di valori sociali, politici, ecologici, spesso conflittuali, in Colombia. In Colombia, paese esteso e dalla topografia complessa, i fiumi sono storicamente stati un intreccio utile come unico mezzo di trasporto condiviso tra le comunità, fiumi che hanno unito ma anche separato e le opere esposte in mostra si riferiscono a 7 fiumi: rio delle amazzoni, Bogotà, Cahuinarì, Cauca, Magdalena, Putumayo, Rancherìa. Oggi anche se la maggior parte della popolazione vive nelle città, i fiumi continuano a essere un canale di accesso fondamentale per raggiungere le aree più remote e sono anche gli assi portanti di un’altra economia tra cui il mercato nero che alimenta le squadre di guerriglia che da decenni si rifugiano nei territori interni della Colombia. La mostra presenta così questi temi da vari punti di vista, parlando di un territorio in cui persistono i conflitti ai quali oppone, in risposta, un lato creativo. Le opere esposte sono ricontestualizzate nello spazio della galleria con installazioni fotografiche, video, mappe e altri canali mediatici che ne supportano i valori intrinseci. Tra i video che mostrano i conflitti sulle rive dei fiumi si espongono le opere caratterizzate da fibre tinte e tessute secondo procedimenti tradizionali, tessile che unisce materiali naturali e industriali, lampade ricavate da materiali di scarto industriale, sedie costruite con radici di bamboo, e rulli di argilla. Dietro la curatela stratedica di J.Roca emergono delle installazioni “figure/ground”, sculture poste al centro di ogni stanza della galleria. Giustapposizioni inaspettate che creano un contrasto critico e concettuale tra le opere e le pratiche legate alla loro realizzazione, mostrate insieme.

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