Il gioiello d’artista di Alberto Zorzi protagonista ad Arezzo al Museo Orodautore. Lo scultore dell’ornamento e del manufatto espone i suoi gioielli d’ispirazione nell’antologica a cura di Giuliano Centrodi.
Le gemme d’autore firmate Alberto Zorzi, orafo di fama globale, diverranno il fulcro d’una esibizione individuale al Museo Orodautore di Arezzo, spazio singolare incentrato sul monile moderno con 350 pezzi tra ori, decori e micro-forme che, dal 1970, unisce gli ultimi lustri di ricerca curati da insigni creativi e artisti, posto nel maestoso Palazzo della Fraternità in Piazza Grande ad Arezzo.
Presso i recenti locali di mostra de il Salone del Torri (accesso da via Vasari 3), si troverà in visione la raccolta delle opere del maestro veneto, celebre plasmatore dell’ornato e del manufatto, tra i nomi più rilevanti della gioielleria italiana odierna, insignito di svariati lodi e attestati a scala globale.
La mostra “Alberto Zorzi mirabile scultore orafo e il gioiello d’artista”
L’evento, col nome
“Alberto Zorzi mirabile scultore orafo e il gioiello d’artista”,
a cura di Giuliano Centrodi, responsabile colto del Museo Orodautore, aprirà i battenti venerdì 17 aprile alle ore 18.00, e resterà visitabile sino al 1 novembre, con turno dal venerdì alla domenica, dalle ore 11:00 alle ore 19:00 (https://www.orodautore.org/).
Si potranno osservare le fatiche più recenti del genio, con certi pezzi iconici senza tempo della sua arte. Tra questi, la spilla aurea ‘La Città-Arezzo’ che rientra nel suo ampio archivio di sguardi su linee aeree del profilo urbano, che si lega pure ai modellini che dal Trecento si scorgono in tele e statue di santi intenti a offrire la loro terra alla cura divina.
La spilla ritrae il borgo nella sua forma pentagonale, è fatta di sezioni a lamina e tubolari con zone opache, limate e brillanti. In visione pure il girocollo edito nel 2025 nella rassegna volta a Giorgio Vasari. Si citano le spille “Structura” in oro e gemme e i monili “Scrittura” con piani dalle piastre a lievi rilievi che evocano lo “stiacciato” donatelliano.
L’eredità artistica di Zorzi
In legame con la nota ditta Greggio Argenti 1948, si indicano pure i due freschi lavori Pitagora e Fellini con oggetti per la mensa e per l’atto quotidiano. Le due serie mostrano vasi e lumi, in tagli squadrati, a triangolo, a semicerchio, piatti tondi e ovali, brocche e vasi curvi e mossi. Il centro tavola ‘E la nave va’, ad esempio, a foggia di scafo con l’impugnatura a tipo di corno, pare voler evocare il noto rinoceronte, già divenuto il segno del film di Fellini.
Zorzi (Padova, 1958) è in perenne prova e analisi formale. Unisce sostanze e pietre nobili che mutano i suoi esiti in vere e proprie statue di stile da portare e da usare abitualmente. Sarà lecito mirare una scelta di pezzi storici e nuovi del tecnico. L’artista plasma i più diversi mezzi – dall’oro al platino, dall’argento al rame, al metallo, al legno, ai quarzi – usa il pigmento e gemme rare, da lui stesso ideate, sovente anche incise e rifinite in proprio, genera sempre trovate fresche sia circa il corpo che alla sagoma, per lo più di modo geometrico sulle quali sa tracciare varchi e solchi.
Docente di disegno orafo e di design del monile per ere, Zorzi ha istruito molti gruppi di esperti tra Padova, Firenze, Ravenna e Venezia. I suoi doni posti nelle raccolte di realtà come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée des Arts décoratifs di Parigi, il Museum of Art & Design di New York, il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze e il LACMA di Los Angeles, narrano un rito unito e severo, basato sul patto tra atto e idea, corpo e schema.
Nuove direzioni nella ricerca formale dell’artista
Il Museo Orodautore è un vanto unico nel campo globale artistico e produttivo internazionale. Prova dello stile, del pregio e del progresso della vasta usanza orafa che da ere segna il luogo, è prova somma di un polo, quello di Arezzo, dedito all’arte orafa sin dai giorni dei tusci.
Con oltre 350 beni unici, posti in tante aree volte a creativi di ogni nazione, prova il potere di mutare, fare e leggere ancora l’arte del gioiello in modo attuale. Tra i molti autori i cui pezzi han trovato sede al Museo Orodautore si leggono
- Venturino Venturi, Pietro Cascella, Salvatore Fiume, Bruno Munari,
- Arnaldo e Giò Pomodoro, Armani, Ferrè, Moschino, Dolce & Gabbana,
- Missoni, Versace, Vivienne Westwood, Michael Graves, Lynda Benglis,
- Mario Ceroli, Pistoletto e Dadamaino
solo per dirne alcuni.

Teobaldo Fortunato
Archeologo e giornalista culturale, Teobaldo Fortunato scrive per testate italiane e francesi e cura mostre e progetti editoriali in Italia e all’estero. Leggi di più











