“MISCHIARE E RIMISCHIARE”
L’Arte di Selene
Centoquarantaquattromila persone, dodicimila per ciascuna delle dodici tribù di Israele, è la moltitudine immensa, sterminata, narrata nel libro dell’Apocalisse.
Per estensione, centoquarantaquattro versi, dodici poesie di dodici versi, vogliono essere la rappresentazione di un’immensa angoscia, non solo personale ma esistenziale: quella che, prima o poi, ogni Uomo incontra sul suo cammino. Ecco allora il significato delle persone senza volto: ciascuno di noi potrebbe essere quel volto. In questo l’opera d’arte trascende, va oltre, non è legata ad una forma estetica né ad una espressione d’arte particolare: c’è sempre l’Uomo, con la sua ricerca interiore, al centro.
Per Selene Gravina, la pittura degli stati d’animo è una modalità specifica: è una visione dell’arte in cui lo stato d’animo plastico non è più il racconto psicologico di un fatto particolare, ma la sintesi di un sentimento, di una passione o di un dramma di cui noi facciamo parte o di cui siamo la causa. Una pittura non rappresentativa ma “presentativa”, come dice l’Artista, fatta di “mischiare e rimischiare”, cioè una pittura che non vuole essere analitica per forza o dovere, ma che consiste in uno slancio emotivo, in un’esplosione di colori e forme, di linee che si intersecano, di spruzzi di colore, dove soggetto e sfondo si amalgamano in un tutt’uno.
Una persona e mille volti, un’artista e mille sfaccettature di un modo di esprimersi tramite la pittura, che non è mai lo stesso, ma che cambia, come noi cambiamo, se il nostro stato d’animo muta. È un’artista a cui non piace essere catalogata come appartenente a una corrente definita, ma che si sente libera di esprimersi, ogni volta, in maniera diversa.
Selene Gravina
Selene Gravina nasce il 03/03/1984 a Melzo. Il nonno Brambilla Ermanno, pittore carugatese le insegna fin da piccola la passione per i colori e il disegno. Crescendo, Selene è sempre più interessata a migliorare le proprie capacità tecniche di pittura e si iscrive al liceo artistico sperimentale “Preziosissimo Sangue” di Monza dove si diploma nel 2003. Durante i cinque anni di liceo, nasce la passione per il restauro delle opere d’arte e Selene si iscrive alla scuola di restauro di Botticino (BS), dove dopo aver superato il test di ammissione si specializza nel restauro di affreschi murali e materiale litoide. La sua attività di restauratrice spazia dagli affreschi del ‘400 di chiese bresciane, al restauro di teleri, marmorini e della biblioteca lignea del palazzo di Ca’ Sagredo a Venezia. Partecipa al restauro di Palazzo Zucchi a Monza e a Milano lavora per lo studio Chirici, dove restaura due tele del Crespi, tutt’ora conservate alla Pinacoteca di Brera. Nel 2006 si iscrive all’Universita’ degli Studi di Ferrara, Facolta’ di Scienze matematiche fisiche naturali al corso: tecnologie dei beni culturali, con indirizzo : Diagnostica e conservazione delle opere d’arte. Si laurea nel marzo del 2010. Non abbandona mai la passione per l’arte e infatti dedica gran parte del suo tempo libero a dipingere.
Dicono di Selene: “E’ una persona e mille volti, un’artista e mille sfaccettature di un modo di esprimersi tramite la pittura, che non e’ mai lo stesso, ma che cambia, come noi cambiamo, se il nostro stato d’animo muta. E’ un’artista a cui non piace essere catalogata come appartenente a una corrente definita, ma che si sente libera di esprimersi, ogni volta, in maniera diversa”.
Questa e’ la presentazione dell’artista alla sua prima personale dal titolo “144 URLA”in mostra a Milano, galleria Arteelite in Via Alessi 11 dal 9/04/2011 al 23/04/2011. Per Selene, la pittura, con le sue mille tecniche da “mischiare e rimischiare” non deve essere rappresentativa ma “presentativa”, ossia una pittura che non vuole essere analitica per forza o dovere, ma che consiste in uno slancio emotivo, in un’esplosione di colori e forme, di linee che si intersecano, di spuzzi di colore, dove soggetto e sfondo si amalgamano in un tutt’uno.











