icone russe a Vicenza Palazzo Leoni Montanari I

Le icone russe delle Gallerie d’Italia di Vicenza: una delle più grandi collezioni in Occidente

Nel cuore di Vicenza, le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari custodiscono una delle più vaste e preziose raccolte di icone russe in Occidente: un corpus di 462 tavole, frutto di acquisizioni iniziate negli anni Novanta dal Banco Ambrosiano Veneto e successivamente ampliate da Intesa Sanpaolo con acquisti mirati sul mercato internazionale. È un patrimonio raro, che documenta oltre cinque secoli di storia dell’arte sacra russa.

Il percorso permanente “Vedere l’invisibile” presenta al pubblico una selezione di 70 icone, scelte per rappresentare la varietà delle scuole pittoriche e dei centri artistici della tradizione russa: da Novgorod a Mosca, da Vladimir-Suzdal al Nord russo. Le opere coprono un arco cronologico che va dal Medioevo all’età moderna, offrendo una panoramica completa dell’evoluzione stilistica, teologica e simbolica dell’icona.

Tra le tavole più significative spiccano:

  • raffigurazioni del Cristo Pantocratore, con i tratti ieratici tipici della scuola moscovita;
  • delicate Vergini Odigitrie, dove la linea si fa più morbida e narrativa;
  • icone delle Dodici Feste, veri compendi teologici in forma visiva;
  • santi guerrieri e taumaturghi, protagonisti della devozione popolare russa.

Il nuovo allestimento inaugurato nel 2021 ha trasformato la visita in un’esperienza immersiva: luci calibrate, supporti multimediali e un percorso tematico che guida il visitatore dentro la logica spirituale dell’icona, intesa non come semplice opera d’arte, ma come “finestra sul divino”. L’obiettivo è restituire la profondità simbolica di un linguaggio che unisce pittura, liturgia e meditazione.

Questa collezione, considerata tra le più importanti in Europa per numero di opere e presenza di capolavori di alta epoca, rappresenta oggi uno dei poli più autorevoli per lo studio e la divulgazione dell’arte russa in Italia. Un luogo dove Oriente e Occidente dialogano attraverso immagini che continuano a parlare, secoli dopo la loro creazione.

Informazioni

www.palazzomontanari.com 

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