CioccolaTò 2026: grandi nomi tra cioccolato, cultura

CioccolaTò 2026 accende Torino con 5 giorni di eventi diffusi

CioccolaTò 2026 riporta il cioccolato al centro della scena torinese con un’edizione che promette numeri record e ospiti di primo piano. Dal 13 al 17 febbraio 2026 la città si trasforma in un grande palcoscenico del gusto e della cultura, tra degustazioni, incontri letterari, spettacoli e talk. Il cuore pulsante sarà Piazza Vittorio Veneto, che ospiterà l’area espositiva più estesa di sempre. Qui troveranno spazio 70 stand e 60 espositori, tra maestri cioccolatieri, artigiani e aziende d’eccellenza. Ma CioccolaTò 2026 non si limita al food. La manifestazione abbraccia letteratura, design, teatro e imprenditoria, coinvolgendo palazzi storici, musei e luoghi simbolo della città. Un vero festival diffuso che unisce tradizione e contemporaneità. L’inaugurazione ufficiale è prevista venerdì 13 febbraio alle ore 12 in Piazza Vittorio.

CioccolaTò 2026: il cioccolato incontra arte e letteratura

Il programma culturale di CioccolaTò 2026 parte già giovedì 12 febbraio al Circolo dei lettori e delle lettrici con la lectio inaugurale del graphic designer Riccardo Falcinelli. Il suo intervento, Stracci, coriandoli e colori. Breve storia dell’idea di variopinto, esplora il significato simbolico del colore nella società contemporanea. Dalle tinte artistiche del passato all’immaginario dei supermercati, Falcinelli propone una riflessione originale sul linguaggio visivo di oggi. Un incontro che dimostra come il festival torinese non sia solo degustazione, ma anche pensiero e narrazione culturale. La prenotazione è obbligatoria tramite il portale di Turismo Torino e Provincia.

Joanne Harris e il fascino del romanzo al cacao

Sabato 14 febbraio il cioccolato diventa racconto letterario con un’ospite internazionale molto attesa. Al Circolo dei lettori arriva Joanne Harris, autrice del celebre Chocolat. In dialogo con Martina Liverani, presenta il nuovo libro L’apprendista del cioccolato. Il romanzo torna alle origini della protagonista Vianne Rocher, esplorando il suo passato e il potere trasformativo del cacao. L’incontro intreccia sapori e sentimenti. Il cioccolato diventa metafora di cambiamento, memoria e identità. Una storia capace di parlare a lettori di ogni età. Anche questo appuntamento rientra nel calendario culturale di CioccolaTò 2026 e richiede prenotazione.

Romance e grandi saghe: l’anima narrativa di CioccolaTò 2026

La giornata di sabato prosegue con un altro evento molto atteso. Felicia Kingsley, regina italiana del romance contemporaneo, dialoga con Francesca Mancini in Lezioni d’amore. Il confronto parte dalle commedie romantiche per raccontare come oggi si vivono le relazioni. Il tono è leggero ma attuale. Proprio come il cioccolato, le storie d’amore sanno adattarsi ai tempi e restare universali. Domenica 15 febbraio sarà invece la volta di Nino Haratischwili con L’ottava vita. Il romanzo attraversa il Novecento seguendo la saga di una famiglia georgiana, unita da una ricetta segreta di cioccolata calda. Un dettaglio che diventa filo conduttore tra memoria privata e storia collettiva. Questi incontri confermano la vocazione multidisciplinare di CioccolaTò 2026, capace di connettere gusto e letteratura.

Spettacolo e teatro: Arturo Brachetti chiude CioccolaTò 2026

Il gran finale si terrà martedì 17 febbraio in una location d’eccezione: il Salone delle Guardie Svizzere dei Musei Reali. Protagonista sarà Arturo Brachetti, artista torinese di fama internazionale. Il suo talk, Dietro la maschera, esplora la Commedia dell’Arte e il mestiere dell’attore tra tradizione e innovazione. Brachetti racconterà il valore della Maschera come strumento espressivo, capace di attraversare i secoli e parlare ancora al pubblico contemporaneo. Una chiusura suggestiva per CioccolaTò 2026, tra teatro, memoria e spettacolo dal vivo. Anche in questo caso l’accesso è su prenotazione.

Una festa di città tra istituzioni, imprese e territorio

CioccolaTò 2026 è promosso e sostenuto dalla Camera di commercio di Torino e dalla Città di Torino. L’organizzazione è curata da Turismo Torino e Provincia con il supporto della Regione Piemonte. Fondamentale il contributo di fondazioni, sponsor e associazioni di categoria locali, insieme al coinvolgimento di artigiani e imprese del territorio. Una rete che rende il festival non solo evento gastronomico, ma motore economico e culturale. Il risultato è una manifestazione inclusiva, capace di attirare turisti, famiglie e appassionati. Torino, per cinque giorni, diventa la capitale italiana del cioccolato

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