Valeria Parrella
Valeria Parrella

di Teobaldo Fortunato

Valeria Parrella - ph Teobaldo FortunatoAlmarina (Supercoralli Einaudi, 2019) della scrittrice napoletana Valeria Parrella è uno dei sei romanzi candidati al Premio Strega 2020; il plot della narrazione s’apre in apparenza, con una storia come tante: Elisabetta Maiorano è una docente di matematica presso il carcere minorile di Nisida; vedova da pochi anni, sembra riversare gran parte della sua esistenza nella quotidianità di un lavoro che forse ha scelto o piuttosto imposto da condizioni altre della vita; poche concessioni ad una pragmatica quanto femminea vanitas a tratti divertente e molto partenopea. Un giorno d’inverno, nella scuola… unico spazio senza sbarre, tra gli allievi adolescenti ve n’è una nuova: Almarina, una ragazza rumena fuggita con un fratello più piccolo da orrori familiari e di degrado sociale. Il racconto procede mediante una scrittura decisa come le storie forti ed autentiche, a volte tagliente, a tratti ironica quanto basta, a volte dura ma con quel ritmo poetico che connota la prosa di Valeria Parrella; come nel precedente romanzo “Lettera di Dimissioni” Einaudi 2011, si fa scorrere la memoria come su un nastro trasportatore; trascende il rapporto arcaico e tutto umano tra l’insegnante e l’alunna. Entra in una sfera più profonda, quella dell’amore puro che non ha nulla a che vedere con una paideia tout court e contemporanea, tanto lontana dalla prassi narrativa della Parrella che è costellata di rimandi altamente riflessivi. Il racconto scorre come il tempo e le onde che si avvicendano, separano e trattengono Nisida a Napoli, descritta dall’autrice con quel linguaggio ricco ed asciutto, spesso paradigmatico. Tra le pagine di “Almarina”, Nisida ed il carcere minorile sono vicini e distaccati da Napoli come un’enclave legata alla roccia vulcanica in cui a volte, oltre la sbarra che s’alza ogni mattina, sembra che il tempo perda la sua dimensione aristotelica. In ogni caso, la Parrella ci avverte: i ricordi restano sempre dove li abbiamo lasciati. Al di là di un atto d’amore privatissimo intenso come le acque del mare che bagna Napoli, Maddalena trova nella giovane rumena, la limpidezza disarmante di chi sembra avere un destino segnato. L’orizzonte che s’apre oltre il gonfo, ha un significato preciso per entrambe: quello anadiomenico e futuro, oltre la contingenza del presente.