Fang Zhaolin - Autoritratto
Fang Zhaolin Autoritratto

LE PENNELLATE COLORATE DELLA SIGNORA DEL CELESTE IMPERO

A volte i ponti cadono, altre volte invece no. È il caso di Fang Zhaolin, artista cinese cosmopolita vissuta a cavallo tra Novecento e nuovo Millennio, fra le più felici espressioni dell’arte cinese del XX secolo, che girò il mondo con la sua arte delicata e infrangibile, riuscendo a fare incontrare tradizione e modernità, Oriente e Occidente.

A lei e alla sua pittura fresca ed energica è dedicata la prima retrospettiva italiana in svolgimento nella sala inferiore del  di Milano sino al 10 settembre 2017 (www.lapermanente.it), curata da Daniel Sluse in collaborazione con Jeannie Toschi Marazzani Visconti, e organizzata grazie al preziosissimo supporto del Museo Xuyuan di Pechino.

Esposte a Milano 66 opere su carta di riso, alcune di grandissime dimensioni, dipinte con inchiostri neri e pigmenti colorati, che rappresentano le montagne e i paesaggi della Cina, fra villaggi, fiumi, figure geometriche e superfici piatte.

Maestra nell’arte del pennello e dell’inchiostro, fortemente legata alla tradizione, eccelsa non soltanto nell’uso della grafia corsiva corrente ma anche nell’uso pittorico degli stili calligrafici regolare e cancelleresco, Fang Zhaolin è riuscita a cogliere le declinazioni dell’arte occidentale e metterle al servizio di un suo personalissimo modo di dipingere, facendo incontrare colori e calligrafia.

Ed è proprio la straordinaria capacità di fondere la millenaria tradizione calligrafica cinese con la pittura il vero segreto di Fang Zhaolin, madre di otto figli eppure viaggiatrice instancabile, nata a Wuxi nella provincia dello Jiangsu nel 1914 e scomparsa a Hong Kong nel 2006 all’età di 93 anni.

Queste le parole dell’artista al momento di decifrare la sua arte “Ho viaggiato dall’oriente all’occidente, visitando celebri montagne e grandi fiumi in Europa e in Asia. Mi limito a esprimere con il pennello le mie sensazioni verso le cose del mondo. Quanto alle tecniche, non sono che strumenti. Durante il processo creativo, un artista non pensa alla tecnica. È come un maestro di arti marziali, che ha imparato a padroneggiare tutte le mosse ed è quindi in grado di usarle in modo naturale”

Ma è indubbio che l’impatto artistico di Fang Zhaolin può essere attribuito anzitutto al suo talento calligrafico. La calligrafia costituisce il nucleo e la radice della sua arte. Per questo, esplorare il suo studio e il suo sviluppo della calligrafia e l’applicazione di essa nella pittura può aiutarci a comprendere la sua soggettività nella pittura, nonché la sua importanza nel dialogo tra l’arte cinese e quella occidentale I tratti di pennello intrecciati e marcati che riproducono le rocce montane possiedono una carica dal potente impatto. Si distaccano dalla pittura figurativa e richiamano alla mente dell’osservatore i tratti potenti di pennello della calligrafia cinese e perfino la pittura astratta contemporanea.

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L’esposizione milanese, che offre la possibilità di parteciapre tutti i martedì, giovedì e venerdì alle ore 17.30 a una visita guidata con l’artista Filippo Cristini (prenotazione obbligatoria con sms al 329-3969846. Costo a persona € 5), nella giornata di giovedì 7 settembre prevede alle 16.30 e alle 17.30 due “Cerimonie del tè cinese” con degustazione tenute dal prof. Marco Bertona, grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè (prenotazione obbligatoria con sms al 345-7190941. Costo € 2 a persona).