App Museon Bologna

Per arricchire l’esperienza di visita nelle proprie sedi, l’Istituzione Bologna Musei nei mesi scorsi ha continuato ad implementare la app MuseOn, disponibile in versione iOS e Android, con nuovi percorsi che ad oggi consentono di andare alla scoperta delle collezioni permanenti di numerosi musei: Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale, Museo civico del RisorgimentoCollezioni Comunali d’ArteMuseo Davia BargelliniMuseo del Patrimonio Industriale e Museo della Musica.
I contenuti di questa guida multimediale possono costituire una valido supporto sia in preparazione che in approfondimento alla visita stessa. Ogni oggetto è infatti corredato da una didascalia, da un testo descrittivo, da immagini – anche storiche – e da informazioni e curiosità.
I contenuti, oltre che letti sui propri dispositivi mobili, possono anche essere ascoltati grazie al sistema di lettura vocale interno al dispositivo stesso.
I percorsi sono scaricabili gratuitamente su App Store e Google Play.

Il percorso sul Museo Civico Archeologico, di cui era già presente nella app la collezione egiziana, è stato ampliato con nuovi contenuti relativi al lapidario, alla Sezione preistorica e a quella di Bologna Romana. Del lapidario è possibile scoprire i documenti più significativi, fra i circa 400 che compongono la collezione, fra statue, stele e lastre iscritte. Tra di essi figura anche il celebre torso dell’imperatore Nerone. Per la Sezione preistorica è presente una decina di schede, per tracciare le diverse fasi della storia del territorio bolognese a partire dalle più antiche testimonianze risalenti al Paleolitico Inferiore (800.000 anni fa) cui si riferiscono i semplici manufatti in pietra denominati chopper (ciottoli di selce). Per la sezione dedicata a Bologna romana infine sono presentati oggetti che permettono di ricostruire sia la vita pubblica (come le antefisse della prima basilica civile) che quella privata (come il pavimento a mosaico da via Testoni) degli antichi abitanti di Bononia.

Il percorso sul Museo Civico Medievale permette di conoscere molti oggetti di tutte le sezioni della collezione permanente, che si snoda nelle sue 22 sale. Si segnalano l’Arca di Giovanni da Legnano, il celebre e prezioso acquamanile duecentesco appartenuto a Pelagio Palagi, la statua di papa Bonifacio VIII e ancora le sculture del Nettuno e del Mercurio di Giambologna o le fiasche dei Bentivoglio.

Il percorso sul Museo civico del Risorgimento presenta l’intero percorso espositivo del museo, articolato in cinque sezioni che ripercorrono gli eventi dal 1796 alla fine della Prima Guerra Mondiale. Sono 27 le schede presentano gli oggetti più significativi: dall’uniforme della Guardia Nazionale di Bologna alla scimitarra di Gioacchino Murat, dal ritratto di Ugo Bassi a quello di Giuseppe Garibaldi e un’ulteriore scheda relativa alla speciale sezione di filatelia e storia postale.

Il percorso sulle Collezioni Comunali d’Arte attira l’attenzione del visitatore sulle opere più significative delle sue 25 sale. Si segnalano le schede sulle tavole di Vitale da Bologna, sul Ritratto di Gonfaloniere di Artemisia Gentileschi, sugli automi dell’orologio di Piazza Maggiore, sulla Galleria Vidoniana e sulla Sala Boschereccia, sull’Apollino di Canova e sui dipinti di Amico Aspertini, Francesco Francia, Ludovico Carracci e Donato Creti.

Il percorso sul Museo Davia Bargellini è una guida particolarmente ricca di approfondimenti sulle opere più significative presenti nelle 7 sale del percorso espositivo. Vengono segnalati in particolare i dipinti di Vitale da Bologna, di Innocenzo da Imola, dei Vivarini, di Prospero Fontana, di Alessandro Tiarini, di Giuseppe Maria e Luigi Crespi e inoltre la berlina di gala e il teatro delle marionette veneziane.

Il percorso del Museo del Patrimonio Industriale è dedicato alla sezione relativa alla Bologna dell’acqua e della seta dei secoli XIV-XVIII, con cui si apre il percorso espositivo del museo: una fase che ha visto Bologna esportare filati e veli di seta in tutto il mondo occidentale. La ricostruzione dell’organizzazione produttiva che ha sancito la supremazia economica della città fino alla fine del XVIII secolo è affidata a 10 schede, dalla mappa di Bologna della seconda metà del XVI secolo al plastico del sistema idraulico della città, dal modello in ferro della ruota idraulica a cassette al mulino da seta alla bolognese.

Il Museo della Musica infine permette di scoprire sei secoli di storia della musica europea attraverso circa 50 schede che, oltre a descrivere le sale stupendamente affrescate i cui si articola il percorso espositivo, ne propongono gli oggetti più significativi: dal ritratto di Padre Giambattista Martini e dal primo volume della sua Storia della Musica ai celebri Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi, dal ritratto e dal compito di Mozart al Clavemusicum omnitonum di Vito Trasuntino, dall’Harmonice Musices Odhecaton A (il primo spartito stampato della storia) all’Armonia di flauti, per arrivare infine al ritratto di Farinelli e alla partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.