Museo d'Arte e Scienza - Milano
Museo D'arte E Scienza Milano

LA FAMIGLIA MATTHAES

AL SERVIZIO DELL’ARTE

 
I Matthaes sono una famiglia di antiche origini tedesche, precisamente di Dresda, città d’arte che intorno al 1900 divenne centro della pittura europea moderna.

Nel 1906 la coppia Gertrude Matthaes e Walter Kurau fondò una scuola di pittura frequentata da noti artisti alla continua ricerca di nuove ispirazioni. A tale scopo, nel corso degli anni, i fondatori diedero vita a voluminose raccolte di oggetti d’arte, alcune delle quali hanno costituito il nucleo iniziale delle importanti collezioni presenti oggi al Museo d’Arte e Scienza di Milano.

Nel 1917 la scuola si trasferì a Berlino dove i Matthaes svilupparono intensi contatti con il mondo archeologico della città. Nel 1930 venne affidato loro l’incarico di decorare le grandi mura del famoso Museo Pergamon di Berlino. È di quel periodo la creazione di una collezione didattica sull’arte greco-romana ed etrusca, anch’essa parzialmente esposta al Museo d’Arte e Scienza e definita dal Ministero Italiano per i Beni Culturali e Ambientali, con Decreto del 5.5.1997, come “Collezione di eccezionale interesse storico culturale”. Dopo la morte dei fondatori, nel 1932 la scuola venne chiusa e le collezioni ereditate da Gottfried Matthaes, la cui vita è stata sempre caratterizzata da un costante connubio tra fisica, scienza ed arte.

Milano - Museo d'Arte e Scienza

Gottfried Matthaes, fisico e collaboratore della Siemens Germania, scoprì nel 1949 una tecnica per stampare impasti conduttivi su piastrine di ceramica per creare resistenze elettriche, conduttori e condensatori, meglio conosciuti con il nome di circuiti stampati (i primi CHIP).

Grazie all’aiuto di Egidio Cozzi, suo futuro suocero, creò a Milano una fabbrica per produrre in serie i primi CHIP mondiali che venivano montati  in grandi quantità negli apparecchi radio delle principali marche italiane. L’interesse di Gottfried Matthaes per l’arte non si interruppe mai e crebbe parallelamente all’impegno industriale, portandolo, nel 1990, a lasciare l’industria per concentrarsi su un tema sentito di primaria importanza: l’accertamento del Falso nell’Arte. La crescita della richiesta di oggetti antichi e la diminuzione della loro offerta ha infatti costretto il mercato ad introdurre, in quantità sempre crescente, copie e falsi.

Museo d'Arte e ScienzaNel 1990 egli acquistò gli spazi espositivi nel Palazzo Bonacossa, in Piazza Castello a Milano, per aprire un museo dal nome “Museo didattico per l’accertamento del falso nell’antiquariato”, che, nel corso degli anni, cambiò il nome in “Museo del Collezionista d’Arte” ed infine in “Museo d’Arte e Scienza” rimanendo, fino ad oggi, l’unico museo al mondo dedicato all’ importante tematica dell’accertamento dell’autenticità nell’arte.Già dalla fine degli anni ’80 le ricerche di Gottfried Matthaes si orientarono verso la messa a punto di un nuovo metodo per datare scientificamente gli oggetti d’arte e di antiquariato.

Aprì così un Laboratorio Scientifico interno al Museo, la cui direzione, dal 1996, è affidata al figlio Peter Matthaes, Dottore in chimica e perito presso il Tribunale di Milano, dove poté sviluppare e consolidare il brevetto per la datazione spettroscopica degli oggetti in legno.

Collaborazioni internazionali e nazionali del Laboratorio:

          The J. Paul Getty Museum (Los Angeles)

          A.I.C. (American Institute for Conservation – Miami) Annual Meeting 2002

          Deutsches Museum (München)

          Tribunal de Grande Instance de Paris

          Musée International du Golfe de Guinée (Lomé, Republique du Togo)

          Gallerie dell’Accademia di Venezia

          Pinacoteca Nazionale di Bologna

          Pinacoteca Civica di Forlì

          Museo degli usi e costumi della Gente Trentina (S. Michele all’Adige, Trento)

L’affinità di vedute e intenti con Leonardo da Vinci, artista e scienziato, portò nel 2003 alla creazione di due esposizioni didattiche permanenti sul grande Maestro: una dedicata ai 20 anni di intensa attività milanese alla corte degli Sforza e l’altra all’opera più significativa ma poco conosciuta di Leonardo, “Il Trattato della Pittura”. Nel 2010 si è dato giusto spazio e rilievo alla collezione di Arte Buddhista raccolta nei primi anni ’70 dal direttore durante i suoi viaggi in oriente. Da un’accurata selezione dei numerosi e notevoli pezzi provenienti dalla Thailandia, Birmania, Cina e Giappone, è scaturita la mostra permanente dal titolo “L’Arte Buddhista dell’Asia Orientale”, considerata una tra le più belle raccolte italiane di area indocinese. L’attività di Gottfried Matthaes, mancato nell’estate del 2010, si è concentrata fino all’ultimo nel portare avanti sia la complessa gestione del Museo che le diverse attività editoriali, realizzando due notevoli cataloghi sulla collezione di arte africana e sull’arte buddhista. Due dei cinque figli, Peter e Patrizia, continuano instancabilmente la tradizione di famiglia sulle orme del padre, rinnovando gli spazi espositivi, migliorando e ampliando le sezioni interattive a disposizione del pubblico e aprendo il Museo ad eventi culturali quali conferenze, esposizioni temporanee e diverse iniziative divulgative.

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