Lucky, all’anagrafe Gianluca Giorgini, è un imprenditore e organizzatore di eventi ma, soprattutto, uno dei musicisti italiani più apprezzati a Cuba. Proprio pensando al Mar dei Caraibi, ha voluto riportare tutta l’atmosfera latina nella nostra Italia con un brano estivo che in queste settimane ha spopolato, facendo ballare tutti.
La canzone, lanciata lo scorso giugno, si intitola Onda Latina, e vede la partecipazione anche di Christian & Rey, eredi di storiche figure della musica cubana, Edesio Alejandro e il figlio Christian, (apprezzato cantante, produttore e conduttore televisivo), la Little Tony Family ed Elvino Echeoni. Due culture che si uniscono sulla scia dell’allegria e della distrazione attraverso la musica: Onda Latina è un orecchiabile pop che entra subito nel sangue, raccontando in realtà molto di più della semplice voglia di divertimento. A cominciare dalla ritrovata serenità dopo la pandemia cominciata nel 2020. Ce ne parla proprio Lucky in questa intervista.
Lucky, Onda Latina sta ottenendo un ottimo riscontro sulle radio. Segno che c’era bisogno di questa ondata cubana nella nostra Italia.
Il pubblico risponde molto bene. Mi dice, chi ascolta la canzone, che rimane a farsi abbracciare dalla melodia in continuazione. Il ritornello è molto facile, lo si apprende velocemente e la canzone fresca e allegra consente di volare con la mente, lontani dalla realtà per un attimo. Questo mi carica, perché significa che il grande lavoro che abbiamo svolto sta producendo un risultato estremamente positivo, arrivando al sentimento delle persone: proprio quello che volevo.
Qual è il commento più bello che hai ricevuto a proposito di Onda Latina?
Più di una persona mi ha fatto notare come abbia trovato in questa canzone, dopo la pandemia, un monito di rinascita e di forza. Ecco, avere la sensazione di essere riuscito a far qualcosa di bello, e magari inconsapevolmente utile per gli altri, mi regala una vitalità quasi magica. Gli ultimi due anni ci hanno costretti a guardarci dentro, per far esprimere la parte più significativa di noi, coi nostri sogni: se la musica ha ancora questo valore sociale, direi che è una bellissima notizia!
E Lucky quale sogno ha scoperto di avere in questi ultimi anni?
Il mio desiderio di vita lo realizzo tutti i giorni, tra musica, passioni e progetti imprenditoriali. Cosa potrei sognare più di quel che già vivo? Forse la pandemia è servita anche a questo: a dare ancor più valore a quel che si ha a disposizione.
Tu sei uno che non si tira mai indietro rispetto alla possibilità di realizzare qualcosa di nuovo. Cosa ti piacerebbe sperimentare nel prossimo futuro?
Il progetto di Onda Latina mi sta incoraggiando a fare più collaborazioni anche con artisti italiani. Sto analizzando quindi le novità della musica italiana: peraltro anche questa ultimamente tende a essere sempre più vicina al sound tropicale: mi piacerebbe aiutare nella composizione i giovani cantautori, che cercano quel ritmo latino che si può trovare solamente in certe terre. Sono sicuro che ne vedremo delle belle…
Mi sembra di capire ci sia già qualcosa che bolle in pentola…
In effetti sì, ma non posso anticipare nulla. Ti posso solo dire che c’è un artista conosciuto che mi ha chiesto di ricreare una atmosfera tropicale su un vecchio brano. Per me è un grandissimo onore essere contattato per questo, oltre che un riconoscimento importante dal punto di vista professionale.
Onda Latina vede la partecipazione, tra gli altri, di Elvino Echeoni. Come nasce la collaborazione?
Io sono organizzatore del Cantagiro a Cuba, da cui emerge un vincitore che partecipa al Cantagiro italiano, che si svolge a settembre proprio sotto la direzione generale di Elvino. Insieme, quindi, abbiamo iniziato a parlare della kermesse. Contestualmente gli ho fatto sentire la canzone, che gli è subito piaciuta, divertendosi nel tornare indietro negli anni, quando cantava e suonava nei pianobar prima di fare tutt’altro.
Parliamo di uno dei più originali artisti, oggi scultore e pittore.
Avere convinto in questa nuova sfida lui, artista a 360 gradi reso immenso dalla sua umiltà, è stata una grandissima fortuna per Onda Latina. Lui si diverte con questa canzone ma non sa quanto, ogni volta che parliamo insieme, io mi senta più ricco di cultura e di arte.
Nel videoclip ci sono anche simboli tipicamente italiani: la pastasciutta, il Colosseo, la Fiat Seicento. Tutto questo è un grido di orgoglio per il nostro Paese?
Io non sono molto nazionalista: sono il classico italiano che fuori la bandiera tricolore ai Mondiali di calcio, per poi riporla nel cassetto durante l’anno. Vivendo a Cuba, però, mi sono reso conto di quanto i latinoamericani amino l’Italia anche per tante realtà che noi forse sottovalutiamo, a partire dalla cultura della cucina, il galateo. Noi non ci rendiamo più conto del grande potenziale che abbiamo, piangendoci addosso in continuazione e dicendo che tutto va male. Non ci accorgiamo di come ci vedono gli altri.
E cosa vedono a Cuba di noi?
Vedono la nostra storia, attraverso macchine, moda, monumenti. Ciò che non funziona in Italia è la mancanza di consapevolezza di essere un Paese forte. Possiamo dare tantissimo al resto del mondo: lo dice la nostra storia. Nel videoclip ho voluto sottolineare proprio questo: ricordare, attraverso simboli italiani, ciò che eravamo e che ancora oggi rappresentiamo all’estero dove girano con le nostre macchine anni ’50, ’60.










