Tiziano Ferro: carriera, fragilità, rinascita e il ritorno live del TZN Tour 2023
Ha vent’anni di carriera, più di venti milioni di dischi venduti ed è uno dei cantautori più amati e apprezzati, non solo in Italia. Parliamo di Tiziano Ferro, un artista eclettico, dotato di una voce unica e di un talento che lo ha reso una star del panorama discografico internazionale.
Il suo album Il mondo è nostro non è soltanto una raccolta di canzoni: è un vero diario in musica, un percorso personale che racconta sentimenti, fragilità e rinascite. Tiziano non ha mai smesso di cantare le emozioni, ma questo disco è più che mai un inno all’autenticità. È ricco di verità, di introspezione e di quella sincerità che lui coltiva e difende come artista e come uomo.
Parla della sua vita, della depressione, dell’essere diventato padre. Ogni brano affronta un tema diverso, con una profondità che lo rende uno dei lavori più intimi della sua carriera. In un’intervista al Corriere della Sera aveva raccontato: «Prima mi vergognavo, non mi sentivo in diritto di stare male. Mi dicevo “stai zitto e sorridi”». In queste parole c’è tutto il senso di un percorso umano complesso, fatto di cadute e risalite.
Un percorso umano complesso
Questo “ragazzo” 43enne oggi può finalmente dire di sentirsi sereno e vivere con consapevolezza e gioia gli importanti sogni finora realizzati. Tuttavia, il percorso che lo ha condotto fin qui non gli ha risparmiato momenti oscuri, di quelli che a volte lasciano cicatrici nell’anima.
La sua è stata una vita in salita. Prima il rapporto conflittuale con il peso (da 111 chili scende a 70), poi il non detto della sua omosessualità: da una parte i discografici che premevano per affiancargli una donna dello schermo, una fidanzata di comodo; dall’altra il suo rifiuto, fino alla decisione del coming out a trent’anni.
Tiziano è stato capace di riconoscere e metabolizzare la propria fragilità, in curiosa antitesi con quel cognome che rimanda al metallo più duro. Negli ultimi anni si è davvero mostrato in tutte le sue fragilità. Il suo è stato un coming out totale.
In un’intervista del 2020, sempre al Corriere, confessava:
«Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido. I ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l’unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo».
Ha avuto anche una dipendenza dall’alcol, da cui è riuscito a uscire. Sempre nel 2020, un numero del settimanale 7 del Corriere si apriva con una lunga, coraggiosa e toccante lettera scritta da lui stesso, in cui raccontava la sua esperienza:
«L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti».
Un racconto nato per aiutare chi vuole uscire dall’abisso della dipendenza, come lui è riuscito a fare.
La vita e la carriera
Gli inizi: talento precoce e prime difficoltà
Tiziano Ferro nasce a Latina nel 1980. All’età di cinque anni riceve una tastierina giocattolo: è il suo primo incontro con la musica. Inizia subito a scrivere canzoni, compone con mezzi semplici le basi e le incide con un registratore. «Registravo melodie, canzoni. Già mie, non cantavo quelle degli altri. Alla fine del mio album Nessuno è solo c’è una ghost track, due registrazioni che risalgono al 1986, 1987. Avevo sei, sette anni».
L’adolescenza è difficile: è timido, spesso emarginato dai compagni, soffre di bulimia e sovrappeso. Trova uno sfogo nella musica e inizia a studiare chitarra, canto, pianoforte e batteria. A sedici anni entra nel Coro Gospel di Latina, dove si appassiona alla musica nera americana.
Tra il 1996 e il 1997 partecipa a un corso per doppiatore cinematografico e inizia a collaborare come speaker per radio locali. Fa pianobar, serate nei pub, gare di karaoke. Nel 1997 si iscrive all’Accademia della Canzone di Sanremo: non supera la prima settimana. Ci riprova l’anno dopo, arriva tra i 12 finalisti e viene notato da Mara Maionchi e Alberto Salerno, con cui inizia una lunga collaborazione. La nota produttrice aveva individuato nel cantante di Latina un talento fuori dal comune, ma in un primo momento aveva pensato che dovesse ancora farsi le ossa per riuscire a sfondare. Sulle composizioni di Ferro si alternano vari arrangiatori, finché Michele Canova riesce a tradurre le idee del giovane di Latina nel sound desiderato. Mentre le canzoni iniziano a prendere forma, nel 1999 Tiziano partecipa come corista al tour dei Sottotono.
La svolta
Nel 2001 firma con EMI e pubblica il suo primo singolo: Xdono. Il brano scala le classifiche fino a conquistare la prima posizione in Italia. L’anno seguente arriva al terzo posto tra le canzoni più vendute in Europa. L’anno seguente Xdono arriva al terzo posto tra le canzoni più vendute in tutta Europa e il nuovo singolo Rosso relativo diventa il tormentone dell’estate.
Il primo album Rosso relativo supera il milione di copie e viene distribuito anche negli Stati Uniti e in Sud America. L’exploit continua con il secondo album 111 (numero riferito al peso massimo raggiunto in età adolescenziale), che vende oltre un milione di copie e spopola anche nella versione spagnola grazie a Sere nere e Non me lo spiegare.
L’ascesa è inarrestabile con i tre successivi album, Nessuno è solo, Alla mia età e L’amore è una cosa semplice, tutti premiati con il disco di diamante. Nel 2010 affida al libro Trent’anni e una chiacchierata con papà i suoi pensieri più intimi e la scelta di dichiarare per la prima volta il proprio orientamento sessuale. Nel 2012 pubblica il secondo libro “L’amore è una cosa semplice”, che prende il titolo dall’omonimo album.
Testimonial dell’UNICEF, è impegnato in diverse attività solidali. A fine 2016 pubblica il 6° album, Il mestiere della vita. Nel luglio 2019, a Sabaudia, si unisce civilmente al compagno Victor Allen, che aveva precedentemente sposato a Los Angeles. Nello stesso anno esce a novembre Accetto miracoli. Nel 2022 annuncia di essere diventato padre di Margherita e Andres. A novembre arriva l’ottavo album: Il mondo è nostro.
Tiziano Ferro e il Festival di Sanremo
Nel percorso artistico di Tiziano Ferro, il Festival di Sanremo occupa un capitolo particolare. La sua unica partecipazione in gara risale al 2002, quando si presentò nella categoria Giovani con il brano “Xdono”, destinato a diventare uno dei maggiori successi della musica italiana dei primi anni Duemila. Quella presenza, pur non culminata nella vittoria, segnò l’inizio della sua ascesa definitiva nel panorama discografico. Negli anni successivi, Tiziano è tornato più volte sul palco dell’Ariston, ma sempre in veste di ospite: nel 2004, nel 2007, nel 2015 come super‑ospite, e nel 2020, quando fu presenza fissa del Festival con momenti musicali molto attesi. Ogni volta, la sua voce e la sua storia personale hanno aggiunto intensità alle serate sanremesi, confermando il legame speciale tra l’artista e il pubblico del Festival.
La tournée TZN Tour 2023
Erano passati sei anni dal suo ultimo concerto. Era il 2017 a Firenze e, nel frattempo, era accaduto di tutto: pandemia, famiglia, due dischi. Tre anni fa il Covid-19 aveva fermato il suo tour negli stadi, ma ora Tiziano Ferro è tornato sul palco più forte di prima. Da giugno ha intrapreso la tournée TZN Tour 2023, che si concluderà a metà luglio e che porterà oltre mezzo milione di persone negli stadi italiani. Le tappe di Lignano Sabbiadoro, Torino e Milano hanno mostrato un artista in completa sintonia con il pubblico, nonostante gli anni di assenza.
L’intero tour è pensato per accompagnare gli spettatori a ritroso nella storia dei suoi successi musicali. Due ore – o forse più – di musica intensa, che riportano negli stadi molti dei suoi brani indimenticabili.

Alessandro Trani
Direttore editoriale del network Le Roy. Coordina contenuti e progetti multimediali delle testate del gruppo. Leggi di più
Tratto da 24orenews Magazine Luglio-Agosto 2023












