«Mind Over Matter: it’s explosive, inventive rock» – Rolling Stone
«“My Body” e “Cough Syrup” sono hit mondiali. Attorno a queste hit ci sono pezzi eccezionali che rendono i Young The Giant una band spettacolare sotto ogni punto di vista» Consequence of Sound
DOPO AVER CONQUISTATO IL CUORE DI MORRISSEY
E DI OLTRE MEZZO MILIONE DI FOLLOWERS,
CON IL NUOVO ALBUM I YOUNG THE GIANT
IN ITALIA PER UN’UNICA DATA
YOUNG THE GIANT
GIOVEDI’ 5 GIUGNO 2014
MILANO @ MAGAZZINI GENERALI
PREZZO BIGLIETTI: Posto Unico € 16,00 + diritti di prevendita
APERTURA PORTE: 19:30
INIZIO CONCERTO: 21:30
PREVENDITE AUTORIZZATE:
Ticketone – www.ticketone.it – 892.101
Vivaticket – www.vivaticket.it– 892.234
Ticket.it – www.ticket.it – 02.54271
Biglietti disponibili in tutte le altre rivendite autorizzate
L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti dibiglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.
Composti da Sameer Gadhia (voce e percussioni), Jacob Tilley (chitarra), Eric Cannata (chitarra/voce), Payam Doostzadeh (basso) e Francois Comtois (batteria/voce), gli YOUNG THE GIANT presentano un set di idee musicali molto diversificato, tanto vario quanto il loro background etnico: indiano, persiano, inglese e franco-canadese.
Scrivono una sorta di rock’n’roll melodico e sublime che spicca per la sua grandezza e condividono una raffinata sensibilità e sono tutti nativi di Orange County (California).
Il quintetto californiano debutta in Italia nel 2012 con Young the Giant, una collezione di canzoni che annunciano la nascita di una nuova e grande band, dalle percussioni sconvolgenti e il coro di My Body”al fervore malato d’amore di Cough Syrup, al pop solare uptempo di I Got.
Se il loro suono è così brillante è perché suonano insieme dai tempi dalle scuole superiori. “Noi tutti abbiamo iniziato a scrivere musica quando eravamo molto giovani”, ricorda Gadhia. “Quando avevo 16 anni pensavo fosse interessante suonare nei bar di Orange County. E’ stato interessante avere quell’età e vedere come la musica funzionava. Tutti si stringevano agli altri, era una grande comunità di amici”.











