Veronica Surrentino A passo lento

Veronica Surrentino, cantautrice romana, ci insegna la consistenza dei sogni, quelli che si fanno a occhi aperti, senza perdere di vista, prima di tutto noi stessi. Il talento e la tenacia, non l’hanno mai abbandonata e lei con pazienza e determinazione, ha coltivato il proprio sogno. Diplomata all’Accademia in canto, pianoforte e recitazione, oggi è felice di accogliere tutto quello che di bello, la vita e la musica, le hanno regalato. Riservata e di poche parole, quando è su un palco, diventa un’altra: la sua voce calda e graffiante allo stesso tempo, ci mostra una Veronica che nella vita di tutti i giorni, è difficile scorgere. Veronica è cresciuta facendo musica dal vivo, imparando a gestire gli imprevisti, le difficoltà, mettendosi alla prova di continuo. Una professionalità che insieme al talento, fanno di lei una scoperta sorprendente del panorama musicale di oggi. Veronica uscirà a breve con un duetto “importante”, col quale, ne siamo certi, saprà ancora sorprendere.

Cover A passo Lento Veronica Surrentino

Il tuo nuovo brano è A Passo Lento, come è nato?
A Passo Lento
, è nata subito dopo Tranne Te quando ancora avevo in circolo voglia di ritmo e la necessità di esplorarlo. Idealmente potrebbe essere il capitolo seguente dello stesso racconto: Tranne Te, è il ritratto di una donna volitiva, che sa di volere tutto – “tranne te”. A Passo Lento ci fa rivivere, quello stato emotivo, carico di aspettative, di una nuova storia. Un sogno che può confondersi con la realtà, incoraggiandoci a lasciarci andare. La sezione ritmica ci ha impegnati molto, costringendomi a rivedere il cantato. La parte melodica è arrivata come sempre in solitudine al piano, dove nascono le mie canzoni. Dopo, insieme, abbiamo fatto un gran lavoro per ottenere un brano ritmato, che non perdesse il bello della musica suonata; la difficoltà, per il mio modo di scrivere, è stata di trovare parole con un bel suono, allineate al ritmo. Il brano senza pretese o imperativi, racconta la nascita di un rapporto, un nuovo incontro che lascia aperto il finale. Vera protagonista è la consapevolezza che ci possa essere coinvolgimento, passione, anche andando A Passo lento, lasciandosi cullare dalle emozioni, senza ipotecare il domani.

Il video è stato girato in barca a vela, in mare aperto. Di certo una scelta non casuale: cosa hai voluto raccontare?
Abbiamo scelto il mare aperto: vele spiegate al vento e un senso nuovo di libertà. A Passo Lento, in una nuova storia d’amore, scegliendo di viverla fino in fondo, senza chiedersi dove ci porterà.  “Giochi di sguardi e d’intesa, per un video dove senza bussola, in mezzo al mare, lascio che sia la passione, per una volta, ad avere il comando. Il desiderio di scoprire dove porterà, fidandosi e affidandosi. Sogno o realtà? Immagina ciò che vuoi e il finale, scrivilo tu…” Mi è sembrato il modo migliore per raccontare questa nuova avventura musicale e devo ammettere che mi sono anche sentita molto a mio agio. Ti confesso che la mia timidezza, se non sono su un palco “vestita” di musica, viene sempre fuori e ritrovarmi in mare aperto mi ha permesso di esprimermi più liberamente.

Parli della tua timidezza, anche se, quando canti sei una “tigre”. Qual è il tuo rapporto con il pubblico?
Adoro raccogliere la sfida e catturarne l’attenzione. Tieni conto che sono abituata a suonare ad eventi dove il pubblico viene per altro, o per cenare, o perché festeggia qualcosa, quindi è una situazione molto diversa dal concerto. In questo caso riuscire a “prenderli”, è una vittoria immensa. Non sono un’oratrice e in realtà, ci sono serate in cui riesco ad esprimermi un po’ di più, ma altre in cui faccio davvero fatica, ma coadiuvata dagli altri ci provo: la mia unica arma è la voce, il canto.

Concretezza e ispirazione artistica: è questo il segreto vincente del tuo talento?
Sicuramente sono una persona concreta che crede nei propri sogni, ma anche nel lavoro che è necessario per realizzarli. Sono grata alla mia famiglia che mi ha cresciuta con sani principi: dignità e importanza dell’impegno, per la costruzione del proprio avvenire. Questo mi ha reso forte e libera nell’inseguire i miei sogni e renderli reali. Ho sempre studiato e lavorato molto, tenendo i piedi ben piantati per terra ma con lo sguardo e il cuore oltre le nuvole con la mia musica.

Veronica come vivi questo importante momento della tua carriera?
Oggi vesto, finalmente, abiti da cantautrice nei quali mi sento a mio agio e che mi regalano davvero tanta soddisfazione. Abbiamo preso il ritmo e voglio procedere sostenuta “a passo lento” sono già andata e oggi spero, di andare avanti, mettendo da parte le paure. Il senso di responsabilità cresce e la voglia di non ripeterci, di non deludere dando qualcosa di più ci ha messo un po’ di pressione. Abbiamo lavorato con tanta applicazione e l’intento di raggiungere il fine che ci eravamo prefissati: suoniamo perché, questo, ci rende felici, mai esclusivamente, per l’approvazione altrui. Oggi prende forma un meraviglioso e ambizioso progetto musicale con un duetto “super” con un brano di un autore sanremese per eccellenza. Sento di dovere essere grata alla vita per tutto quello che mi ha dato: sono moglie, madre e posso fare il mestiere che mi rende felice, soprattutto perché l’ho desiderato e voluto con tutte le mie forze, da sempre.
È stato fondamentale l’esplorazione che ho fatto, nei live ti si chiede di fare cose che non avresti mai fatto. Un esercizio faticoso, che però è formativo. Capire come i musicisti elaborano la melodia. Sapere come funziona dall’interno è fondamentale per capire la musica e il live.
Conosco bene la mia voce e i miei limiti, so gestire le mie prestazioni.

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