Gabriele Miraglia, in arte solo Gabriele, è nato in Sicilia, a Partinico, terzo tra cinque fratelli, tutti appassionati di musica. Con l’aiuto del padre, impara a suonare la chitarra e a soli sedici anni, scrive la prima canzone. Appena raggiunta la maggiore età, prende lezioni di canto dalla cantante siciliana Jo Rizzo, che in seguito lo sceglie come corista per i suoi spettacoli e tour in Sicilia. Poi la collaborazione col gruppo di teatro popolare siciliano Zappalà che lo accoglie nei suoi spettacoli come cantante e attore. Dopo aver calcato tanti palcoscenici nei villaggi nel Mediterraneo, Gabriele, viene scelto dopo un’audizione a Palermo, per lavorare negli spettacoli di Disneyland Paris.

Per Gabriele è l’inizio di una nuova avventura in quella città che ama profondamente come i suoi caffè ed i suoi bistrot. In questi quattordici anni ha sperimentato e fatto formazione di ballo, giocoleria, marionette e musical, mettendo in campo ogni suo talento che fanno di lui un’artista unico e sorprendente. In ottobre ha portato in Italia il radio remix del suo brano Una Vita in Più, che scandaglia l’animo umano e il desiderio atavico di avere un’altra possibilità, per non rifare gli stessi errori o per cambiare qualcosa della nostra vita. Una melodia radiofonica che nel video ci fa viaggiare nel tempo con la radio anni’50 e il videogioco anni ’90, in un’atmosfera rarefatta e raffinata.
Jusqu’a ce que l’amour nous sépare è stato il primo singolo il 20 marzo 2020, nel momento purtroppo che tutti conosciamo. Questo non ti ha scoraggiato e a dicembre dello stesso anno è uscito anche un EP. Una vita in più in versione radio remix, è stata la tua rivincita ed il miglior modo per “tornare” a fare capolino in Italia…Ci racconti come è nata questa canzone?
Una vita in più nasce prima di tutto in francese (Donnez – moi une vie en plus) e tradotta poi da Sandy Younes in italiano, per scelta di Jaqueline Taieb che ama la musicalità della nostra lingua. Mi ritengo fortunato ad avere l’onore di interpretare questo brano che mi corrisponde tanto. Spesso mi sono ritrovato a desiderare di avere tante vite, per poter crescere come musicista, acrobata e ogni disciplina circense. Mi è stato proposto con l’EP, di interpretare anche questo brano e il blues, la classe, la raffinatezza di Una vita in più mi hanno colpito immediatamente. L’ho sentito perfetto per me. Le canzoni devono profumare, arrivare a tutti i sensi: la canzone si ascolta, si gusta, si tocca. E questa profuma di vita e speranza.
Il video, raffinato e per nulla scontato, ci fa viaggiare nel tempo con la radio anni’50 e il videogioco anni ’90, in un’atmosfera rarefatta e perduta. Come è nato questo video, passami il termine, così “francioso”?
Per il video, ho avuto carta bianca e mi sono sbizzarrito con la mia creatività. Ne ho parlato con mio fratello Daniele e ascoltando con lui il brano, abbiamo pensato a un video dove la vecchia radio e il microfono alla Elvis contrastano con le immagini di una sala giochi dove il mio avatar attraversa epoche differenti. In ogni livello, il Gabriele versione 16 bit sale un po’ di più, partendo dalle piramidi per arrivare fino alla luna. Lì, affronta il nemico finale che è la versione oscura di sé stesso. Spesso siamo noi, di fatto, il nostro peggior nemico che ci impedisce di vivere appieno la vita. Invece di desiderarne una in più, dovremmo imparare a non sciupare la vita che ci è concessa, assaporandone al massimo, il suo sapore.
Che rapporto hai con la musica?
Un rapporto d’amore, il mio primo amore che mi accompagna da sempre. Un amore che non delude mai e mi accompagna anche nei sogni. Molte delle mie canzoni, nascono proprio nel sonno. Mi sveglio con una melodia in testa, che devo assolutamente scrivere. Pochi giorni fa, è successo: ho sentito anche le parole e, rendendomi conto per un attimo che si trattava di un sogno, ho tenuta stretta la melodia, lasciando andare le parole. Le ho scritte poi, cercandole nel subconscio. È qualcosa di magico che non smette di sorprendermi…alla musica ho affidato la mia vita ed è meraviglioso.
Sei stato da poco in Italia per il lancio del tuo Una Vita in Più. In che direzione sta andando la musica? Quali differenze ci sono, secondo te, tra la musica del momento, in Francia e Italia?
La musica secondo me non va nella stessa direzione. In Francia c’è più uniformità, segue un “modello”, una scia fortunata di canzone orecchiabile. Gli strumenti, i missaggi sono identici. Difficile talvolta distinguerle una dall’altra, mentre in Italia persiste una individualità più forte. Ci sono tante direzioni, tante sfumature, che le tendenze estive con i tormentoni, non riescono ad azzerare. Il Festival di Sanremo è un’eccellenza che premia le differenze. C’è più spazio per la creatività. Per quanto si senta dire da qualcuno che è passato di moda, in realtà tutti vorrebbero calcare quel palco. È un’istituzione che ha visto i Maneskin, decollare e con il loro successo, ha ribadito, se ce ne fosse bisogno, che il Festival di Sanremo docet!
Rimarrai in Francia o pensi di fare ritorno in Italia?
La prossima produzione sarà nel 2022 e come seguito di Una Vita in Più, sarà in Italia. Ovviamente cercherò di sorprendere anche la Francia, con la mia italianità; credo che sia importante che la musica faccia da ponte, lo scambio ed il confronto, la contaminazione sono da sempre, la vera forza della musica, che può tutto. Voglio poter portare il savoir faire degli artisti italiani a Parigi e un po’ di “allure” francese in Italia. Personalmente credo di essere cresciuto molto in questo paese che mi ha accolto quattordici anni fa, ma allo stesso tempo sono orgoglioso delle mie radici, della mia Sicilia. Oggi Parigi è la mia casa, ma ho la mia famiglia a Partinico, in Sicilia e un amore sconfinato per l’Italia…. Per carattere e con il lavoro che ho svolto nei villaggi turistici, ho sempre viaggiato molto imparando a “prendere” da ogni nuova esperienza il buono che poteva offrirmi. Si cresce e si diventa migliori, nel confronto con le diverse culture. Questa è la storia dell’uomo, del suo bisogno di scoperta e scambio.
Quali sono i tuoi progetti? Che direzione prenderà la tua carriera?
Sto lavorando alle nuove canzoni e soprattutto al mio spettacolo che spero di poter portare nei teatri e nelle piazze in Italia ed anche in Francia. Quando sono tornato a casa per il compleanno di mio padre e il lancio di Una Vita in Più, mi ha stupito il calore e l’accoglienza da parte delle radio, degli esperti del settore, un abbraccio che, dopo l’isolamento, mi ha scaldato il cuore. È stata una bella “scossa” di adrenalina che mi ha invogliato ancora di più a scrivere e lavorare su progetti, tanti, che non vedo l’ora di poter comunicare.










